roberto fico

ER MEJO FICO DER BIGONCIO – COME HA FATTO UN ASSIDUO FREQUENTATORE DEI CENTRI SOCIALI A DIVENTARE UNA RISERVA DELLA REPUBBLICA? IL MERITO È SOPRATTUTTO DEL QUIRINALE E DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA CAMERA LUCIA PAGANO, CHE IN 33 MESI DI LEGISLATURA HA TRASFORMATO UNO SCALMANATO PARLAMENTARE GRILLINO IN UNO "STATISTA" – IL PUGNO ALZATO IL 2 GIUGNO E LA STORIA DELLA COLF IN NERO

ROBERTO FICO

1 – DAI CENTRI SOCIALI A RISORSA DEL PAESE: L'ASCESA SOTTO L'ALA DEL CAPO DELLO STATO – IL RITRATTO DI FICO

Pasquale Napolitano per “il Giornale”

 

Da piazza Bellini (quartier generale dei centri sociali napoletani) a riserva della Repubblica: la parabola del presidente del Camera dei deputati Roberto Fico è il segno dei tempi. Ma anche la prova vivente che nella vita si può cambiare.

 

roberto fico m5s

Soprattutto se il merito di una trasformazione tanto radicale, quanto rapida, come nel caso di Fico, porta al Quirinale. Conduce al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha trasformato in 33 mesi di legislatura uno scalmanato parlamentare grillino in uno statista. L'ha strappato alla deriva anti-sistema dei Cinque stelle.

consultazioni sergio mattarella con roberto fico

 

Oggi è annoverato tra le riserve della Repubblica. Al punto che nelle ore concitate della crisi di governo il presidente Mattarella affidi a Fico il mandato esplorativo per ricostruire una maggioranza falcidiata dalla guerra Conte-Renzi.

roberto fico con l auto blu sotto casa della compagna dove vive quando e a napoli

 

Lui, Fico, che era stato eletto per distruggere tutto. Ora è chiamato a ricostruire. È la sua grande occasione. Un ruolo decisivo nella svolta istituzionale di Fico va attribuito non solo a Mattarella. Ma anche al suo custode, la donna ombra del numero uno di Montecitorio: Lucia Pagano, segretario generale della Camera dei Deputati e allieva di Ugo Zampetti, che poi da segretario generale della Presidenza della Repubblica è il ponte tra Quirinale e Montecitorio.

LUCIA PAGANO

 

Due figure centrali nel percorso di istituzionalizzazione di Fico. Due figure che hanno assicurato l'ombrello costante del Colle sulla terza carica dello Stato italiano. È il 24 marzo 2018 quando quel ragazzotto con barba incolta, jeans e zainetto che va in bus viene chiamato sullo scranno più alto della Camera.

 

roberto fico beve una birretta 2

Il segreto dell'era Fico? Mollare subito Beppe Grillo. Affidarsi completamente ai consigli del presidente Mattarella. Così da guadagnarsi il rispetto di tutte le forze politiche.

 

Una guida equilibrata, senza partigianeria. Senza colpi di testa. Al punto che nessun partito avanza mai richieste di dimissioni. Cosa che invece è accaduta per due illustri predecessori: Laura Boldrini e Gianfranco Fini.

 

roberto fico

Che all'esordio sulla poltrona di presidente della Camera potevano esibire un pedigree istituzionale superiore al parlamentare napoletano. Il passato del presidente Fico fa rabbrividire. Prima della militanza grillina, Fico calca le stanze dei centri sociali partenopei.

 

roberto fico yvonne de rosa michail kusnirovich

Vicino all'ambientalismo di sinistra, il numero uno di Montecitorio si muove tra piazza Bellini e piazza del Gesù: un covo di estremisti e sinistra rivoluzionaria.

 

Nelle pause dell'attività politica ritorna in quei luoghi insieme alla compagna Ivonne. Il perfetto incendiario, trasformato in 33 mesi in un pompiere. Poi l'incontro con Grillo: è colpo di fulmine.

 

ROBERTO FICO CON IL PUGNO CHIUSO ALLA PARATA DEL 2 GIUGNO

Alle spalle ci sono due esperienze elettorali deludenti (regionali 2010 e comunali 2011) prima dell'approdo in Parlamento. Da presidente della commissione Vigilanza Rai (2013-2018) inizia a toccare con mano il Palazzo. Con il successo dei 5s alle politiche nel 2018, si apre la strada verso la guida dell'Aula di Montecitorio. Pochi incidenti di percorso. Si contano sulle dita di una mano.

 

C'è chi gli rimprovera la scarsa attenzione per i protocolli istituzionali e il bon ton: ha sfilato davanti al picchetto dei corazzieri in alta uniforme del Quirinale senza abbottonarsi la giacca. Altri due scivoloni: il pugno sinistro alzato in occasione della parata del 2 giugno per la Festa della Repubblica e le mani in tasca durante una commemorazione a Palermo della strage di Capaci.

 

ROBERTO FICO ALESSANDRO DI BATTISTA

Proprio mentre viene intonato l'inno di Mameli. Scivoloni che fanno infuriare i patrioti. Ma Fico sa farsi perdonare. Accade ad Atreju, il tradizionale raduno di Fratelli d'Italia, quando accetta l'invito di Giorgia Meloni. Incalzato dalle domande di Nicola Porro si giustifica: «Non c'è alcun richiamo comunista in quel pugno alzato». La metamorfosi è completa. Ora può indossare l'abito di riserva della Repubblica.

roberto fico

             

 

2 - TUTTI GLI ARTICOLI DI DAGOSPIA SULLA COLF IN NERO DI FICO

https://www.dagospia.com/cerca?s=ROBERTO+FICO+COLF+NERO

elisabetta casellati roberto ficoroberto fico parata del 2 giugnogiuseppe conte e roberto fico

 

fabrizio salini roberto ficoroberto fico michail kusnirovichroberto fico yvonne de rosaroberto ficole iene e la colf in nero a casa di roberto fico 3le iene e la colf in nero a casa di roberto fico 4le iene e la colf in nero a casa di roberto fico 5roberto fico corrucciatochiara appendino roberto ficosulaiman hijazi marito di nibras asfa con roberto ficoroberto fico e ospiti roberto fico mario bellini divisummaroberto fico funerali di mario cerciello rega a somma vesuvianaROBERTO FICO

 

antonino monteleone con la querela monca di roberto ficola lettera dell avvocato roberto fico alle iene

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...