IL CALCIO ITALIANO È IN UN TUNNEL DI VELENI E CARTE BOLLATE – LA PROCURA DEL CONI ORDINA ALLA FIGC DI INDAGARE SULL’ELEZIONE DI MALAGÒ PER STABILIRE SE IL NUOVO BOSS DEL CALCIO ITALIANO ERA IN REGOLA CON IL TESSERAMENTO – FINORA I TRIBUNALI FEDERALI HANNO RESPINTO LA RICHIESTA DI RENATO MIELE, CHE HA FATTO RICORSO CHIEDENDO DI VERIFICARE SE FOSSE TUTTO A NORMA. MA ORA È IL PROCURATORE UGO TAUCER A CHIEDERE A GIUSEPPE CHINÈ DI FARE CHIAREZZA – SE VENISSE ACCERTATA L’IRREGOLARITÀ DELL’ELEZIONE DI “MEGALÒ”, IL VOTO POTREBBE ESSERE ANNULLATO, E SI POTREBBE ARRIVARE AL COMMISSARIAMENTO DELLA FIGC CON IL RISCHIO DI FAR DECADERE TUTTE LE DECISIONI GIÀ PRESE (COMPRESA LA NOMINA DI ROBERTO MANCINI A CT)
Estratto dell’articolo di Gianluca Oddenino per “La Stampa”
claudio ranieri, roberto mancini e giovanni malago' foto lapresse
Non sembra esserci pace nella Federcalcio guidata da Giovanni Malagò. Dopo il caso Pirlo, le dimissioni di Maldini, la scelta contestata di Mancini come nuovo ct e il conflitto scatenato con il Coni per la nomina di Diana Bianchedi a capo delegazione della Nazionale, ora c'è un'inchiesta della Procura federale a pesare sul futuro della Figc.
Tutto ruota attorno al quesito sollevato dall'avvocato Renato Miele, ex giocatore della Lazio e mancato candidato alle elezioni dello scorso 22 giugno, che da mesi chiede di sapere se Malagò fosse in regola con il tesseramento per poter essere eletto come nuovo presidente.
Un requisito fondamentale, in base all'articolo 29 comma 1 dello Statuto della Figc, così come quello di essere candidato da una delle componenti della Federcalcio (come leghe professionistiche, dilettanti, allenatori o calciatori).
Finora i tribunali federali hanno respinto la richiesta di Miele, giudicandola "inammissibile" perché lo stesso Miele non aveva la legittimazione per contestare la candidatura di Malagò (non era candidato causa assenza di appoggio di una delle componenti, a differenza di Malagò e Abete). Stessa risposta del Collegio di Garanzia dello Sport, ovvero la Cassazione della giustizia sportiva, in una sentenza dello scorso 15 luglio.
GIOVANNI MALAGO' LUCIANO BUONFIGLIO
Quel giorno stesso, però, la Procura generale dello Sport ha scritto alla Procura federale della Figc invitandola "a iscrivere il fascicolo di un procedimento nel rispetto di quanto disposto ex art. 47, comma 1, del Codice della Giustizia Sportiva, al fine di poterne accertare la veridicità di quanto sostenuto dal ricorrente, acquisendo il tesseramento di cui trattasi con i relativi termini di decorrenza, ai fini delle conseguenti valutazioni".
Un documento inedito che porta a galla anche l'assenza di aiuto o chiarezza da parte del mondo Figc, dal "mancato deposito di atti oggettivi in proposito" al fatto che "non risulta essere stata attivata alcuna iniziativa di competenza amministrativa della Procura federale".
Per questo il procuratore Ugo Taucer chiede di verificare al procuratore Giuseppe Chiné quello che non è stato mai verificato finora, perché nessun giudice ha stabilito se Malagò era tesserato visto che non è stata esaminata la questione in quel procedimento.
Da un mese, quindi, c'è la richiesta di sciogliere un dubbio che potrebbe avere effetti dirompenti sul futuro del calcio italiano, fino all'annullamento delle elezioni o al commissariamento della Figc con il rischio di far decadere tutte le decisioni già prese.
GIOVANNI MALAGO - FOTO LAPRESSE
Perché il tesseramento è fondamentale per diventare presidente: chi viene nominato o eletto deve essere "in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura". La Figc ha sempre fatto sapere che l'attuale presidente «è stato ritenuto candidabile dagli uffici». La richiesta della Procura generale dello Sport vuole accertare proprio questo, perché il problema del tesseramento non è stato definitivamente "assolto" dal Collegio: è rimasto un punto da verificare attraverso la Procura Federale, obbligata a indagare in base all'articolo 12 quater dello Statuto del Coni.
giovanni malago' foto lapresse 3
Non una semplice richiesta informale di chiarimento, visto che la Procura Generale può dare l'impulso nei confronti della Procura Federale. Quindi il procuratore Chiné deve aprire un fascicolo sulla questione; acquisire il tesseramento di Malagò; acquisire i relativi termini/date di decorrenza; verificare quindi se il requisito esisteva effettivamente e in quale momento.
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Nell'attesa il caso Miele non si esaurirà presto, visto che l'11 settembre la Corte Federale della Figc esaminerà il nuovo ricorso dell'avvocato romano […] e si rafforza l'ipotesi di un suo ricorso al Tar del Lazio […]


