pep guardiola

LA GERMANIA PRENDE KLOPP: L’ITALIA RISPONDA CON GUARDIOLA! – DOPO L’ARRIVO DI MALDINI E LEONARDO, IL REBUS DA RISOLVERE PER MALAGO’ E’ QUELLO DEL CT. TRA MANCINI E CONTE, NON È DA ESCLUDERE UNA SORPRESA – IL COMMENTATORE SKY BEPPE BERGOMI: “A ME STUZZICA GUARDIOLA. E QUANDO HAI DALLA TUA PARTE UNO COME MALDINI, HAI LA FORZA E LO STANDING PER ANDARE A PARLARE CON PEP. A NASO, UN TENTATIVO LO POSSONO FARE. UN'ALTRA IDEA POTREBBE ESSERE UN PROFILO ALLA FABREGAS” – BUFFON VERSO IL RITORNO COME CAPODELEGAZIONE AZZURRO (MA IN QUESTO CASO MANCINI NON SARA’ CT VISTO CHE SUPERGIGI E’ QUELLO CHE CONSIGLIO’ GATTUSO A GRAVINA SBARRANDO LA STRADA AL RITORNO DEL "MANCIO"...) 

1 - LA PANCHINA DEL CT, IL REBUS DA RISOLVERE MANCINI IN POLE, CONTE E PIOLI IN CORSA 

Davide Stoppini per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

È la settimana dei colloqui. E servirà tutta, per decidere chi sarà il prossimo commissario tecnico della Nazionale. Paolo Maldini, Leonardo e il presidente federale Giovanni Malagò incontreranno i candidati e poi tireranno le somme. La scelta non è imminente, s’è capito. «Non ho ancora parlato con nessuno», ha tenuto a precisare Malagò. E certo che qualche idea con il nuovo direttore tecnico del Club Italia e con l’advisor l’ha già scambiata. 

MALAGO' MALDINI

 

E certo che dentro una decisione delicata come questa, ovvero la figura di un tecnico cui affidare un progetto di durata quadriennale con vista su Mondiale 2030, si porta dietro tanti ragionamenti. Da cui non si possono escludere quelli legati al budget e alla sostenibilità, parole che lo stesso Malagò ha più volte pronunciato, anche prima della sua elezione. E che sono sempre d’attualità, anche perché del possibile aiuto della Lega di A non c’è traccia ed è tutto da dimostrare che mai ci sarà. 

 

Roberto Mancini e Antonio Conte, Antonio Conte e Roberto Mancini: per settimane si è ragionato esclusivamente intorno a questi due nomi. E, va detto, restano le due opzioni in prima fila ancora oggi, per motivi diversi. 

 

Però è giusto tenere la porta aperta a una possibile sorpresa, perché questo filtra da via Allegri. E la cosa lascia spazio a un campo largo di ipotesi, in cui dentro ci possono finire le suggestioni o anche strade poco probabili. 

 

Andrea Pirlo, ad esempio, fu cercato da Maldini ai tempi del Milan, ma poco risponde all’identikit di tecnico comunque di una certa esperienza che sembra prevalere in Figc. Carlo Ancelotti va tolto dalle possibilità, perché non ha intenzione di lasciare il Brasile e perché con Leonardo i rapporti non sono (più) idilliaci. Simone Inzaghi non è mai stato avvicinato e sta svolgendo la preparazione con l’Al Hilal, neppure Thiago Motta — altro nome accostato alla Nazionale — ha avuto segnali in tal senso. 

 

MALDINI LEONARDO

In partita invece c’è eccome Stefano Pioli, che con Maldini ha costruito il Milan dello scudetto 2021-22. L’ex tecnico della Fiorentina è libero anche contrattualmente, avendo risolto l’accordo che lo teneva legato al club viola: è una pista che va tenuta in considerazione, in ascesa rispetto alle prime settimane in cui il suo nome era già venuto fuori. 

 

Però la pole position è ancora di Mancini. C’è chi assicura di un patto stretto con Malagò già da tempo, di un accordo già raggiunto per un contratto da 2-2,5 milioni all’anno e di un allenatore che si aspetta di essere nominato, non solo ci spera. 

 

(...) È un’estate calda, non solo a livello climatico. La Nazionale si sta ridando un volto. Il puzzle va completato. E dentro dovrebbe nuovamente esserci spazio per Gigi Buffon, che probabilmente tornerà in azzurro con lo stesso ruolo di capo delegazione (…)

 

2 - BEPPE BERGOMI - BERGOMI "MALDINI FARÀ LA DIFFERENZA RICOPRIRÀ UN RUOLO MAI VISTO PRIMA" 

Andrea Sereni per “la Repubblica” - EstrattI

 

C'era anche Beppe Bergomi tra le figure ipotizzate da Giovanni Malagò per rilanciare la Nazionale. Lui una delle alternative a Paolo Maldini, per competenza, esperienza e capacità di lavorare con i giovani:

MALDINI LEONARDO

 

«Mi ha fatto piacere essere in questa lista. Tra me e Malagò c'è grande stima. È stato lui a farmi portare la torcia olimpica durante la cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina, uno dei momenti più emozionanti della mia vita. Se Paolo non avesse accettato, io sarei stato tra le possibili soluzioni e per me è motivo di orgoglio. Però Maldini è la scelta migliore, per distacco». 

 

Ha parlato quindi con Malagò? 

«Eh eh, mi faccia essere evasivo». 

 

Allora Maldini, direttore tecnico e presidente del Club Italia. 

«La persona giusta. Paolo ha esperienza, ha già fatto il dirigente ad alto livello. Ha valori importanti, competenza. Stravedo per lui, penso sia il giocatore italiano più forte con il quale ho giocato. Ricoprirà una posizione nuova: saprà fare la differenza». 

 

Con lui ci sarà Leonardo, in veste di consigliere. 

«Una mossa intelligente. Il lavoro sarà tanto, puoi avere ogni qualità possibile ma in due si fa tutto meglio». 

Un aggettivo per descrivere entrambi. 

«Maldini è stato un grande difensore, è uno pratico nel modo di gestire le cose. Leo è un sognatore. Vi ricordate di lui allenatore? Giocava con il 4-2 fantasia, molto brasiliano. Il mix è interessante». 

 

 

(...)

Sarebbe utile introdurre un sistema di premialità per i club che danno spazio ai ragazzi? 

«Io sono convinto che quelli bravi giocano sempre. Penso a Donnarumma, Zaniolo, e prima ancora a Balotelli e Cassano, che hanno esordito giovanissimi. Non credo siano necessari premi. Però bisogna saper vedere le potenzialità nei giocatori, e lanciarli senza paura». 

GERRY CARDINALE PAOLO MALDINI

 

La prima decisione di Maldini, insieme a Malagò e Leonardo, sarà nominare il nuovo ct. Chi vorrebbe sulla panchina della Nazionale? 

«Non c'è una scelta giusta, dipende dal calcio in cui credi, dai cambiamenti che ti aspetti di vedere. A me stuzzica Guardiola. E quando hai dalla tua parte Paolo, hai la forza e lo standing per andare a parlare con Pep. A naso, un tentativo lo possono fare». 

Guardiola costa troppo. 

«Io sono per un calcio romantico. Questi allenatori hanno guadagnato un sacco di soldi. Mi dicono: se riducono le pretese non valorizzano il loro status. Ma dico, uno come Guardiola, un genio del calcio, ha bisogno di pensare al suo status? Per lui può essere stimolante guidare la Nazionale, può viverla come una sfida. Certo, questo non vuol dire che gli altri candidati non vadano bene». 

PEP GUARDIOLA

 

Partiamo da Mancini? 

«Perfetto come ct, e ha tanta voglia di rientrare. Sappiamo come è il nostro mondo, non è facile far digerire a tutti il suo addio del 2023. Ma ha visione, sa scovare i talenti: merita un'altra opportunità». 

 

Conte. 

«In poco tempo sa costruire una squadra, sia in campo sia nello spogliatoio. Pretende molto, dà altrettanto. A chi dice che non resterebbe quattro anni di fila: questo deve sentirlo lui. Se ti dice di sì, vuol dire che arriva fino al Mondiale del 2030, non può più tirarsi indietro, al netto di disastri. Ha la garanzia Maldini, che ti sta vicino, ti protegge. Ed è ancora giovane, avrebbe tutto il tempo di allenare ancora nei club».

BEPPE BERGOMI - ALEX DEL PEIRO - SKY CALCIO CLUB

 

Pioli. 

«Paolo lo conosce bene, hanno vinto insieme uno scudetto al Milan. Sarebbe un'altra buona soluzione. Un concetto però va chiarito: guidare la Nazionale deve essere un orgoglio. L'aspetto economico non deve essere la prima variabile». 

 

Altre idee che la stuzzicano. 

«Io adoro Klopp, ma allenerà la nazionale tedesca. Allora dico un profilo alla Fabregas. Il suo Como è un modello da studiare, lui sa lavorare con i ragazzi, sa sviluppare il talento. Peccato non sia libero». 

 

(...)

PEP GUARDIOLAfabio caressa beppe bergomi su italia-spagnabeppe bergomi fabio caressabeppe bergomi alla serata my name is lucagianluca vialli beppe bergomi beppe bergomi

 

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....