ziliani elkann agnelli

“C’È UNO SCUDETTO PULITO NEI 9 VINTI DALLA JUVENTUS DAL 2012 AL 2020?” – PAOLO ZILIANI, FUSTIGATORE IN CHIEF DI "MADAMA", INVOCA IL METODO ARMSTRONG PER REVOCARE I TITOLI CONQUISTATI DAI BIANCONERI – “SAREBBE IMPORTANTE RADIARE AGNELLI E PARATICI E FAR RIPARTIRE LA JUVENTUS DALLA SERIE D. ELKANN SAPEVA. MA HA SOTTOVALUTATO IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA DEL CUGINO ANDREA” – E POI LE PLUSVALENZE FASULLE, LA CARTA RONALDO E ALLEGRI CHE NON PUO’ ESSERE “L’UOMO DELLA RINASCITA”. IL MOTIVO

Maurizio Caverzan per la Verità

 

PAOLO ZILIANI

Sarebbe il leader perfetto del Paj, Partito anti Juventus. Che lui correggerebbe in Pcp, Partito calcio pulito. Un partito che ha un certo seguito tra le tifoserie, un po’ meno sui media ufficiali che, pur con mille, giuste prudenze, ci informano sull’inchiesta che la Procura di Torino ha aperto sui bilanci della Juventus football club. Gag a parte, Paolo Ziliani è il massimo fustigatore del malcostume (juventino) nel gioco più amato dagli italiani.

 

Laureato in psicologia a Padova, inizia come giornalista al Guerin sportivo, passa al Giorno, dov’è autore di un’esilarante rubrica sui cronisti di Novantesimo minuto. Infine approda a Mediaset. Attualmente collabora con il Fatto quotidiano, vive buona parte dell’anno a Cascais, in Portogallo, e nel 2020 ha pubblicato Cristiano Ronaldo nel paese degli Agnelli (Indiscreto), un libro che aveva previsto molte delle accuse di cui si legge in questi giorni.

 

Ziliani, lei è il giornalista sportivo meno stupito del mondo?

«Potrei rispondere di sì, per farmi bello, ma direi una bugia. Salvo pochi casi clinici, 99 giornalisti sportivi su 100 sanno perfettamente cos’è successo e cosa succede nel calcio italiano. Semplicemente, di norma preferiscono raccontare Alice nel paese delle meraviglie».

Che cosa aveva previsto di ciò che sta accadendo alla Juventus?

«Io non prevedevo: osservavo e scrivevo. Senza prove, perché non sono un magistrato e non posso intercettare, perquisire, mettere cimici. Ma faccio un esempio. Oggi i pm torinesi contestano alla Juventus la galassia di “club amici”, parola di Arrivabene, come Sampdoria, Sassuolo, Atalanta, Empoli, Udinese che colludono con la Juventus in giochi di mercato spericolati e altro. Bene.

 

ANDREA AGNELLI E JOHN ELKANN

Nel luglio 2020 scrivevo per il Fatto quotidiano di Audero acquisto più costoso della storia della Samp, di Mandragora acquisto record per l’Udinese, di Sturaro per il Genoa, di Zaza per il Sassuolo, di Orsolini per il Bologna, di Cerri per il Cagliari. Tutti giovani pagati alla Juventus come fuoriclasse. Di pezzi-denuncia come questo ne ho scritti cento».

 

Tra plusvalenze fasulle, manovre occulta-stipendi e scritture private, come quella di Cristiano Ronaldo, quali sono i reati più gravi?

«Tutti. Quelli finanziari perché la Juventus, truccando sistematicamente i bilanci, ha falsato ogni stagione il principio dell’equa competizione. Agnelli comprava chi voleva, Higuain, Ronaldo, De Ligt, Vlahovic, mentre la concorrenza cedeva i campioni senza poterli sostituire; e i reati etici, imperdonabili. Per dire, Fabio Paratici faceva la campagna acquisti per la Juventus, ma condizionava anche quella di Atalanta, Sassuolo e altri club. Chiedo: c’è uno scudetto pulito nei nove vinti dalla Juventus dal 2012 al 2020?».

 

Il peccato originale di questa seconda inchiesta è stato l’acquisto fuori misura di CR7?

«Direi che l’operazione Ronaldo, che tra ammortamento e stipendio costava 81 milioni a stagione, ha portato tutti alla disperazione anche perché la squadra giocava male e naufragava regolarmente in Champions, il sogno a occhi aperti di Agnelli. Ma era scandaloso tutto, Alex Sandro che guadagna 6 milioni, Arthur che ne guadagna 7».

 

Come funziona la carta privata di Ronaldo, che adesso chiede il pagamento di quasi 20 milioni?

AGNELLI JOHN ELKANN

«Nel marzo 2020, in pieno Covid, la Juventus raccontò la balla dei giocatori che rinunciavano a quattro mensilità per un risparmio a bilancio di 90 milioni. Ma non era vero, tre stipendi sarebbero stati pagati poi a fari spenti, fuori bilancio. La manovra venne ripetuta anche l’anno dopo e quando Ronaldo nell’agosto 2021 se ne andò era creditore di 19,9 milioni.

 

Della carta-Ronaldo hanno parlato con terrore alcuni dirigenti intercettati; ora il portoghese è venuto allo scoperto chiedendo il pagamento pattuito. Quello che ieri era il messia della Juventus, oggi potrebbe essere colui che le dà il colpo di grazia».

 

John Elkann sapeva, come scrive Dagospia, o ha fatto dimettere il Cda per evitare gli arresti al cugino Andrea Agnelli?

«Elkann sapeva e gli andava bene tutto, perché quelli della Real Casa pensano solo ai propri interessi. Ha però sottovalutato il delirio di onnipotenza che si è impossessato del cugino Andrea facendolo uscire di senno. Il senso d’impunità tipico di quella stirpe ha fatto il resto. Ora Andrea Agnelli è stato buttato a mare».

 

Cosa le fa pensare la citazione di Nietzsche usata dall’ex presidente: «E quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non potevano sentire la musica»?

elkann agnelli foto mezzelani gmt207

«Siamo alla patologia; non per niente i magistrati parlano di “contesto criminale di allarmante gravità”. Con Agnelli sono avvenute cose immonde: la ’ndrangheta che gestisce la curva, il tifoso-collaboratore finito giù da un ponte in piena inchiesta, gli striscioni su Superga introdotti allo stadio, l’esame farsa di Luis Suárez, l’idea abortita della Superlega con tradimento dei 245 club dell’Eca da lui presieduta, l’orrido scandalo di oggi. Una danza macabra».

 

De Ligt e De Sciglio hanno confermato l’esistenza dell’accordo per il rinvio degli stipendi. De Sciglio potrà giocare ancora nella Juventus?

«Non glielo auguro. La tifoseria, quella che in piena Calciopoli ringraziava Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Roberto Bettega con lo striscione “Il fine giustifica i mezzi: grazie Triade”, ha già iniziato a linciarlo al grido di infame, sbirro e traditore. Spero che il ragazzo possa andarsene a giocare altrove, per il suo bene».

 

In Cristiano Ronaldo nel paese degli Agnelli denuncia il comportamento compiacente dei media italiani. È iniziato con l’arrivo di CR7 in Italia o viene da più lontano?

elkann agnelli foto mezzelani gmt206

«Comportamento compiacente è un eufemismo. Nel libro cito a piene mani, a centinaia, esercitazioni di adulazione e servilismo – capolavori nel genere – da far impallidire l’Istituto Luce. I media italiani nei tre anni di Ronaldo sono stati, come da sempre, disgustosi».

 

C’è connivenza anche da parte di altri organismi e istituzioni?

«Si potrebbe chiedersi se ci sono Paesi in cui scudetti e titoli sono ricordati col nome di un arbitro piuttosto che di un campione. Non ci sono. Noi abbiamo invece gli scudetti di Bergamo, Ceccarini, Tagliavento, Orsato, le Champions di Calvarese, le Supercoppe di Mazzoleni, sempre con la Juventus protagonista e beneficiata. Una combinazione che ha dell’incredibile».

 

Il 26 ottobre del 2021 lei ha postato una foto su Twitter con sua moglie e suo figlio e ha smesso di cinguettare fino a pochi giorni fa: cos’era successo?

«È una ferita grande: difficile parlarne. Diciamo che la parte marcia del mondo del calcio, dopo avermi portato in tribunale una dozzina di volte, allenatori, dirigenti, arbitri, giocatori, capi Ufficio Inchieste eccetera, ha pensato bene di scatenare sulla mia famiglia la più classica delle shitstorm, infamità che niente avevano a che fare con la mia sfera professionale. Barbarie pura».

 

andrea agnelli con john elkann

Ora ha ripreso l’attività social perché è meno minacciato?

«L’ho ripresa perché oggi stanno emergendo le illegalità e gli scandali che per anni ho denunciato quasi in totale solitudine. Nelle carte di Torino non c’è nulla di cui non abbia scritto. Ora attendo l’esito dei processi fiducioso in quello penale, meno in quello sportivo della giustizia Fjgc, come l’ho ribattezzata dopo il caso Suarez, e ho riaperto il libro. Ultimo capitolo, poi lo chiuderò».

 

Che lei sappia, anche altri colleghi sono stati monitorati?

«Ho lavorato a Mediaset con Maurizio Pistocchi e lui è stato un altro bersaglio di questo calcio in cui i giornalisti liberi hanno vita difficile».

 

La sua crociata anti Juventus è una monomania?

andrea agnelli con john elkann

«Nel 1983 lavoravo al Giorno di Milano una mia inchiesta, in coppia col collega Claudio Pea, sulla partita combinata Genoa-Inter 2-3, diede vita all’apertura di un’inchiesta penale a Genova, magistrato Roberto Fucigna, sulle scommesse clandestine fatte da tesserati sul pareggio poi saltato e a un’inchiesta sportiva.

 

Per salvare dalla B per illecito Inter e Genoa la Figc introdusse per l’occasione la formula dell’assoluzione per insufficienza di prove non contemplata dall’ordinamento sportivo. L’Italia aveva appena vinto il Mundial ’82, ci ho scritto un libro – Non si fanno queste cose a 5 minuti dalla fine – mi permetto di dire: da leggere. Non ce l’ho con gli juventini, ma con i disonesti».

 

Se la Juventus è la punta dell’iceberg vuol dire che se si tocca la società torinese cade tutto il sistema?

«Se la Juventus viene punita, ma punita davvero, il sistema del calcio italiano rinasce. Oggi facciamo pena, per non dire schifo, al mondo».

agnelli elkann

Il fatto che ci siano altri club coinvolti è la conferma che il sistema calcio fatica a reggersi sulle proprie gambe?

«I club coinvolti sono quelli che gravitano nella galassia juventina. La fatica a reggersi sulle proprie gambe è solo di chi non è capace di amministrare i propri conti. Per esempio, oltre alla Juventus, il Barcellona, guarda caso due club che vogliono la Superlega. Il Bayern Monaco, al contrario, benissimo amministrato e vincente in Europa, chiude i bilanci in attivo da  29 anni».

Che cosa rischia la Juventus?

«Di andare fuori dall’Europa per un paio di anni. In quanto a noi, sarebbe importante radiare Agnelli e Paratici e far ripartire la Juventus dalla serie D. Se poi la famiglia Agnelli liberasse il club dalla sua morsa secolare, allora potremmo davvero parlare di rinascita del club».

Il modello di giustizia sportiva cui rifarsi sono i sette Tour de France tolti a Lance Armstrong perché vinti da dopato?

«Sì, ma non succederà».

Sapeva che Zdenek Zeman era tifoso juventino?

«Sì. E soprattutto che è un uomo onesto».

 

cristiano ronaldo e andrea agnelli 3

Lei vive molti mesi dell’anno a Cascais: com’è il mondiale del Portogallo visto dal Portogallo?

«È dai tempi di Eusebio che non c’era una fioritura di campioni come oggi. I portoghesi sono un popolo umile: i loro idoli giocano all’estero e ritrovarli insieme in nazionale a un mondiale per loro è una festa. Comunque vada».

E quello di Cristiano Ronaldo?

«Di Ronaldo si sono stufati anche qui. È sui giornali più per i suoi abusi edilizi e per le discutibili gesta extra calcio che altro».

 

Massimiliano Allegri può essere l’uomo della rinascita?

«Assolutamente no. Per lui è bravo chi vince e fesso chi perde. Con questi presupposti non si va da nessuna parte».

Molti tifosi bianconeri staranno patendo: cosa direbbe loro?

«Che all’origine di tutte le disavventure c’è il motto “Vincere è la sola cosa che conta”. Come direbbe Fantozzi, una cagata pazzesca».

agnelli allegriALLEGRI AGNELLI

 

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