mario draghi al world economic forum 2023. elon musk

MARIO IS BACK! – DRAGHI PARLA AI GRANDI INVESTITORI GLOBALI, OSPITE DEL “WORLD INVESTMENT FORUM” DI AMUNDI, COLOSSO FRANCESE DEL RISPARMIO GESTITO: “È SENSATO CHE LE BANCHE CENTRALI CONTINUINO A COMBATTERE L’INFLAZIONE" – "L'EUROPA DEVE PREPARARSI: IL DEFICIT DEI PAESI SARÀ PIÙ ALTO, E ANCHE IL LIVELLO DEI TASSI" – LA CINA, L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL SIPARIETTO SUL PRANZO CON MUSK: “GLI HO CHIESTO: CON QUANTA VELOCITÀ L’AI DIVENTERÀ IMPORTANTE? IO SONO ANZIANO E FORSE NON SARÒ PIÙ QUI. LUI MI HA RISPOSTO…” - VIDEO

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Estratto dell’articolo di Andrea Greco per www.repubblica.it

 

Il ritorno di Mario Draghi. L’ex presidente della Bce e fino a nove mesi fa presidente del consiglio parla ai grandi investitori globali, ospite d’onore al World investment forum di Amundi.

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Intervistato da Valérie Baudson, ad del colosso del risparmio gestito francese, ha detto: “Non ho consigli da dare ai vertici della Bce, è molto sensato che le banche centrali continuino a combattere l’inflazione come stanno facendo finora. Non vedo neanche ragioni per cambiarne l’ancoraggio (attualmente al 2% in Europa e negli Usa, ndr).

 

Anche a me chiedevano ogni volta di cambiare l’ancoraggio, quando l’inflazione era a zero. Ma non lo abbiamo mai fatto allora non vedo perché farlo ora: se cambi perché non sei in grado di raggiungere gli obiettivi la tua credibilità è intaccata”.

 

L’Europa va completata ora, i piccoli passi non bastano

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Un consiglio, invece, anzi “un’esortazione”, l’ex banchiere centrale lo ha dato ai politici d’Europa: “Lavorate per costruire la nuova Europa, è questo il momento. Non c’è sufficiente consapevolezza di questa urgenza, in molti Paesi, come in Italia e in Francia, molta gente pensa che vada bene fare qualcosa qui e là, andando avanti con l’approccio incrementale.

 

Ma c’è un fattore nuovo, ed è che l’Europa nella sua storia non ha mai avuto così tante questioni sovranazionali da affrontare: la transizione energetica, il bisogno di una difesa unita e forte, i flussi migratori, l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione. Sono tutte sfide che i Paesi membri non possono affrontare da soli [...] 

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Draghi ha anche detto che il Vecchio continente, anche per affrontare l’immane esborso legato a queste sfide, deve prepararsi a una fase nuova, in cui il peso delle politiche fiscali (“intese anche come spesa pubblica, specie nella difesa e nella transizione energetica”) sarà determinante: il deficit dei Paesi sarà più alto, “e anche il livello dei tassi d’interesse lo sarà. E saranno problemi per i gestori dei conti pubblici”.

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[...]

 

 

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Sulla guerra, l’Ue non ha alternativa a vincerla, e vincerla implica tenere insieme tutti i pezzi, anche se non è facile.

 

L’Unione Europa è stata creata sui valori di libertà, protezione dei diritti umani e solidarietà: tutti questi valori sono stati violati da Putin con l’invasione dell’Ucraina, quindi se la perdessimo la guerra, la prima cosa che succederebbe è che l’unione politica dell’Europa non ci sarebbe più. Per questo bisogna avere un potere deterrente forte con la Russia, ricostruire l’Ucraina e integrarla in Europa. L’altro fattore cruciale sono i rapporti con la Cina, che potrebbe riportarci alla prosperità commerciale degli anni passati o verso un mondo molto diverso”.

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Infine, un siparietto sull’Intelligenza artificiale, legato al recente incontro di Draghi, a Roma, con Elon Musk, patron di Tesla. “A un grande protagonista tre giorni fa ho chiesto: con quanta velocità l’Ai diventerà importante? Sai, io sono anziano e forse non sarò più qui.

 

Lui mi ha risposto: succederà in fretta, sarà molto importante e la cosa più importante sarà trovare tutta la gente di cui il mondo avrà bisogno per le trasformazioni legate alla diffusione dell’Ai”.

 

 

 

 

 

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