max allegri antonio conte

BASTA CON SPERIMENTALISMI E SOLUZIONI DI RIPIEGO: PER LA PANCHINA DELLA NAZIONALE E’ TEMPO DI UN VERO BIG – IN ATTESA DI CONOSCERE IL NOME DEL NUOVO PRESIDENTE DELLA FIGC, I GIORNALONI SI LANCIANO SULLE IPOTESI DEL NUOVO CT – I FAVORITI SONO ALLEGRI E CONTE (SAREBBE UN RITORNO PER “ANDONIO”). IN PISTA ANCHE SIMONE INZAGHI MA IL SOGNO SAREBBE ANCELOTTI DOPO IL MONDIALE CON IL BRASILE – IGNAZIO LA RUSSA SI METTE IN SCIA A DAGOSPIA E EVOCA MOURINHO (AVEVAMO LANCIATO LA SUA CANDIDATURA DOPO L'ESONERO DI SPALLETTI...) 

Enrico Currò per repubblica.it - Estratti

 

Sulla panchina dell'Italia, ultimamente, si sta davvero in bilico costante: scivolare è un attimo. Dal 2017 la botola ha inghiottito, dopo Gian Piero Ventura uscito nella Figc di Carlo Tavecchio, Roberto Mancini, Luciano Spalletti e Rino Gattuso.

 

CONTE ALLEGRI

Il quale conosceva perfettamente il rischio connesso all'accettazione dell'incarico, offerto da Gravina nel giugno dell'anno scorso, e non si è dunque stupito del fatto che, a eliminazione dal Mondiale appena consumata, sia già cominciata la gara alla sua successione.

 

Senza ancora sapere chi e quando sceglierebbe il commissario tecnico, i candidati più autorevoli sono in sostanza due, Massimiliano Allegri e Antonio Conte. E a prescindere dall'attuale status di allenatori in carica nei rispettivi club, che ne impedisce l'uscita allo scoperto, al momento partono alla pari.

 

Sia l'uno sia l'altro, vincenti e quasi coetanei (59 anni ad agosto Max da Livorno, 57 a luglio Antonio da Lecce), non hanno mai nascosto che la Nazionale sarebbe un approdo gradito. Allegri incarna in effetti la figura del selezionatore, cioè di un genere che apparteneva alla tradizione di Coverciano, ma che sembra andato un po' in disuso. Lui lo disse già in tempi non sospetti, una decina di anni fa: «Il commissario tecnico non deve allenare, deve selezionare».

max allegri antonio conte

 

A questo principio base, che indica l'idiosincrasia per gli eccessi di tatticismo e descrive il manifesto della missione di un ct come prioritario lavoro di setaccio del talento, aggiunge la voglia di addestrare i giovani sul campo, perfezionando appunto la tecnica degli allievi con puntigliosa sedute ad hoc.

 

Tanto per fare un esempio, in questa stagione non ha disdegnato il lancio nel Milan del terzino sinistro Bartesaghi, presto travasato nell'Under 21.

 

 

(...)

antonio conte max allegri

Conte incarna invece la figura del ct superperfezionista, dedito al quotidiano lavoro di campo e in particolare agli schemi memorizzati. A Coverciano ha trascorso due anni proficui, dal 2014 al 2016, quando Tavecchio, dopo averlo assunto con laboriosa trattativa favorita da uno sponsor, prese atto suo malgrado, dopo la semifinale dell'Europeo mancata ai rigori con la Germania, dell'addio del commissario tecnico, destinazione Londra, dove avrebbe vinto subito la Premier con il Chelsea.

 

Conte ha poi spesso ricordato con nostalgia quel biennio, fiutando un ritorno che non si è finora concretizzato perché i tempi non coincidevano. Ora che il secondo anno al Napoli, dopo lo scudetto, sta facendo emergere i dissapori con il presidente De Laurentiis, l'ipotesi potrebbe realizzarsi. Antonio era stato contattato e aveva dato disponibilità anche dopo la rottura tra Figc e Mancini.

 

conte allegri

I due favoriti non sono comunque gli unici in corsa. Il vento d'Oriente, anzi del Medio Oriente, sospinge verso l'Italia Simone Inzaghi, che non ha trovato all'Al Hilal, in Arabia Saudita, il pozzo dei desideri: tanti soldi sì, ma la nostalgia per il calcio italiano, abbandonato insieme all'Inter, lascia pensare che il doratissimo esilio a Riad possa presto finire.

 

La storia non è dissimile da quella di Mancini, che a Doha, nell'Al Sadd, club leader del Qatar, vive un'altra ricca parentesi, analoga a quella da ct dell'Arabia Saudita, dove approdò direttamente dalla Nazionale, lui campione d'Europa reduce dalla disfatta di Palermo con la Macedonia del Nord. Sempre in Arabia, all'Al -Nassr di Riad, non ha funzionato la digressione dell'eventuale quinto incomodo Pioli, poi inciampato nella difficile stagione della Fiorentina.

 

Il sesto della lista sarebbe in grado di mettere d'accordo tutti: Carlo Ancelotti, però, sarà impegnato in America nella caccia del Brasile al sesto titolo mondiale.

 

LA RUSSA 

Paola Di Caro per il “Corriere della Sera” - Estratti

carlo e davide ancelotti

 

Non se ne capacita: «Come è possibile non andare al Mondiale avendo avuto come avversari prima l’Irlanda del Nord, e abbiamo faticato, poi la Bosnia, Paese di tre milioni di abitanti? Anche con una squadra normale, senza fenomeni, dovevamo qualificarci. 

È incredibile». 

 

Ignazio La Russa, lei non è solo un tifoso ma è il presidente del Senato: non è eccessivo esporsi così? 

«No, perché il calcio in Italia non è qualcosa di marginale, è un fenomeno che coinvolge più o meno intensamente il 70-80% degli italiani, specialmente quando gioca la Nazionale 

jose' mourinho

 

(...) 

Non ho capito neanche cosa facesse sempre in campo Bonucci, finendo per fare ombra alla figura di Gattuso. E perché il Brasile può avere un grande allenatore straniero come Ancelotti e non possiamo averlo noi un Mourinho?». 

jose mourinho vinicius jr.

 

(...) 

mourinho benfica real

 

jose' mourinho

 

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…