sinner bortolotti

SINNER HA RICEVUTO UN TRATTAMENTO DI FAVORE? NO, MARCO BORTOLOTTI, NUMERO 87 DEL DOPPIO, A FEBBRAIO È STATO ACCUSATO DI AVER ASSUNTO INVOLONTARIAMENTE LA STESSA SOSTANZA DI JANNIK E ANCHE LUI È STATO SCAGIONATO - ALL’ESTERO MENANO DURO SUL CASO SINNER, L’EX CAPO DELL’ANTIDOPING FRANCESE: “IL TENNIS È UN MONDO A PARTE”. LA “FAZ”: "PERCHÉ QUESTA MANCANZA DI TRASPARENZA?” - NEL 2022, UN’INDAGINE DEL "DAILY MAIL" AVEVA RIVELATO CHE...

Estratti da ilnapolista.it

 

JANNIK sinner VINCE IL TORNEO MASTERS 1000 DI CINCINNATI

I quotidiani stranieri sono zeppi di analisi relative al caso Sinner e tutte battono sullo stesso punto: la diseguaglianza, i due pesi e le due misure, oltre che sulla spiegazione addotta che non ha convinto tutti. In Italia invece i media sono accartocciati in difesa del numero al mondo, il caso Bortolotti (un tennista pressoché sconosciuto assolto come Sinner, con le stesse modalità pur essendo un signor nessuno) viene agitato come se fosse l’unico. Invece non è affatto l’unico.

 

Ieri vi abbiamo proposto il duro commento del Telegraph. Le Parisien ha intervistato il tossicologo che contribuì a liberare Simona Halep dall’incubo che l’antidoping le aveva cucito addosso anche lui, pur criticando la norma e dicendo che la contaminazione involontaria esiste, sottolinea la disparità di trattamento e parla di scandalo.

 

SINNER CAHILL

Continuano anche le prese di posizione dei tennisti. Ieri Tommy Paul si è reso protagonista di un video evidentemente allusivo e ha pubblicato un massaggio da lui effettuato con i guanti.

 

Le Parisien oggi scrive:

 

La polemica continua a gonfiarsi. E il circuito Atp non sembra, questa volta, voler lasciar passare il caso senza reagire. Da martedì 20 agosto, e dalla rivelazione dei due test positivi di Jannik Sinner al Clostebol, per i quali è stato scagionato, la rabbia ha lasciato il posto all’incomprensione. E molti si soffermano sull’opacità attorno alle regole e alle procedure degli organismi antidoping, opacità che sta crescendo.

giacomo naldi sinner umberto ferrara

 

«Nel tennis, non abbiamo mai avuto la barra dritta come in altri sport, si rammarica Jean-Pierre Verdy, direttore dei controlli dell’Agenzia francese antidoping (Afld) dal 2006 al 2015. Solo una volta l’Itf (la federazione internazionale) ci ha dato una mano, ma si è fermata molto rapidamente perché non volevano farsi male da soli. Preferivano gestire i loro piccoli affari come una famiglia. Non dobbiamo offuscare l’immagine del tennis. »

 

Prosegue Verdy: «Il tennis è l’unico sport in cui c’è un’istanza specifica per una disciplina. È uno sport a parte, ma nessuno dice nulla. Il tennis è un’anomalia. Chiudiamo gli occhi per la bellezza di questo sport, ma il lato nascosto è terribile. L’ex presidente dell’Antidoping francese Pierre Bordry ha combattuto con le unghie e con i denti per fare controlli, ma abbiamo sempre ricevuto un no categorico».

 

 

jannik sinner ai masters 1000 di cincinnati 4

Ogni giorno, per un periodo di un’ora, i giocatori devono dare la loro posizione per poter ricevere una visita inaspettata da un controller. (…) E se un giocatore non è presente nel luogo indicato per tre volte, viene sospeso per diciotto mesi. È successo con Mikael Ymer.

 

Le Parisien ricorda che i tennisti non amano questi controlli. Ricorda che nel novembre 2023, Novak Djokovic si rifiutò di sottoporsi a un check-up, credendo che non fosse il momento ideale: era un’ora prima dell’inizio della sua partita di Coppa Davis.

 

Nel 2022, un’indagine del Daily Mail aveva rivelato che i migliori giocatori del mondo avevano determinati privilegi, in particolare quello di svolgere i loro test ogni volta che volevano. I media inglesi avevano in particolare avuto la prova che Nicole Sapstead, direttore del programma antidoping dell’Itia, aveva scritto ai giocatori prima del Masters 1000 di Miami per prenotare uno slot entro quattro giorni. Quindi eravamo lontani dai controlli non annunciati raccomandati per stanare gli imbroglioni.

 

jannik sinner ai masters 1000 di cincinnati 5

«Il caso Sinner è un vero problema per la correttezza del nostro sport», si è rammaricato il francese Laurent Lokoli su X. «Fa male al mio sport vedere che poiché sei tra i migliori giocatori del mondo, c’è una differenza di trattamento e tutto è stato fatto in silenzio. Se fossi stato io, sarei già stato squalificato per due stagioni e la mia immagine distrutta per tutta la vita» .

 

In Germania la Faz riporta l’intervista di Cahill, lo definisce molto nervoso e agitato nel corso della conversazione con Espn e pone una serie di domande:

 

Il ritardo nell’annuncio della positività solleva ora delle domande: perché è passato così tanto tempo tra i campioni di doping e la pubblicizzazione del caso? Le autorità del tennis non avrebbero dovuto reagire più rapidamente? La procedura è stata sempre corretta? Perché questa mancanza di trasparenza? Sono domande sgradevoli che il team di Sinner si trova ad affrontare, soprattutto prima del torneo del Grande Slam di New York, dove il volume mediatico sarà enorme.

 

JANNIK sinner VINCE IL TORNEO MASTERS 1000 DI CINCINNATI

Dei privilegi accordati a Jannik, della disuguaglianza di trattamento, scrive anche The Athletic che sente un po’ di tennisti e ricorda molti casi simili.

 

IL CASO BORTOLOTTI

Da ilnapolista.it

 

Anche il Daily Mail si concentra sul caso Sinner. La prima domanda, che si fanno un po’ tutti, è se Sinner ha ricevuto un trattamento di favore. Anche perché ci sono casi simili a quello dell’italiano che si sono conclusi in modo differente. Il tabloid inglese lo ha chiesto direttamente all’Itia (International Tennis Integrity Agency) e ha ricordato il caso recente di Bortolotti, tennista specialista nel doppio. Bortolotti ha assunto la medesima sostanza assunta da Sinner, sempre in maniera involontaria ed è stato scagionato. Proprio come Sinner. I due casi sono praticamente identici.

 

MARCO BORTOLOTTI

Sinner trattato come tutti gli altri: il caso di Bortolotti

Il Daily Mail si chiede perché Simona Halep è stata squalificata quasi subito a quattro anni:

 

 

“Il suo caso antidoping ha seguito una traiettoria molto diversa. L’ex campionessa di Wimbledon è stata sospesa provvisoriamente nell’ottobre 2022 e quasi un anno dopo squalificata per quattro anni. Ha fatto ricorso alla Tribunale dello sport e questo marzo la sua squalifica è stata ridotta. Si aspettano ancora le motivazioni di quella sentenza. Rispetto a questa ragnatela intricata, il caso Sinner ci è stato presentato già preincartato e con un fiocco.

 

JANNIK SINNER - ATP CINCINNATI

Ciò che ha sconvolto tutti è il silenzio sui due test falliti fino a oggi. Il motivo è che ai giocatori viene concesso l’anonimato se presentano ricorso con successo contro la squalifica provvisoria, come ha fatto Sinner. Ma perché il caso di Halep ha richiesto quasi un anno per essere risolto, mentre quello di Sinner è stato risolto in quattro mesi, giusto in tempo per gli Us Open?

 

 

L’accusa dei giocatori, in genere, è che Sinner abbia ricevuto un trattamento preferenziale in quanto giocatore di punta e testimonial dello sport. È una narrazione facile, ma è istruttivo fare riferimento al caso di Marco Bortolotti, uno sconosciuto giocatore di doppio italiano. A febbraio di quest’anno Bortolotti è stato accusato di violazione delle norme antidoping per il clostebol. Dopo aver fornito una spiegazione della contaminazione involontaria, non c’è stata alcuna sospensione provvisoria, nessun annuncio e un mese dopo è stato scagionato. Quindi, almeno in questo caso, il numero 87 del ranking di doppio sembra non essere stato trattato in modo diverso dal numero 1 del mondo“.

JANNIK sinner VINCE IL TORNEO MASTERS 1000 DI CINCINNATI JANNIK sinner VINCE IL TORNEO MASTERS 1000 DI CINCINNATI MARCO BORTOLOTTI

 

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…