andrea agostinelli

“QUANDO LO SCOPRII CON LA COCAINA, MIO FIGLIO MI DISSE: "LO FANNO TUTTI" – ANDREA AGOSTINELLI, EX CENTROCAMPISTA DI LAZIO, NAPOLI E AVELLINO E ORA ALLENATORE, RACCONTA IL DRAMMA DEL FIGLIO MORTO PER DROGA A 33 ANNI: “NON HA CAPITO IL VALORE DELLA VITA MA CON LUI È MORTA UNA PARTE DI ME” – GLI ANNI ALLA LAZIO TRA RISSE E SPARI (“UNA VOLTA IN PULLMAN I MIEI COMPAGNI CARICARONO LE ARMI”), L'ESPERIENZA IN CONGO DA ALLENATORE TRA STREGONI E CROCEFISSI SULLE PORTE DA CALCIO - "PARLAI CON L’AMBASCIATORE LUCA ATTANASIO QUATTRO GIORNI PRIMA CHE LO UCCIDESSERO. ERA UN..."

 

andrea agostinelli 44

Simone Golia per corriere.it - Estratti

 

(…) Andrea Agostinelli — 68 anni, ex centrocampista con 171 partite in serie A fra Lazio, Napoli, Pistoiese, Atalanta e Avellino — ha trascorso le vacanze in Sardegna, premio più che meritato dopo l'ultima stagione in Albania, alla guida del Flamurtari.

 

Un successo.

«Siamo risaliti in serie A dopo cinque anni. Miglior attacco e miglior difesa, poi però ho deciso di andare via per divergenze di programmazione con la società».

 

Allena da oltre 30 anni, non si è stancato?

«Sono affamato come i primi giorni, quando entro in campo mi trasformo. Non mi vedo la domenica mattina a portare i pasticcini a casa».

 

Ha allenato anche in Congo.

«Ero a casa, a Roma. Mi chiamano, dico. "Ok, proviamoci". Atterrato all'aeroporto si avvicinano tre macchinoni blu, blindati. Salgo, 40 minuti per arrivare in città. Ricordo la strada lunghissima e i camion con le persone ammassate sopra. Ci allenavamo a 50 chilometri da Kinshasa, in mezzo alla savana. Vedo i ragazzi che si cambiano in campo. Due li seleziono subito, uno ora è in Nazionale mentre l’altro gioca negli Emirati Arabi. Da quelle parti hanno un talento innato».

 

Cosa ricorda di quella esperienza?

andrea agostinelli lionello manfredonia paolo ammoniaci

«Gli allenamenti al Tata Raphael, lo stadio di Rumble in the Jungle, Alì contro Foreman. In trasferta capitava di doversi fare tre ore di aereo per villaggi in cui per la doccia ti portavano la mastella di un tempo, riempita per l'occasione da una donna al fiume. E poi gli stregoni, i crocefissi sulle porte da calcio... ho fatto una vita privilegiata, avevo una casa grande, mangiavo in un ristorante portoghese a pranzo e a cena, avevo le guardie del corpo. Ma poi ci sono state le elezioni, è cambiato il governo e siamo tornati in Italia».

 

Andrea Agostinelli alla guida del Portogruaro nel 2011 (LaPresse)

Le ultime immagini?

andrea agostinelli 56

«Un ragazzo che fuori dal Tata Raphael si aggrappa alla maglia e mi dice: "Coach ti amo". E la telefonata all'ambasciatore Luca Attanasio quattro giorni prima che lo uccidessero».

 

Cosa le disse?

«Gli chiesi una mano per un servizio. "Non ti preoccupare, un abbraccio", mi rispose. Andavamo spesso nei suoi uffici. Era una persona buonissima, un benefattore. Oggi la moglie e la figlia vivono a cento metri da casa mia, a Roma. E ho conosciuto anche i genitori, so il dolore che hanno provato».

 

Nel 2014 suo figlio Gianmarco muore a 33 anni in una camera d'albergo a Montecatini

«Quando vivi una tragedia simile, per metà muori anche tu, non ti risollevi più. È un fatto innaturale, una parte del cuore va in necrosi. Il dolore si può imparare solo a gestirlo. Il tempo non cancella niente».

 

Nella stanza la polizia rilevò anche della cocaina.

«Tutto quello che si è letto purtroppo è vero».

Quando ha iniziato a farne uso?

«Nel 2003, mentre allenavo il Napoli. E pensare che in casa mia non era mai entrato nulla, neanche una sigaretta. Quando io e mia moglie lo scoprimmo, si giustificò: "Lo fanno tutti". Lo abbiamo mandato in comunità, attraverso le mie conoscenze si è fatto strada nel calcio. Aveva anche esordito in C2».

 

andrea agostinelli 33

Si è colpevolizzato?

«Anche delle cose più piccole. Più volte mi sono chiesto: "E se non lo avessi lasciato da solo quella notte?". Pistoia è dove ho ottenuto i successi più belli, volevamo tornare a vivere lì. All'indomani avrebbe dovuto visitare un'agenzia immobiliare».

Si è mai arrabbiato con lui?

«Non ha capito il valore della vita. Ma non c'è un momento della giornata in cui non lo pensi».

 

Gianmarco Agostinelli, il figlio di Andrea morto a 33 anni nel 2014 

Come ha reagito al dolore?

«Non me ne facevo una ragione. "Perché a me?», mi domandavo. A Pistoia fatico a tornare. Ho tanti amici che mi aspetterebbero a braccia aperte. Ma è ancora dura».

Tornò subito in panchina, in Albania.

«Sentivo la voglia di evadere, di sfogarmi. Ogni mattina scendevo dal resort in cui alloggiavo, andavo in spiaggia e con le conchiglie scrivevo il suo nome sulla sabbia. L'altra mia figlia, Giordana, mi ha regalato un nipotino. Si chiama Lorenzo, ha 7 anni. Sono convinto che glielo abbia mandato Gianmarco da lassù».

 

 

(…)

andrea agostinelli

La sua Lazio era una gabbia di matti.

«Mai vissuto un giorno tranquillo, lineare. Durante le partitelle le risse erano continue, ho visto picchiarsi anche allenatore e magazziniere. Poi però la domenica eravamo tutti uniti. Una volta partimmo in pullman per una trasferta. Noto che tre o quattro compagni seduti in fondo iniziano a caricare le armi: "Ma dove andiamo, in guerra?", mi chiedo. Poi cominciano a sparare in aria. Guardo fuori dal finestrino e noto un piccolo aereo che ci stava sorvolando. Era Gigi Martini, che oltre a essere calciatore era anche un pilota».

 

Oggi per chi stravede?

«Per Gasperini, che ha trasformato l' Atalanta da provinciale a grande squadra. Mi incuriosisce Fabregas che sembra sulla via giusta ma lo dicevamo anche di Thiago Motta. La garanzia è Antonio Conte, fra i primi allenatori al mondo. Abbiamo giocato insieme al Lecce».

 

gianmarco agostinelli

Giochista o risultatista?

«Il risultato prima di tutto. L'allenatore moderno deve avere una mentalità propositiva ma deve anche sapersi adattare alla squadra avversaria. Ok voler giocare la palla col portiere, ma se ti pressano bisogna spazzarla via».

Ha ancora qualche sogno nel cassetto?

«Ho girato il mondo, ho visitato più di 100 posti. Dalla vita ho avuto tutto. Voglio solo che la mia famiglia stia bene. Voglio solo serenità».

andrea agostinelli 11andrea agostinelli foto di baccoIL CONVOGLIO DIPLOMATICO CHE HA ATTRAVERSATO IL NORD KIVU DIECI GIORNI PRIMA DELLA MORTE DI ATTANASIO E IACOVACCI andrea agostinelli 88

 

 

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…