luigi di maio dario franceschini

LUIGINO E' KAMIKAZE O SCASSAKAZE? – I GRILLINI FILO-GOVERNISTI NON SANNO PIÙ CHE PESCI PIGLIARE CON DI MAIO, CHE A FURIA DI TIRARE LA CORDA DEL CONTE-BIS RISCHIA DI SPEZZARLA. MA NON LO FARÀ: LE POLEMICHE SERVONO A LUIGINO PER FAR CREDERE DI ESSERE ANCORA UN DURO E PURO – E IL PD? LA PALUDE STA LOGORANDO I DEM NEI SONDAGGI, MA C’È UN OSTACOLO PER IL RITORNO ALLE URNE: DARIO FRANCESCHINI...

 

 

Simone Canettieri per “il Messaggero”

 

di battista di maio

Primo pomeriggio, Transatlantico non proprio affollato. Caos calmo. Tensioni perenni. Adesso c'è questa storia della prescrizione: «E Dibba ci ha messo il carico: vorrà il voto?», aprono le braccia dal Pd. Tutti i parlamentari in maniera trasversale - e spalmati sui divanetti - evocano la crisi. Ma in pochi ci credono. E nessuno sa darsi una serie di risposte. Allora, avanti con le domande. Ma non è che a forza di tirarla, Luigi Di Maio spezzerà la corda? «La corda è d'acciaio», dice con il passo veloce il ministro Vincenzo Spadafora, tra i primi sponsor grillini di questo governo giallorosso, detto «governo-tagadà».

 

luigi di maio vincenzo spadafora

Come la giostra. A metà agosto, a casa di Spadafora si consumò il primo incontro - pizza bianca e vino ghiacciato - tra Di Maio e Nicola Zingaretti. Dopo tre mesi e mezzo i due non si parlano. Usano come intermediario il ministro dell'Ambiente Sergio Costa. Bisogna insistere con i grillini: che gioco sta facendo il ministro degli Esteri? «Ci sono tanti piatti sul tavolo: vogliamo affermare i nostri principi». Poi anche Francesco Silvestri, capogruppo vicario del M5S perché da due mesi i parlamentari non riescono ad eleggerne un altro, ammette: «Dai, speriamo che tra un mese, dopo la manovra, gli animi si rasserenino, o rischiamo...».

 

LUIGI DI MAIO INCONTRA BEPPE GRILLO A ROMA 5emanuele dessi' virginia raggi

Di finire come ai tempi del governo gialloverde. Quando, per un calcolo forse sbagliato di Matteo Salvini, la corda si ruppe. Di botto. Ma poi si sa com'è andata. Eppure, Beppe Grillo una decina di giorni fa, a Roma, ha detto due cose a Di Maio: il capo sei tu, cioè ti confermo, ma dobbiamo fare «progetti alti con il Pd». Vox clamantis in deserto. A Roma direbbero: Beppe non se lo sta filando nessuno. Di sicuro non Di Maio. Telefonata al senatore grillino Emanuele Dessì. Il capo politico gioca a rompere ed è pronto a fare il kamikaze per far saltare il banco? «Credo di sì».

luigi di maio matteo salvini

 

GLI ANIMI

Federico D'Incà, da Belluno, ministro per i rapporti con il Parlamento: «Va bene, vi dico tutto. Ma parliamo di Juve». Insomma, una «melassa» come la chiamano al Nazareno. Una situazione che, dai e dai, sta logorando il Pd nei sondaggi. Nicola Zingaretti lo sa. A volte vorrebbe strappare, ma sa anche che Dario Franceschini è sempre pronto a vedere il bicchiere mezzo pieno. E quindi al Nazareno tornano riflessivi: «Fino a gennaio, alle elezioni regionali in Emilia Romagna, non accadrà nulla. Purtroppo».

MATTEO SALVINI E EDOARDO RIXI

 

Ecco, rassegnazione. Al di là delle interviste bellicose che arrivano dal Pd ma anche da Italia Viva. Tutti pronti a evocare il ritorno alle urne con la mano destra, salvo scacciarlo subito con la sinistra. La palude. «Almeno noi qualcosina l'avevamo fatta all'inizio», dice Edoardo Rixi, colonnello leghista e già vice di Danilo Toninelli ai Trasporti. Altri tempi. Qui manca la prospettiva. E intanto, a dire la verità, è scomparso pure Beppe Grillo. E allora non rimangono che le iniziative personali.

 

LUIGI DI MAIO NICOLA ZINGARETTI

Il sempre attivo deputato grillino Giorgio Trizzino prima manda un messaggio a Di Maio: «Non ci sono alternative a Conte, avanti con il Pd». Poi il sempre attivo Trizzino partecipa alla riunione serale di Nicola Morra, presidente della commissione antimafia, iper critico e iper sospettoso nei confronti di «Luigi». Trenta parlamentari, tutti pro-Conte e pro-Pd. Domande che aleggiano: ma il giovane leader vuole rompere? Ma ha un accordo con Dibba? E Beppe? In serata dall'entourage di Di Maio trapela: «Con il Pd lavoriamo bene, e sulla prescrizione farà la scelta giusta». E oggi è un altro giorno. E sarà uguale a questo.

LUIGI DI MAIO INCONTRA BEPPE GRILLO A ROMA 2salvini conte

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO