fazzolari meloni giuli buttafuoco ucraina russia

A BUTTAFUOCO L'HANNO RIMASTO SOLO! IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE RESISTE NEL FORTINO DOPO LA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO- IL MINISTRO GIULI, CONTRARIO ALLA SCELTA DEL PRESIDENTE DELLA RASSEGNA, DISERTERÀ L’INAUGURAZIONE DELLA BIENNALE (IL SUO RAPPORTO CON BUTTAFUOCO È “GLACIALE”) – LA VICENDA HA FATTO GIRARE GLI ZEBEDEI ANCHE A FAZZOLARI, CHE HA LA MOGLIE UCRAINA - LA MOSSA DELLA GIURIA DI ESCLUDERE DAI PREMI ISRAELE E RUSSIA (“I LORO LEADER ACCUSATI DI CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ”) E LA PROTESTA DI MOSCA CHE HA DEFINITO LA MINACCIA DELL’EUROPA DI REVOCARE IL FINANZIAMENTO DI 2 MILIONI ALLA BIENNALE “UNA RICADUTA NELL’ANTICULTURA" (E LE BOMBE SULL'UCRAINA COME LE DEFINIAMO?)

Ministro Giuli non sarà a Venezia per l'inaugurazione della Biennale Arte

(ANSA) - Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli non si recherà a Venezia nelle giornate di pre-apertura della 61a Esposizione d'Arte della Biennale di Venezia né parteciperà alla cerimonia di inaugurazione, prevista il 9 maggio. Lo comunica il Ministero della Cultura. (ANSA)

 

Sara D’Ascenzo  Per corriere.it - Estratti

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

Chi di autonomia ferisce di autonomia perisce. Nel travagliatissimo cammino che porta alla prossima Biennale d’Arte di Venezia — che aprirà al pubblico il prossimo 9 maggio — ieri ci si è messa anche la giuria internazionale fresca di nomina, che in una nota neanche troppo diplomatica ha annunciato che non premierà né la Russia né Israele «per crimini contro l’umanità».

 

La tegola sulla fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco — l’ennesima da quando il 4 marzo è stato annunciato che tra i 99 partecipanti ci sarà anche la Russia di Putin — si è materializzata con una nota arrivata nel pomeriggio in cui la giuria, presieduta dalla brasiliana Solange Farkas e composta da Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi ha annunciato che per il Leone d’Oro e il Leone d’Argento «si asterrà dal considerare quei Paesi, i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l’umanità da parte della Corte penale internazionale.

 

PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

(…)

 

La Biennale, che sulla Russia sta combattendo una battaglia per la propria autonomia, non ha potuto che prendere atto: «La giuria della Biennale Arte 2026, al pari di tutte le giurie della Biennale, opera in piena autonomia e indipendenza di giudizio nell’esercizio delle proprie funzioni».

 

E le dichiarazioni delle giurate sono «una presa di posizione che i componenti hanno deciso di anticipare e rendere pubblica. Una naturale espressione della libertà e dell’autonomia delle quali La Biennale è garante».

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

In realtà il comunicato delle giurate sarebbe un compromesso raggiunto in extremis ieri mattina durante il consiglio d’amministrazione della fondazione, in mancanza del quale si sarebbero dimesse. 

 

In questo complicato scacchiere dove tutti vogliono muovere la propria pedina, la Russia — proprietaria del padiglione della discordia ai Giardini — ieri ha aperto un nuovo fronte con la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, che ha definito la minaccia dell’Europa di revocare il finanziamento di 2 milioni alla Biennale di fronte alla presenza della Russia «una ricaduta nell’anticultura che si è riaccesa in Occidente negli ultimi anni. Non si riprenderanno: diventeranno per sempre incivili». 

 

PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

Le prossime mosse sono tutte un lavoro di cesello. Il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, ieri ha confermato l’intenzione di sospendere il finanziamento qualora i chiarimenti richiesti «non siano soddisfacenti». Ma per il momento l’unico ad aver mandato le carte a Bruxelles è il governo italiano. 

 

 

L’IRRITAZIONE DI PALAZZO CHIGI E LE PRESSIONI DI BRUXELLES

FABRIZIO CACCIA per il Corriere della Sera - Estratti

 

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

A 15 giorni dal via, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, non ha ancora deciso se disertare o no la cerimonia inaugurale, il 9 maggio, della sessantunesima Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. «La scelta comunque sarà congiunta», dicono i suoi collaboratori. Vuol dire che Giuli deciderà insieme a Giorgia Meloni. Il problema è che finora non sono serviti tutti «gli scontri» e «i chiarimenti» dell’ultimo mese e mezzo tra il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, con la stessa premier, che lo mise lì due anni fa, il 20 marzo 2024. 

 

Buttafuoco tira dritto: il padiglione russo della Biennale di Venezia, mentre l’invasione dell’Ucraina è ancora in corso, salvo sorprese riaprirà il 9 maggio dopo 4 anni di stop. E il presidente della Biennale l’ha già salutato al grido «Io apro a tutti, non chiudo a nessuno», fedele alla definizione che diede della Biennale uno dei più illustri suoi predecessori, Paolo Baratta: «L’Onu dell’Arte».

 

Solo che all’epoca Mosca non aveva ancora sferrato «l’operazione militare speciale» contro Kiev e così adesso Buttafuoco ha tutti contro o quasi: dall’Europa al governo italiano. Il 14 aprile scorso, a Verona, durante la sua visita a Vinitaly, Giorgia Meloni lo disse chiaramente: «La politica estera la fa il governo».

 

giardini 2019 photo andrea avezzu, courtesy of la biennale di venezia

Sottinteso: non Buttafuoco. E il giorno dopo, nell’incontro a Palazzo Chigi col presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’argomento è stato trattato di nuovo, pur lontano dai riflettori. Grande inoltre è la stizza per la vicenda provata anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, che ha la moglie ucraina. E Giuli, perciò, sta meditando. 

 

«Dire freddo è poco, il loro rapporto ormai lo definirei glaciale», sussurra chi a destra li conosce bene entrambi, il ministro della Cultura e il presidente della Biennale. 

 

«Non ci occupiamo di retroscena», tagliano corto da Ca’ Giustinian, il bel palazzo affacciato sul Canal Grande, ormai il fortino di Buttafuoco. Solo che le incomprensioni tra i due nell’ultimo mese e mezzo si sono acuite (...)

 

pietrangelo buttafuoco alessandro giuli

BIENNALE, SCATTA IL VETO LA GIURIA: NO AI PREMI PER LA RUSSIA E ISRAELE 

Lara Crinò per “la Repubblica”  - Estratto

 

Non possiamo escludervi, ma non siamo costretti a premiarvi. Se Russia e Israele saranno presenti con i loro padiglioni alla Biennale di Venezia, la giuria non li riconoscerà in alcun modo. Per loro, niente Leone d'oro per la miglior partecipazione nazionale né per il miglior partecipante all'Esposizione, né tantomeno menzioni speciali. La motivazione: si tratta di «Paesi i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l'umanità dalla Corte penale internazionale». 

 

(…)

maria zakharova

Tra le due posizioni in campo – aprire a tutti oppure no – per il momento l'unica decisione certa è quella dell'Unione europea ed è relativa al ritiro dei finanziamenti per la Biennale a causa della partecipazione di Mosca.

 

Una volontà confermata ieri dalla Commissione europea, in relazione a 2,3 milioni di euro per il triennio 2025/2028. L'esecutivo Ue ha dato alla Fondazione trenta giorni per rispondere e «spiegare le ragioni» che l'hanno portata a consentire la partecipazione russa. Se la risposta si rivelasse «insoddisfacente», il contratto di finanziamento sarà reciso. Una scelta che Mosca, con la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, ha definito «una ricaduta nell'anticultura». All'esame di Bruxelles c'è anche la risposta inviata dal governo italiano sulla questione. 

 

Giuli Buttafuoco

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