salvini derby

CAFONALINO! -  CHE CI FACEVA DI BELLO IL LUMBARD SALVINI SUGLI ASPALTI DELL'OLIMPICO DURANTE IL DERBY ROMA-LAZIO? QUELLO CHE FA SEMPRE: CAMPAGNA ELETTORALE, OBIETTIVO CONQUISTARE IL CAMPIDOGLIO (ROMA NON È PIÙ LADRONA) : SALVINI SI VUOLE PRENDERE LA CAPITALE – IL SALUTO CON CLAUDIO AMENDOLA E IL DUELLO A DISTANZA CON L'ALTRO "CAPITANO", CHE SI ACCONTENTA DEL VIPERETTA – POI PORCHETTA E VINO DEI CASTELLI, CHE FORSE È MEGLIO DEL VIN BRULÉ DEI SOLITI ALPEGGI

Foto di Ferdinando Mezzelani per Dagospia

 

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Mario Ajello  per “il Messaggero”

 

 

Arrivano, con i pullman e con le bandiere, come truppe mastellate ma in versione Salvini, da Pontecagnano, da Scauri, da Sezze, da Ardea, da Frosinone, da Terracina, da Gaeta - Il Golfo tifa per il Capitano - e da tutto il Lazio, ovviamente, perché questa è la prima festa della Lega, dalla Ciociaria al Viterbese e più su e più giù, che si svolge a Latina.

 

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Che parla il vernacolo più vario (va molto il formiano, un idioma quirito-puteolano-partenopeo con venature tra Cassino e Caserta) e che deve consacrare il Carroccio come partito forte del centro-Sud, capace in prospettiva di conquistare Roma, la Regione Lazio e anche la Toscana.

 

 

Infatti, in attesa del comizio di Salvini (ormai più Capitano lui di Totti? Più lui del biancazzurro Lulic) in prima serata, qui ai giardini di Latina nella kermesse Pontida-Pontina, la Susanna Ceccardi, sindaca salvinista della cittadina toscana di Cascina e collaboratrice di Matteo al Viminale, è la guest star.

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Destinata a sbaragliare i comunisti nelle prossime elezioni a presidente della sua regione.

«Una Ceccardi anche per Roma, una o un Anti-Raggi servirebbe a noi, per prenderci il Campidoglio»: questo il bisogno impellente da queste parti.

 

Ma prima, in attesa di vedere Salvini sul palco e di espugnare il Comune di Roma quando sarà, c' è da gustarsi in tivù in mezzo alle bandiere con Alberto da Giussano, notoriamente non proveniente dall' Agro Pontino, il derby dello stadio Olimpico.

 

 

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E il grido, qui a Pontida-Pontina, è uno solo e non è in lumbard: Forza Lazieeee!!!!. Odore di porchetta, non di polenta o di luganighe. Vino dei Castelli, che forse è meglio del vin brulé dei soliti alpeggi e dell' acqua torbida del Po che, secondo una raffinata poesia giovanile del lirico Umberto Bossi, «scende placida e calda come la piscia».

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TRA I SOSTENITORI

Salvini nel giardino di Latina parla davanti a una stele in onore ai caduti di tutte le guerre, sormontata dall' aquila fascista, e spiega nel retropalco: «Bisogna avere il coraggio di dire che Mussolini non fece soltanto cose sbagliate, come le leggi razziali a cui chissà perché vengo assurdamente associato anche io, ma anche cose buone, come la bonifica pontina».

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E comunque, se Benito era un celodurista, la marcia di conquista leghista dell' Italia centro-meridionale parla - vera novità per il macho Carroccio - anche un linguaggio femmina. Ed ecco infatti un confronto assai applaudito tra donne con Barbara Saltamartini, presidente della commissione Attività Produttive della Camera, la quale passò anzitempo dalla destra al Carroccio e ora confida: «Tutti mi prendevano per pazza ma ora tutti mi dicono: avevi ragione tu. #Primagliitaliani? Sì. Ma anche #Primaleitaliane.

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Intanto quelli di Lariano mangiano il pane con la salsiccia. Mentre al banchetto dell' Ugl regalano i gadget e si sentono magna pars del salvinismo. Perché quello in salsa laziale è antropologicamente - a cominciare da Claudio Durigon, ex dirigente del sindacato destrorso e ora amatissimo sottosegretario al Lavoro, d' origine cispadana ma con avi arrivati quaggiù ai tempi delle bonifiche - legato all' Ugl e ad An, alla destra sociale, a Storace e alla Meloni e via dicendo.

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Ma adesso c' è solo il Capitano. Come Salvini, il simpatico Durigon è arciconvinto: «Conquisteremo Roma. L' Urbe non merita di essere governata, anzi sgovernata, dalla Raggi. Lei ha il germe del marxismo in corpo e questo le impedisce di fare qualsiasi cosa».

 

 

Salvini spiega a tutti che «i cittadini romani mi chiedono di risolvere i problemi della Capitale, mi dicono sempre daje quando giro per la città», ma non vuole infierire più di tanto sulla sindaca grillina. Che «non ha sbagliato tutto, deve fare molto di più su rifiuti, sicurezza, degrado e trasporti, ma per esempio sui campi rom collaboriamo».

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E chi sarà, ministro Salvini, il leghista che metterete al suo posto al Campidoglio? «Boh, magari qualcuno che sta in questa piazza o qualcuno che non viene dalla politica». E chissà quanta gente di sinistra, che a Di Maio comincia a preferire Salvini, sarà pronta a tapparsi il naso e a votare un semi-leghista-quirita un po' potabile. Di fatto questi lazio-leghisti, pur restando ruspanti, vogliono essere trasversali, inclusivi, pragmatico-moderati e propositivi ma si potrebbe loro obiettare, sulla scorta del poeta Kavafis: «E adesso che cosa sarà di noi, senza più barbari?».

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