“L’OPPOSIZIONE PREGIUDIZIALE AI VACCINI È SCONCERTANTE” – MATTARELLA TUONA CONTRO IL GOVERNO DOPO CHE LA CAMERA, GRAZIE AI VOTI DEI VANNACCIANI, HA APERTO AL REINTEGRO DEI MEDICI NO VAX, RADIATI DURANTE LA PANDEMIA: “LE FAKE NEWS SONO DISTRUTTIVE. C’È L’ESIGENZA DI CONTRASTARE L’OPERA DI CHI CERCA DI AVVELENARNE L’OPINIONE”. POI LA TIRATA D’ORECCHIE ALLA MELONI NELLE STESSE ORE IN CUI I GOVERNATORI CHIEDONO PIÙ SOLDI PER LA SANITÀ: “NON È POSSIBILE ACCETTARE CHE CI SIANO DISPARITÀ TERRITORIALI. L’ELEVATA MOBILITÀ SANITARIA REGIONALE, CON TANTI CITTADINI CHE PER CURARE UNA PATOLOGIA ONCOLOGICA VIAGGIANO DA SUD VERSO IL CENTRO-NORD, È UN FATTORE GRAVEMENTE CRITICO...”
Estratto dell’articolo di Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”
Nel Salone dei corazzieri del Quirinale si celebrano i Giorni della ricerca. Si parla di tumori, di cultura della prevenzione, di quanto la scienza ha allungato la speranza di vita. Ed è davanti ai ministri dell’Università e della Salute e ai vertici dell’Airc che Sergio Mattarella critica con forza suggestioni e movimenti no vax.
E respinge il pregiudizio di chi si oppone ai vaccini: «Sconcertante». Un monito durissimo, che arriva due giorni dopo il «processo» all’ex ministro della Salute Roberto Speranza in Commissione Covid e all’indomani del voto con cui la Camera dei deputati ha aperto al reintegro dei medici no vax, radiati durante la pandemia.
L’affondo del capo dello Stato, che già a luglio aveva stoppato la norma voluta da FdI, potrebbe convincere la maggioranza a modificare al Senato l’emendamento al ddl delega sulle professioni sanitarie.
Forza Italia, su spinta della famiglia Berlusconi, è fortemente contraria al reintegro, prova ne siano le parole della capogruppo Stefania Craxi: «La medicina si regge sulla scienza».
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Il presidente difende il Servizio sanitario nazionale. E sprona le istituzioni e il governo a fare di più per colmare le diseguaglianze, garantendo a tutti i cittadini il diritto costituzionale alla salute.
«Il cancro può essere vinto». Mattarella loda i successi della ricerca. Sottolinea le «incomprensibili e stridenti contraddizioni» rispetto ai progressi della scienza. E invita a riflettere su «credenze irrazionali e fake news distruttive», il cui effetto nefasto è spesso quello di impaurire «piccole parti» di popolazione.
giorgia meloni - sergio mattarella - foto lapresse
Nessun riferimento diretto, ma tornano alla mente le tragiche storie di giovanissimi morti di cancro in Italia, dopo essere stati curati con metodi alternativi.
Quindi l’altolà ai no vax e a chi ne cavalca politicamente le tesi. «L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti», attacca Mattarella, dopo che la norma per il reintegro dei camici bianchi è passata grazie ai deputati di Vannacci: «Quando ci troviamo davanti a fatti dolorosi di cronaca, con adulti o bambini che rischiano o addirittura perdono la vita, si avverte l’esigenza di contrastare l’opera di chi cerca di avvelenarne l’opinione». [...]
Mattarella ricorda la «rete mondiale» che si attivò negli anni della pandemia per costruire «difese efficaci» e accelerare l’indebolimento del virus.
Quella tragedia potrebbe ripetersi. Eppure ci sono potenze che alzano «nuove barriere materiali e immateriali», ostacolando il contrasto internazionale a «focolai esistenti e rischi di nuove pandemie». Il presidente non cita Trump, ma forse è a lui che pensa e alla scelta di uscire da organismi come l’Oms.
Grazie alla ricerca, l’Italia vanta un tasso di mortalità per patologie oncologiche più basso di molti Paesi Ue. Ma questo successo «non ci esenta dalla responsabilità di migliorare questi dati», raccomanda il capo dello Stato.
E torna a spronare le istituzioni e il governo perché aumentino gli sforzi per colmare le diseguaglianze tra chi può accedere alle cure e alla prevenzione e chi ne è tagliato fuori: «Non è possibile accettare che ci siano disparità territoriali, tali da ridurre in alcune aree o regioni le possibilità di accesso agli screening e ai servizi sanitari». Avviso che risuona in piena manovra di bilancio e dopo gli appelli dei governatori, che chiedono a Meloni più fondi per la sanità.
Non può essere, tuona infine Mattarella, che la povertà si trasformi «in ostacoli, o addirittura in impedimenti alle cure».
La salute è un diritto di tutti gli italiani ed è «responsabilità di tutte le istituzioni e dell’intera società adoperarsi per annullare le distanze».
Il presidente della Repubblica cita Schillaci, che ha «opportunamente» ricordato come «l’elevata mobilità sanitaria regionale, con tanti cittadini che per curare una patologia oncologica viaggiano da Sud verso il Centro-Nord, è un fattore gravemente critico su cui intervenire». [...]
MOBILITA SANITARIA
no vax 4
sergio mattarella contro le piazze dei no vax





