1. ALLONTANATE I PUPI E ALLACCIATE LE CINTURE: CI OCCUPIAMO DI MILANO DIVENTATA MIL-ANO 2. UNA ECATOMBE DELLA ETEROSESSUALITÀ PER POLITICI, INTELLETTUALI, TELEVISIVI, ARTISTI, MA ANCHE AVVOCATI, GIUDICI, OPERAI. DALLE 21 IN POI È POSSIBILE VEDERLI NEI PALAZZI GAY-TRANS CHE SI CONCENTRANO TUTTI NEI PRESSI DI PIAZZALE LORETO: L’UNICO MERCATO CHE VA È QUELLO DEGLI ESCORT MASCHI E QUELLO DELLE TRANS CON LE DRAG QUEEN 3. I TRE LOCALI STORICI DEL MONDO "ANALE": ILLUMINED, KENION E LA SAUNA ROJAL HAMMAM 4. PIÙ TRAVESTIMENTO CHE TRAVESTITISMO UN PO’ OVUNQUE, ANCHE AL RISTORANTE: UN ESERCITO DI DRAG QUEEN IMITA LE ICONE DELLA MUSICA:DA PATTY PRAVO A DONNA SUMMER 5. L’ESPLOSIONE DEL “BOYLESQUE”, VERSIONE MASCHILE DEL BURLESQUE: ALL'APOLLO DANCING ECCO OLIATI RAGAZZONI CHE SI AGITANO E SI FRULLANO IMITANDO LA DITA VON TEESE

di Alberto Dandolo per Dagospia

Allontanate i pupi e i parenti troppo sensibili: ci occupiamo di Milano diventata Mil-ano. Fate un'analisi di quanti clic a Milano fa il sito www.pianetaescort.com, e vedrete quanti di questi clic si traducono in rapporti intimi tra cliente uomo e escort uomo o tra trans e uomo.

È una ecatombe della eterosessualità. Politici, intellettuali, televisivi, artisti, ma anche avvocati, giudici, operai è possibile vederli dalle 21 in poi nei palazzi gay-trans che si concentrano tutti nei pressi di Piazzale Loreto, quello che fu lo scenario dell'esposizione della morte del fascismo.

Intanto, i milanesi maschi che hanno potere non escono più, non si mischiano nei locali "dei famosi" (o aspiranti tali). E non si riconoscono nè peccatori, nè viziosi, nè dissociati. Semplicemente non si "riconoscono", e non si vedono. Chiedetelo alla trans turca Efe Ball.

Milano di notte cerca di dimenticare se stessa annullandosi nei piaceri che durano un'ora e che costano dai 100 euro in su. Ma la mattina dopo Milano ha paura di guardarsi allo specchio. Si mette giacca e cravatta e va in banca, in ufficio, in azienda, in tribunale, in televisione. Come nulla fosse. Ma con la paura dentro. Col senso di colpa che galoppa.

L'unico mercato che va, in verità, è quello degli escort maschi e quello delle trans. Da Milano se n'è andato persino l'escort più famoso e più dotato; un tale Yuri Caucho che, con i soldi che gli hanno dato negli anni i "potenti", si é comprato 4 case a San Paolo e ora vive di rendita lì.

A Milano è rimasto solo l'ultimo baluardo del piacere: la trans napoletana Carla, la trans brasiliana Giselle e Yunior, un ragazzotto muscoloso che ha le stesse doti del "fu" Yuri Gaucho, ma che ci mette meno impegno e meno passione. La crisi si sente e a fine mese anche loro stanno facendo i conti.

E i conti li fanno anche tre locali storici del mondo "anale" meneghino! L'Illumined, il Kenion e la sauna Rojal Hammam. Erano altri tempi quando ad esempio all'Illumined si facevano i "naked party". Dovevi entrare tutto nudo e con un numero stampato sul braccio! Non potete sapere quanti volti noti si incontravano lì. Il presentatore Mediaset famoso, l'imprenditore della pasta, il manager sposato con la modella famosa.

Tutti chini alle regole, non scritte, della disperazione del sesso. Incatenati a corde di pelle e a catene d'acciaio. Un delirio! Ora Milano si rifà la faccia con i party "en travesti". La Margot de Cuba, la Gegé (from Brasil!) e la Fellatia Adamas! Sono le drag che contano in questa epoca. Ma sono solo l'ultima, triste faccia dell'ipocrisia della città.

Esiste, però, anche un versante molto più soft, "puro" e goliardico. Partiamo dal "porno groove". Antesignana fu Millie Jackson: cambiava i testi alle canzoni di Dolly Parton; ora molti artisti la imitano e così il porn groove, ovvero canzoni ballabili, solitamente molto pop o soul, ma dai testi inequivocabili che, a volte, rasentano (pur mantenendo un aspetto ironico) la pornografia, impazza.

Capostipite di questo mood è senza dubbio Immanuel Casto: giovane, bello, lavora prima in teatro e poi, con le sue canzoni,conquista il popolo di internet. Vi citiamo i pochi titoli riferibili: "Bondage", "Il Tempo degli Abusi", "Touchè" , "25 escort" e "Revival". Testi spinti, ma video eleganti e ben girati; i fan lo chiamano "Casto Divo" o "il Vate". Successo incredibile per il suo concerto ai Magazzini Generali.

Altro esponente di questa ondata, ma molto più soft, è Osvaldo Supino, un nome, una garanzia, tra poco in concerto a Milano: ha persino avuto due candidature ai BT Digital Music Award, accando ad artisti del calibro di Rihanna e Madonna. Partito da Castrocaro, ora canta "Get Sexy", ritratto nella copertina del disco, mentre armeggia con una canna dell'acqua. In comune, i due hanno una inclinazione verso i temi religiosi: in due video raccontano storie di preti.

Casto, ora in tournée, molto amato da Simona Ventura cantò al compleanno della conduttrice "Happy Birthday" accompagnato da Laura Pausini (!): fu il particolare "regalo" di Francesco Facchinetti. Ventura è stata la prima a lanciare il genere con "Pop Porno" del duo Il Genio che divenne il tormentone di "Quelli che il Calcio e..". Guarda caso: alcune volte Immanuel si è esibito live proprio con Il Genio.

Successo nei club privè italiani e internazionali e nelle one night, per Lala McCallan, all'anagrafe Daniele Pacini, tra l'altro vocal guest di Casto, che è ora la più famosa cantante "en travesti": spazia da Maria Callas (delizioso il suo remix di "Casta Diva") a Mariah Carey; il suo spettacolo "Viva la Diva" è rimasto in cartellone per più di un anno al Teatro Eden di Bologna.

Truccatissima e vestita sempre con abiti stupendi, è stata ora notata da Pedro Almodovar. Pensate che debuttò nel musical "Jesus Chist Superstar". La cosa particolare è che questo genere è entrato nei salotti buoni: signore irreprensibili si sono scatenate sulle note (e sulle frasi) di questi nuovi idoli. Lo stlilista Massimo Crivelli ne ha fatto la colonna sonora di una sua festa.

In tempi di crisi assistiamo ad un recupero smodato, Hurts in testa, delle sonorità anni ottanta: a lanciarlo sono stati il Plastic e il Borgo del Tempo Perso dove la gente si scatena, oltre che con il porno groove, su improbabili pezzi come "Matta-Ta" di Patrizia Pellegrino e "Su di Noi" di Pupo.

Serate trasgressive, quasi sempre gay friendly, ma dallo spirito quasi goliardico, lontane anni luce dalle dark room o dai club per scambisti. Può sembrare strano, ma è proprio Milano a tenere alta la bandiera: dal Barbarella Club, con pseudo minatori armati di trapano sul palco, al Queen, che ha come icona Viola Valentino, dal The One, vicino agli Arcimboldi, con sexy camerieri e go-go boys che servono la cena ai tavoli, starring le drag Moira Trans e Regina Miami, al Join The Gap, sino alla Bomberos Night e all'Amnesia.

Più travestimento che travestitismo un po' ovunque, anche al ristorante: da "Miracolo a MIlano" alla one night "Palestrina", un esercito di drag queen imita le icone della musica:da Patty Pravo a Donna Summer. Lo staff del Coquette Party, sempre a Milano, consiglia anche un hotel nei dintorni a prezzi scontati: un avventore ci dice: "Serve a colmare il buco nero nell'era del marketing(?)".

Infine, ecco il boylesque, versione maschile del burlesque: all'Apollo Dancing di Milano, oliati ragazzoni imitano la raffinata Dita von Teese. Sì, ormai è tutto trasversale: alto e basso, arte e sesso, travestimento e goliardia: non a caso, Carlo Masi, star porno gay e icona di serate alternative, ha recitato a teatro "Fatti senza Parole" di Beckett , diretto da Andrea Adriatico.

 

 

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