giorgia meloni al vinitaly vino alcol

L’ULTIMO BICCHIERE – ANCHE UN MODICO CONSUMO DI ALCOL PUÒ PORTARE A UN AUMENTO DEL RISCHIO DI CANCRO E MALATTIE DEL FEGATO. LO DICE UNO STUDIO PUBBLICATO SULLA RIVISTA SCIENTIFICA “NATURE HEALTH”, SECONDO CUI DIECI GRAMMI DI ETANOLO AL GIORNO (L’EQUIVALENTE DI UNA LATTINA DI BIRRA, DI UN CALICE DI VINO O DI UNO SHOT DI SUPERALCOLICO) SONO COLLEGATI A UN RISCHIO ELEVATO DI TUMORI DELLA FARINGE, COLON-RETTO, MAMMELLA, ESOFAGO, FEGATO, PANCREAS, PROSTATA E ALTRE MALATTIE – GLI SCIENZIATI RITENGONO CHE TALI RISCHI DEVONO ESSERE RESI TRASPARENTI AL CONSUMATORE NELLE ETICHETTE DEGLI ALCOLICI, COME AVVIENE PER LE SIGARETTE. UNA LINEA IN CONTRASTO CON QUELLA DI GIORGIA MELONI, CHE HA DETTO: “CONTINUEREMO A CONTRASTARE I TENTATIVI DI DEMONIZZAZIONE CON ETICHETTE ALLARMISTICHE...”

Estratto dell’articolo di Laura Margottini per “il Fatto Quotidiano”

 

bicchiere di vino

Anche un modico consumo di alcol è associato a un aumento del rischio di cancro e malattie del fegato. Dieci grammi di etanolo al giorno – l’equivalente di una lattina di birra, di un bicchiere di vino o di uno shot di superalcolico – sono collegati a un rischio elevato di tumori della faringe, colon-retto, mammella, esofago, fegato, pancreas, prostata e altre malattie.

 

Lo evidenzia uno studio pubblicato il 1° giugno su Nature Health, prestigiosa rivista scientifica. Gli autori ritengono che tali rischi debbano essere resi trasparenti al consumatore nelle etichette degli alcolici come avviene, ad esempio, per le sigarette.

 

giorgia meloni al vinitaly foto lapresse 6

Non è decisamente la linea del nostro governo. La premier Giorgia Meloni ha di recente dichiarato che il governo “continuerà a contrastare ogni tentativo di demonizzazione con etichette allarmistiche” quando si tratta di vino, ha scritto in una lettera diretta a Riccardo Cotarella, presidente dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani (Assoenologi), in apertura del 79° Congresso Nazionale dell’associazione lo scorso 28 maggio.

 

[…]  Sulla stessa linea il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che lo scorso marzo, al convegno di Assoenologi “Il vino e i giovani”, ha definito posizioni scientifiche simili “un attacco di una parte della comunità scientifica al vino”.

 

francesco lollobrigida vino

Per gli scienziati, il punto non è quale sia la bevanda, ma la presenza di alcol. “Non esiste una dose minima sicura”, ha spiegato al Fatto Xiaochen Dai, coordinatore dello studio dell’Institute for Health Metrics and Evaluation, Università di Washington (Usa).

 

La conclusione è in linea con quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), che classifica l’alcol nel Gruppo 1 delle sostanze cancerogene, per cui cioè esistono prove certe di cancerogenicità nell’uomo.

 

CONSUMO DI VINO ROSSO

Quando da un consumo basso si passa a moderato, l’aumento del rischio per il tumore della faringe sale a 105%, della laringe a +49%, cirrosi e altre malattie epatiche croniche +40%; pancreatite, tumore del colon-retto, labbra e cavità orale +22%; dell’esofago 15%, del seno 12%. Sono i risultati che emergono dall’analisi di 843 studi sui danni da alcol pubblicati in sessant’anni, dal 1963 al 2023.

 

Governo e associazioni di categoria invocano invece un consumo “moderato e consapevole” per il vino, parlando anche di benefici per la salute di un bicchiere a pasto. Non spiegano però cosa sia per loro “moderato” e perché danno importanza alla “consapevolezza”, ma poi si oppongono agli strumenti per favorirla.

 

francesco lollobrigida - ettore prandini

Per Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, le etichette sanitarie sui rischi certificati per la salute rappresentano una “follia ideologica” priva di fondamento scientifico perché “non distinguono tra consumo consapevole e abuso.” L’opposto di ciò che dicono gli autori dello studio, Oms e Iarc.

 

La questione di riportare rischi per la salute e ingredienti, inclusi additivi chimici e allergeni, riguarda sia il diritto all’informazione che la possibilità di valutare il rischio individuale, proprio per acquisire maggiore consapevolezza. Chi ha una predisposizione familiare o una precedente diagnosi, ad esempio di cancro al seno o colon-retto, potrebbe non saper valutare quanto consumi anche modesti possano incidere sul proprio profilo di rischio.

 

BERE VINO ROSSO

Cotarella, presidente di Assoenologi, ha spesso criticato sia gli studi che evidenziano i rischi dell’alcol quando applicati al vino, sia i media che li riportano “danneggiando l’intero comparto vinicolo”. […]

 

“I giovani bevono sempre meno vino”, ha detto lo scorso 28 maggio, parlando del futuro del comparto e ricordando un’epoca in cui il vino era “parte naturale della vita familiare italiana” e la moderazione si apprendeva in famiglia: “Oggi prevale un approccio proibizionistico che rischia di ottenere l’effetto contrario”.

 

Secondo i dati epidemiologici nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità, l’Italia invece registra una delle maggiori crescite dei consumi di alcol in Europa rispetto al 2016 (+13%). L’aumento riguarda soprattutto il consumo di vino (+17,5%) e birra (+19,6%), e specialmente tra i giovani, mentre i consumi di superalcolici sono diminuiti del 33%, il calo più marcato tra tutti i Paesi europei, si legge nel Rapporto IStisan di aprile 2026 sul consumo di alcol.

francesco lollobrigida vino

 

Le attuali linee guida del ministero della Salute considerano a basso rischio un consumo fino a una unità alcolica al giorno per le donne (12 grammi di alcol) e fino a due per gli uomini (24 grammi). “Già con un bicchiere al giorno osserviamo un aumento del rischio per alcuni dei tumori che causano il maggior numero di morti premature nel mondo”, spiega invece Xiaochen Dai: per questo “le linee guida dovrebbero basarsi sull’insieme delle evidenze scientifiche disponibili, evitando soglie prive di solide basi empiriche e promuovendo messaggi chiari sui rischi per la salute”.

 

[…]

 

giorgia meloni al vinitaly foto lapresse 5

Secondo lo studio di Nature Health, peraltro, un basso consumo di alcol è associato anche a una lieve riduzione del rischio di diabete di tipo 2, Alzheimer, cardiopatie ischemiche e ictus.

Effetti che però vanno controbilanciati con i rischi oncologici e per altre patologie: “È un malinteso interpretare un’associazione statistica tra consumo moderato e minore rischio di alcune malattie come prova che un certo consumo di alcol sia benefico. Il nostro studio non supporta questa interpretazione”, concludono gli autori.

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