coronavirus vaccino

I VACCINI NON SONO PER TUTTI - REMUZZI: ''FINORA SONO STATI TESTATI SU VENTI, TRENTA, IN UN CASO ANCHE SESSANTAMILA VOLONTARI. MA SONO TUTTI GIOVANI, CHE STANNO BENE. BISOGNA VEDERE COME REAGIRANNO I SOGGETTI A RISCHIO, LE PERSONE CON MALATTIE DEL SISTEMA IMMUNITARIO, O CHE PRENDONO FARMACI IMMUNOSOPPRESSORI''. PER QUESTO SERVE CHE TUTTI GLI ALTRI SIANO VACCINATI, PER PROTEGGERE LE PERSONE FRAGILI CHE NON POSSONO SOTTOPORSI AL FARMACO

 

Marco Imarisio per il “Corriere della Sera

 

Professor Remuzzi, il vaccino estinguerà il virus?

«No, ed è meglio dirlo con chiarezza. Tutti i vaccini in dirittura d' arrivo, a cominciare da quello della Pfizer, non sopprimeranno il coronavirus. Per capirci, saranno più simili ai vaccini antiinfluenzali che a quello della Polio. Ci proteggeranno dalla malattia, ma non la faranno sparire».

giuseppe remuzzi a piazzapulita 1

 

L' entusiasmo che si sente in giro è esagerato?

«In questa pandemia, ogni slancio, ogni salto in avanti, si è rivelato fallace. La verità è che nessuno di noi ha verità in tasca. Ma si può dire con ragionevole certezza che questi vaccini garantiranno una immunizzazione di massa, e che nel giro di qualche anno la maggior parte degli abitanti della terra avrà la sua dose».

 

Cosa possiamo aspettarci realisticamente?

«Abbiamo almeno otto candidati in fase 3, l' ultimo gradino della sperimentazione. Quindi, è ragionevole pensare che ne arrivino almeno un paio in contemporanea».

 

È così importante?

«Non sappiamo se ognuno di essi sarà efficace al cento per cento, e nessuno sarà prodotto in quantità così grandi da soddisfare l' intera popolazione mondiale. Averne più di uno, ci aiuterà ad avvicinarci all' obiettivo di coprire l' intero pianeta, e intanto permetterà agli scienziati di perfezionarli in corso d' opera».

 

A quel punto cosa succederà?

«Sarà immunizzata gran parte della popolazione ma solo a condizione che vengano mantenute le attuali misure di attenzione. Mascherina, distanziamento sociale, lavaggio continuo delle mani. Al momento, nessun vaccino riuscirà da solo ad estinguere la pandemia».

vaccino

 

Come, e quando?

«Il vaccino, le misure affidate alla nostra responsabilità e il tempo. L' effetto combinato di queste tre azioni farà diventare il coronavirus come un raffreddore. Un lavoro di Nature prevede che sarà per il 2024. Ma attenzione, meglio non illudersi. Ci sono troppe variabili, troppe cose impossibili da prevedere».

 

Ma l' arrivo del vaccino è un primo colpo al virus?

«Certamente sì. Oltre a proteggere e a scongiurare quanti più decessi possibili, impedirà anche la trasmissione dell' agente patogeno da una persona all' altra. Avrà anche un effetto indiretto. Durante l' attuale fase di pandemia, potrebbe essere questa la conseguenza più importante».

 

Come fosse una mascherina, ma ancora più efficace?

«Oggi, il nostro vaccino è la mascherina. Quando arriverà un vaccino vero, saremo ancora più forti. Proprio per questo, ora più che mai è importante non abbandonare le precauzioni. Se tu impedisci la trasmissione del virus, come farà anche il vaccino, riduci l' esposizione di tutta popolazione al virus. E lo neutralizzi, in attesa della sua scomparsa».

 

Sarà per tutti?

«Finora sono stati testati su venti, trenta, in un caso anche sessantamila volontari. Ma sono tutti giovani, che stanno bene. Bisogna vedere come reagiranno i soggetti a rischio, le persone con malattie che colpiscono il sistema immunitario, e che prendono farmaci immunosoppressori.

Una cosa è certa: se proteggi molti, proteggi anche le fasce più deboli».

 

Se il vaccino non garantisce la completa rimozione del virus, allora cosa fa?

SPERIMENTAZIONE VACCINO CORONAVIRUS

«Crea anticorpi, come ogni altro vaccino. Se li sviluppi, è come essersi ammalati senza aver esposto il corpo alle conseguenze del male. Una magia. Valla a spiegare alle persone che non lo vorranno».

 

Quale immunità avremo?

«Questi vaccini dovrebbero anche favorire l' azione di certe cellule T, globuli bianchi che hanno un ruolo importante nel combattere il virus.

So che è un argomento controverso, ma è verosimile che qualcuno di noi abbia dentro di sé una immunità preesistente. I vaccini la aiuteranno».

 

E quanto potrà durare?

«Si parla di 6-8 mesi. Significa che dovremo sottoporci alla vaccinazione ogni anno, come per l' influenza. Non sappiamo se servirà una sola dose. Più probabile che siano due. Dopo, è vero che non abbiamo certezze, ma gli studi attuali dicono che sarà difficile contrarre una seconda volta il virus. Questo ci conforta.

Senza contare che se funzionerà su un numero importante di persone, l' immunità sarà ancora più durevole».

 

A chi darlo per primo?

«Questa domanda riguarda l' aspetto etico, molto dibattuto. A me la risposta sembra logica: a tutti operatori sanitari e alle persone più fragili. Poi, a scendere, agli over 60, fino alle fasce meno a rischio della popolazione».

 

Esiste un modo per distribuirlo il più in fretta possibile?

vaccino coronavirus

«A parole tutti vogliono farlo, ma nessuno dice come. In buona sostanza, esistono tre diversi attori. Uno è Co-vax, l' associazione formata dall' Oms, dalla fondazione di Bill Gates e dal World Economic Forum tra gli altri, che si prefigge di darlo a ogni Paese in modo equo ed etico. Poi ci sono i produttori, anch' essi impegnati pubblicamente a distribuirlo in modo ampio. Infine, i singoli governi nazionali. E devono mettersi d' accordo tra loro».

 

Almeno si stanno parlando?

«Al momento, questo dialogo manca. Anche perché qualcuno dovrebbe riconoscere che il modo più veloce per rendere fruibile a tutti il vaccino sarebbe quello di togliere da subito il brevetto. E purtroppo sono abbastanza sicuro che questo non accadrà».

 

Cosa dire a chi già vagheggia un liberi tutti?

«Che presto avremo un vaccino, e che funzionerà. Pfizer garantisce che funziona sul 90 per cento delle persone testate, e ci basterebbe il 50% per essere contenti. Ma non dobbiamo illudere la gente: che sia un vaccino e che funzioni, non significa che ce ne sia per tutti. E soprattutto non è certo venuto il momento di gettare via mascherine e precauzioni, che restano ancora la nostra prima, più importante e finora unica arma di protezione».

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