paulo dybala roma

UNA "JOYA" PER MOURINHO - ZAZZARONI: "LA ROMA SI SAREBBE INSERITA NELLA CORSA PER INGAGGIARE DYBALA!" - MOU ALLA FINE DI ROMA-JUVE ALL'OLIMPICO GLI AVREBBE DETTO: "MI PIACEREBBE TANTO ALLENARE UNO COME TE" - L'INCONTRO TRA L'AGENTE DELL'ARGENTINO E TIAGO PINTO È STATO RIMANDATO DOPO LA SCONFITTA DEI GIALLOROSSI CONTRO LA FIORENTINA, CHE HA RIMESSO IN DISCUSSIONE LA PARTECIPAZIONE DEI GIALLOROSSI ALLE COPPE EUROPEE - E L'INTER CHE FA?

Ivan Zazzaroni per www.corrieredellosport.it

 

paulo dybala roma

Tra una chiamata diciamo informale e l’altra - la più recente dalla sede all’Eur è di tre settimane fa - prende corpo, lentamente ma convintamente, l’operazione Roma-Dybala, «l’idea migliore» secondo l’intermediario che, dividendosi con l’amico-agente Jorge Antun, cura da marzo gli interessi dell’argentino provando a ridisegnarne il futuro.

 

paulo dybala jose mourinho

Dopo aver sondato i mercati inglese e spagnolo (Arsenal, Newcastle, Manchester United, Tottenham, Barcellona e Siviglia) e registrate le telefonate ad Antun di Beppe Marotta, che non si è mai spinto oltre la manifestazione d’interesse, il clan Dybala - giocatore incluso - ha cominciato a guardare alla Roma dei Friedkin e di Mourinho come a una destinazione possibile e di livello.

 

L’apprezzamento di José per Paulo è stranoto: alla fine dell’ultimo Roma-Juve all’Olimpico, ad esempio, il tecnico lo avvicinò per fargli un sacco di complimenti concludendo con queste parole «sei un grande giocatore, mi piacerebbe tanto allenare uno come te». 

delusione dybala foto mezzelani gmt148

 

Fino a ieri Antun si trovava proprio a Roma con le famiglie sua e di Dybala e aveva programmato un incontro con Thiago Pinto, incontro che è stato rimandato a causa del cambiamento di umore dei Friedkin determinato dalla partita di Firenze, ovvero da una sconfitta che ha rimesso in discussione la partecipazione alle coppe europee.

 

La grande attenzione che la proprietà americana sta ponendo sull’aspetto economico è alla base dell’improvviso raffreddamento, una fase di inoperatività che la vittoria della Conference League e la conseguente qualificazione all’EuroLeague farebbero immediatamente superare. 

 

Nei piani di rafforzamento Mou ha previsto alcune uscite: Maitland-Niles, Viña, Veretout, Shomurodov e Perez; sotto osservazione restano Oliveira e Zaniolo, l’unico in grado - almeno teoricamente - di garantire al club fra i trentacinque e i quaranta milioni. Per quanto riguarda gli ingressi, tre le priorità: un esterno difensivo, un centrocampista centrale e una punta, prima o seconda, di qualità.

 

dybala abbraccia lautaro in inter juventus

Ed è proprio quest’ultima figura tecnica che ha indotto l’allenatore a seguire con attenzione gli sviluppi delle trattative che riguardano Dybala. Il quale ha cambiato atteggiamento sulla Roma dopo aver seguito le due partite di Conference con Bodø e Leicester in un Olimpico strapieno e entusiasmante. 

 

paulo dybala

Per strappare la Joya alla concorrenza è necessaria comunque un’accelerazione in grado di anticipare l’eventuale reinserimento dell’Inter, che deve aprire un “buco” in attacco prima di ripresentarsi, oppure l’offerta di un club straniero disposto a garantire all’argentino la centralità perduta. Già, perché Paulo, oltre al desiderio di riproporsi ad alto livello, ha in testa il prossimo Mondiale e quello del 2026. Il taglio da parte della Juve e l’“ostracismo” di Messi non hanno ancora pregiudicato la sua presenza in Qatar.

 

paulo dybala 6

 Ma per consolidare la posizione nell’Argentina di Scaloni Paulo deve trovare la società giusta nella quale esprimere il talento con continuità e ritrovare il sorriso. La lunghezza del contratto e le cifre sono elementi importanti dell’operazione, la richiesta economica è stata tuttavia adeguata ai tempi e al mercato. «La vera discriminante è l’amore della gente» fanno sapere i dybaliani.

paulo dybala 2allegri dybalapaulo dybala 1paulo dybala 3paulo dybala 4paulo dybala 5

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)