UN MORBO INCURABILE - IL PARKINSON, LA MALATTIA CHE E’ STATA DIAGNOSTICATA AL SENATORE DEM DARIO FRANCESCHINI, E’ LEGATO ALLA PERDITA DEI NEURONI CHE PRODUCONO DOPAMINA NELLA REGIONE DEL CERVELLO CHIAMATA “SOSTANZA NERA” - INVECCHIAMENTO, PREDISPOSIZIONE GENETICA E FATTORI AMBIENTALI SONO LE CAUSE PRINCIPALI DELLA MALATTIA - NON ESISTE UNA CURA CAPACE DI FERMARE IL MORBO LEGATO AL CONTROLLO DEI MOVIMENTI, MA LE TERAPIE DISPONIBILI PERMETTONO DI...
Estratto dall’articolo di Ruggiero Corcella per il “Corriere della Sera”
Il Parkinson è una malattia neurodegene-rativa progressiva che interessa soprattutto, ma non esclusivamente, il controllo dei movimenti.
È legata alla perdita dei neuroni che producono dopamina in una regione del cervello chiamata sostanza nera e ad un accumulo anomalo di alfa-sinucleina, una proteina che svolge un ruolo importante a livello delle sinapsi. [...]
Le cause sono diverse: nella maggior parte dei casi la malattia nasce probabilmente dall’interazione tra invecchiamento, predisposizione genetica e fattori ambientali. Alcune varianti di geni come LRRK2, GBA e SNCA aumentano il rischio.
dario franceschini foto lapresse
Come anche solventi e inquinanti, ad esempio la trielina. I sintomi più caratteristici sono bradicinesia (lentezza dei movimenti), rigidità e tremore a riposo; con il progredire della malattia possono comparire anche problemi di equilibrio.
Riduzione dell’olfatto, stipsi, disturbi del sonno, depressione e alterazioni del sistema nervoso autonomo possono spesso precedere di anni i sintomi motori. L’esordio avviene più di frequente dopo i 60 anni, anche se esistono forme giovanili (5%, sotto i 40 anni).
Non abbiamo ancora una cura capace di arrestare la malattia, ma le terapie disponibili permettono di controllarne molti sintomi. La levodopa rimane il farmaco più efficace, affiancata dai farmaci dopamino-agonisti. [...]
La ricerca punta invece a rallentare la neurodegenerazione con terapie dirette contro l’accumulo di alfa-sinucleina, terapia genica e neuroni dopaminergici derivati da cellule staminali. Risulta molto promettente l’utilizzo di farmaci antidiabetici, come la metformina e gli agonisti del GLP-1.




