turisti cinesi con la mascherina a venezia

TURISMO INFETTO – IL 2020 DOVEVA ESSERE L’ANNO DELLA CINA IN ITALIA, SI SPERAVA DI SUPERARE QUOTA 4 MILIONI DI TURISTI E INVECE SARÀ UN FLOP TOTALE PER COLPA DEL CORONA VIRUS - A FEBBRAIO CI SARANNO ZERO ARRIVI PER VIA DEL BLOCCO DEI VOLI E CI SONO CANCELLAZIONI A VALANGA. DALL’INIZIO DELL’EPIDEMIA SI È GIÀ PERSO MEZZO MILIONE DI TURISTI, SENZA CONSIDERARE IL CONTRACCOLPO PER L’INDOTTO, IN PARTICOLARE PER IL COMPARTO DEL LUSSO

Paolo Baroni per “la Stampa”

 

turisti cinesi con la mascherina a venezia 1

«A febbraio l' anno scorso ci son stati 450-500 mila arrivi. E quest' anno zero! Non c' è un calo, è zero e basta. E riteniamo che almeno nel primo semestre di quest' anno il mercato cinese sarà off limits» sostiene il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca tracciando un primo, allarmato, bilancio degli effetti del coronavirus. Una preoccupazione condivisa ai piani alti del governo, tanto che ieri sera il premier Conte ha annunciato la creazione di una «task force» ministeriale «per varare misure di contrasto all' impatto economico dell' emergenza, con riguardo ai settori più direttamente coinvolti».

BERNABO' BOCCA FEDERALBERGHI

 

Pioggia di disdette

Da subito si era capito che il turismo, assieme al comparto del lusso, avrebbe pagato il conto più salato ed ora che il governo ha bloccato tutti i voli diretti con la Cina e sospeso la concessione di nuovi visti i conti sono presto fatti. Il 2020 doveva essere l' anno della Cina in Italia, ci si aspettava di superare quota 4 milioni di turisti, ma anziché un anno record rischia di essere un anno flop.

 

MASCHERINA E BOTTIGLIA DI PLASTICA IN TESTA PER DIFENDERSI DAL CORONAVIRUS

Di qui a maggio Federalberghi Toscana prevede tra 200 mila e 400 mila presenze in meno a fronte di un milione complessivo di presenze annue in regione. A Pisa le stime indicano un calo del 40%. A Venezia l' associazione albergatori parlava di una perdita di almeno 60 milioni di euro e a Roma, stando al presidente della Federalberghi della capitale, Giuseppe Roscioli, la perdita per il solo settore alberghiero potrebbe arrivare anche a 500 milioni di euro. La paura da Coronavirus «non solo ha inciso sui turisti provenienti dalla Cina - spiega - ma sta facendo diminuire anche quelli del Sud-est asiatico, del Giappone e altri Paesi. Arrivano molte cancellazioni e non arrivano nuove prenotazioni».

 

panico coronavirus a fiumicino

Poi c' è tutto l' indotto, dalla ristorazione al commercio, che a sua volta subisce un immediato contraccolpo. A subire le perdite più forti sarà certamente il comparto del lusso. L' acquisto di questi beni, segnala l' ultimo rapporto della Fondazione Italia-Cina, è infatti «uno dei motivi principali che spinge il turista cinese a viaggiare all' estero, tanto che la quota di acquisti di lusso all' estero del consumatore cinese, seppur in lieve diminuzione negli ultimi anni, vale il 76% dell' intero mercato cinese del lusso».

turisti cinesi con la mascherina a veneziaCORONAVIRUS - TURISTE CINESI

 

Stando ai dati delle vendite tax free elaborate da Planet Italia i cinesi valgono il 36% del mercato italiano, contro l' 11% degli americani ed il 7% dei russi, ed uno scontrino medio che vale 1.129 euro (+15%). A Milano, la piazza italiana preferita dai turisti per lo shopping, la spesa dei cinesi vale il 27% degli acquisti effettuati da stranieri, con uno scontrino medio di1.316 euro, a Roma il 22 per cento (1.227 euro), a Firenze il 27% (1.150) e a Venezia il 26%, con uno scontrino medio di 1.542 euro.

 

turisti cinesi insultati a firenze 1

I conti dell' export Fin qui il contraccolpo immediato. Il resto del conto lo conosceremo un poco più avanti, in funzione della durata della durata dell' epidemia, e quindi del calo dei consumi interni cinesi e a seguire del Pil di Pechino e a ruota del resto del mondo. Da subito però le circa 1600 imprese italiane presenti in Cina scontano certamente il blocco delle attività industriali, cosa che potrebbe compromettere un fatturato di diversi miliardi di euro.

turisti cinesi con la mascherina a venezia 2

 

Se invece si guarda all' export la frenata cinese mette a rischio un fatturato che nel 2018 ha toccato quota 13 miliardi di euro (a fronte di 31 miliardi di importazioni) e che l' anno passato, nel periodo gennaio-novembre, si è attestato a 11,8 miliardi, con la nostra industria meccanica che ha realizzato la metà degli 11,3 miliardi di euro contabilizzati dall' intero comparto manifatturiero. E che ora guarda con crescente apprensione agli sviluppi di questa nuova crisi globale.

coronavirusospedale di wuhan 4ospedali cina per coronavirus 9mascherine a disneyland shangaicoronavirus, militari cinesi con la mascherina 1l'esercito arriva a wuhanXI JINPING CON LA MASCHERINA

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?