brera clerici mura

CLERICI VAGANTES SU UN CAMPO DA TENNIS - LA PIÙ ELEVATA LETTERATURA DELLO SPORT SI È CONDENSATA TRA LE RIGHE DEI "TRE GIANNI": BRERA, MURA E CLERICI CHE VENERDÌ SCHIACCIA SOTTO LA RETE DEI 90 ANNI - LAUREATO IN STORIA DELLE RELIGIONI, CAMPIONE ITALIANO DI DOPPIO, IN COPPIA CON FAUSTO GARDINI NEL 1947 E NEL '48', ITALO CALVINO LO DEFINI' “UNO SCRITTORE PRESTATO AL TENNIS” - LE BORDATE DELLO "SCRIBA" A DAVID FOSTER WALLACE PER IL SUO ''ASSURDO'' 'FEDERER COME ESPERIENZA RELIGIOSA - VIDEO

Massimiliano Castellani per “Avvenire”

 

clerici

Se il meglio del cantautorato nostrano sta dentro l' opera dei due Lucio, Battisti e Dalla, la più elevata letteratura dello sport si è condensata tra le righe e l' inchiostro purissimo versato dai "tre Gianni".

 

Infatti, c' è stato un Gianni, Brera, aedo major del calcio e del ciclismo e dopo di lui un altro Gianni, Mura, cantore, aggiornato al nuovo millennio, delle storie di cuoio e delle pagine gialle del Tour.

 

Così ora, l' aznavouriano «ed io tra di voi», potrebbe intonarlo lui, lo Scriba massimo del tennis, Gianni Clerici. Il terzo Gianni c' è, vive e lotta con noi dalla sua casa sul lago di Como, e in questo tempo impoetico e virale, venerdì schiaccia sotto la rete dei 90 anni.

 

I nove aurei decenni de «l' uomo del tennis», come ebbe a salutarlo frettolosamente nel salotto letterario del Bagutta la sua madrina Maria Bellonci, forse ignara del giudizio dato dall' altra Maria, la somma filologa Corti che, allo stile linguistico clericiano riconosceva il crisma idiomatico del "lombardese".

clerici 2084 la dittatura delle donne

 

Gianni Clerici

Ma se per uno sprezzante Umberto Eco «Brera è un Gadda spiegato al popolo », per noi Clerici è un dandy alla Dorian Gray letto dall' alta società, misto a un più popolare Giorgio Bassani da pagina di quotidiano (ha cominciato al Giorno nel 1956, proseguendo per Repubblica fino ad oggi). Discendente diretto del vate del "prototennis", l' abate Antonio Scaino da Salò che, alla corte degli estensi, nella Ferrara del tennista-scrittore Bassani, diede alle stampe il trattato cinquecentesco Del giuoco della palla. Caposaldo arricchito e completato dal suo monumentale ed esaustivo 500 anni di Tennis.

 

clerici tommasi

Clerici storico, certo, enciclopedico diderotiano, ma dotato da sempre di sublimi smash narrativi, (da leggere l' ultimo romanzo 2084 La dittatura delle donne; Baldini + Castoldi, pagine 135, euro 16,00) quanto di scavalcanti lob poetici.

 

I suoi versi da postumo in vita furono apprezzati dal poeta laureato, lo sportivo ed elegiaco Giovanni Raboni che nella poesia di Clerici trovò «una sorta di ansiosa fermezza, di sfuocata precisione, che è, ai miei occhi una qualità rara».

gianni mura

 

Rarità, anche agli occhi di Italo Calvino, per cui Clerici è semplicemente «uno scrittore prestato al tennis». Trasformista fregoliano, sfugge ad ogni catalogazione, assurgendo a unico biografo all' altezza del suo personaggio.

 

«Allevato con amore, forse eccessivo e con poca disciplina. Lasciato libero di frequentare il liceo, di ritirarmi da scuola per tentare l' avventura del tennis, di iscrivermi all' università, per abbandonarla e poi riprenderla. Libertà grande, la mia, che era anche tale perché i miei genitori erano privi di modelli, per me, attendibili », scrive di sé in Quello del tennis. Storia della mia vita e di uomini più noti di me (Mondadori).

clerici scanagatta tommasi

 

 L' inguaribile febbre per tutti i suoi 90 anni, il tennis, lo colpì precocemente. Sviando la Baronessa Kroff «che si stupiva che un bambino di sei anni non avesse mai sentito nominare Gogol», incrociò lo sguardo e l' aurea di un' icona: Alan Little, il bibliotecario di Wimbledon.

 

Alla teoria del narratore in erba e del futuro storyteller del green londinese, fece seguire la pratica: le lezioni al Circolo Tennis di Alassio (presieduto da Lord Daniel Hanbury e dal segretario Goodchild), impartitegli dal maestro anglo-americano Sweet. «Ai miei tempi il tennis era ritenuto un gioco aristocratico, se erano gli aristocratici a giudicarlo. Per altri un gioco da signorine, il sissy game anglosassone », ricorda caustico lo Scriba.

Gianni Clerici

 

Molti critici musicali non hanno mai suonato uno strumento e spesso non sanno neppure leggere lo spartito, Clerici invece ha imparato presto a pizzicare le corde della racchetta e ha vergato magistralmente interi capitoli dei libretti d' opera e dell' epica eroica dei Gesti bianchi, oltre a far iscrivere il suo nome sull' Albo d' oro del ranking. Campione italiano di doppio, in coppia con Fausto Gardini nel 1947 e nel '48'.

brera

 

Nel 1950, la stagione mitica di Costa Azzurra, a Vichy vinceva la "Coppa de Galea" e due anni dopo trionfava anche al "Monte Carlo New Eve Tournement". Non era il più forte di quella "generazione di fenomeni" composta dai vari Pietrangeli, Sirola, Merlo, Gardini e Bergamo, ma lo Scriba in calzoncini e maglietta, rigorosamente bianca, almeno per un turno ha calcato l' erba sempre verde di Wimbledon e "scivolato", per ribattere colpo su colpo, sulla terra rossa parigina del Roland Garros.

 

"Snob e stupid nel tennis", l' articolo al vetriolo titolato dal folberciclofilo Brera, segnò idealmente la sua battuta, d' arresto, con il tennis giocato, ma almeno gli aprì le porte della più straordinaria delle redazioni sportive, quella del Giorno di Mattei.

 

BASSANI CLERICI

«Io ho tre croci, una grandissima Enrico Mattei e due piccoline, Giancarlo Fusco e Gianni Clerici », soleva ripetere il direttore Italo Pietra che al più grande narratore orale mai avvistato per le strade e i bar di questo Paese, Fusco, aveva assegnato la prima column con foto (assieme a quella dell' americano Art Buchwald), mentre al "Brera del tennis", Clerici, concesse carta bianca per coniare un nuovo stile di reportage dello sport. Lo stile di chi ha saputo raccontare con la stessa poesia e intensità romantica la «Divina » Suzanne Lenglen, così come il suo «Idolo» dimenticato, Gianni Cucelli, nato Giovanni Kucel, in terra d' Istria (a Fiume).

CLERICI TOMMASI 1

 

Giovane staffettista e poi partigiano della bella scrittura Clerici, ha saputo inseguire la traiettoria della pallina e al contempo uscire dalle righe del campo per viaggiare, conoscere, interrogare uomini e donne di tutte le fedi, forte anche di una laurea in Storia delle religioni.

 

Il tennis con la penna dello Scriba, a tratti del match ha rimbalzato tra la letteratura e l' ascetismo mistico alla Siddharta. Un giorno, racconta orgoglioso, di essere salito apposta fino a Montagnola per avvicinare il Nobel adorato, Hermann Hesse. E dei tanti libri letti, la risposta al suo mestiere di vivere, sempre in bilico tra il ramo lacustre dello scrittore e quello del giornalista, l' ha trovata proprio in un paragrafo di Da una biblioteca della letteratura universale.

suzanne lenglen

 

«L' attività di un cosiddetto libero scrittore è considerata oggi una "professione" - scrive Hesse - , probabilmente perché esercitata come un mestiere qualsiasi da molti che non hanno per essa alcuna vocazione. Perciò ogni libero scrittore trova difficoltà a orientarsi nella sua ambigua situazione, a metà tra il redditiere e lo scrittore non libero, e cioè il giornalista ». Da grande cerimoniere del giornalismo aulico applicato al tennis, Clerici ha scomunicato i tanti, troppi improvvisatori dei cronisti dei Gesti bianchi.

gianni mura 2

 

Non fa sconti neppure alla buonanima cult americana di David Foster Wallace che con il suo «assurdo» Federer come esperienza religiosa «ha compiuto un' operazione molto giornalistica, dico giornalistica nell' aspetto negativo del termine, come di quelli che scrivono articoli scopiazzando».

 

gianni cucelli

L' originalità è alla base dello stile, di colui che lo statistico e tassonomico Rino Tommasi, suo mentore di doppio in telecronaca per centinaia di slam, chiama affettuosamente il "Dottor Divago". «Non sempre nelle cronache di Gianni troverete il risultato dell' incontro, ma troverete sempre la spiegazione della vittoria di un giocatore sul proprio avversario», ha detto il numerologo del suo amato Gianni.

 

Tommasi ha avuto l' onore e l' onere di condividere un tratto importante del lungo cammino in presa diretta con Clerici, e quando nel febbraio scorso, in occasione dei suoi 86 anni Ubaldo Scanagatta gli ha domandato: «Ci arriviamo a 100, Rino?» e Tommasi pronto gli ha risposto: «Certo che sì, passeggiando!» Auguri Scriba Clerici, fino a 100 anni, passeggiando.

gianni mura

suzanne lenglenfedererdavid foster wallace cover

gianni brera

Ultimi Dagoreport

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….