mclaren

CHE FIGURA DA CIOCCOLATAI! LA MCLAREN È NEL PANICO DOPO IL PASTICCIACCIO DI LAS VEGAS: L’ERRORE TECNICO E LA DOPPIA SQUALIFICA DI LANDO NORRIS E OSCAR PIASTRI HA SCOSSO LA SCUDERIA INGLESE E RIAPERTO UN MONDIALE CHE SEMBRAVA QUASI ARCHIVIATO: COME E’ STATO POSSIBILE CHE NESSUNO ABBIA SCOPERTO CHE I PATTINI DELLE LORO VETTURE ERANO USURATI OLTRE IL LIMITE DI 9 MM? – “IL GUARDIAN: “IN MCLAREN ERANO CONSAPEVOLI DI QUANTO FOSSERO VICINI AL LIMITE. EPPURE TUTTE GLI ALTRI TEAM SONO RIUSCITI A RIMANERE NEI PARAMETRI, PERCHÉ LORO NO?"

 

Da ilnapolista.it

 

Un errore tecnico può cambiare un’intera stagione in Formula Uno, ma raramente lo fa con l’impatto devastante visto a Las Vegas. La squalifica di Lando Norris e Oscar Piastri ha scosso la McLaren e riaperto un Mondiale che sembrava quasi archiviato. La squadra di Woking ora deve spiegare come sia potuta inciampare proprio nel momento più delicato. E, soprattutto, deve ricostruire la fiducia dei suoi piloti. L’analisi del Guardian.

oscar piastri mclaren

 

 

L’errore di calcolo della McLaren che ha portato alla squalifica di Lando Norris e Oscar Piastri dal Gran Premio di Las Vegas di domenica non sarebbe potuto essere più catastrofico né più inopportuno. Un inciampo tecnico che ha rimesso in gioco Max Verstappen, gettando ombre pesanti sulla gestione del team nel momento in cui serviva la massima precisione. Come abbiano potuto sbagliarsi proprio quando volevano chiudere il campionato piloti, richiederà non poche spiegazioni.

 

Norris e Piastri, rispettivamente secondo e quarto dopo la vittoria di Max Verstappen in Nevada, avevano ottenuto risultati abbastanza solidi finché la Fia (Federazione internazionale automobilismo) non ha scoperto che i pattini delle loro vetture erano usurati oltre il limite di 9 mm. Una violazione netta del regolamento che ha ribaltato la classifica: in un colpo solo, Verstappen è tornato in lizza, insieme a Piastri, a 24 punti da Norris.

mclaren

 

 

Il Guardian ricorda che ci sono ancora due gare e una sprint da disputare, con 58 punti in palio. Ed è proprio questo margine sottile che trasforma ogni dettaglio in un rischio potenziale. Norris ha ancora le carte in regola, ma un singolo scivolone, un errore, un contatto indesiderato, un guasto meccanico o anche un’altra infrazione tecnica e Verstappen potrebbe ritrovarsi con il fiato sul collo in un finale di stagione tutto o niente ad Abu Dhabi.

 

mclaren

Anche la McLaren ha riconosciuto la gravità della situazione, pur sottolineando alcuni fattori esterni. Come sostenuto dalla McLaren, c’erano delle circostanze attenuanti, sebbene nulla potesse modificare la decisione. Il lavoro sull’altezza da terra è sempre un equilibrio delicato: superficie della pista, velocità, assenza di dati, condizioni variabili. Questo processo di apprendimento continua nel corso del weekend fino a quando il set-up non viene finalizzato prima delle qualifiche.

 

A Las Vegas, però, i segnali erano negativi fin da subito. Durante la seconda sessione di prove libere, si è perso tempo prezioso a causa di due soste e le consuete simulazioni di gara non sono state completate, e l’ultima sessione di prove libere si è svolta sul bagnato, impedendo ogni riferimento utile. Da qui l’azzardo, poi pagato caro.

 

lando norris

In vista della gara, il team ha dovuto anche affrontare inaspettatamente il problema del rimbalzo e del cedimento del fondo della vettura… Tutto ciò ha portato a un’usura eccessiva e a una doppia squalifica.

 

Il fatto più sorprendente, però, è che in McLaren erano consapevoli di quanto fossero vicini al limite. Lo conferma il team radio finale: verso la fine della gara, a Norris fu chiesto di adottare un approccio di guida lift-and-coast… lo scopo era quello di ridurre al minimo l’usura del pattino. Il pilota inglese stesso, nella nota diffusa dal team, ha ammesso che “problemi alla nostra vettura… hanno portato alla nostra squalifica”.

 

lando norris

Da qui la domanda centrale: come ha potuto la McLaren sbagliare quando tutti gli altri team hanno mantenuto i parametri regolari? Tutto ciò solleva interrogativi imbarazzanti sul perché la McLaren abbia sbagliato quando nessun altro team nelle stesse circostanze ha sbagliato. E il tempismo è stato il peggiore possibile.

 

Resta un Mondiale apertissimo. Norris può ancora chiudere la gara. E Doha diventa adesso una prova di maturità tecnica e mentale. Ma quanto lui e la sua squadra si sentano al sicuro dopo questo clamoroso errore di Las Vegas, è un’altra questione.

oscar piastri

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…