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“GLI STATI UNITI NON USCIRANNO DALLA NATO” - TRUMP RICUCE CON L’EUROPA DOPO GIORNI DI TENSIONI E DI MINACCE DI RITIRO DI TUTTI I SOLDATI AMERICANI, E ALLA FINE CONCEDE I MISSILI PATRIOT A KIEV - NONOSTANTE NELLA DICHIARAZIONE FINALE DEL VERTICE DI ANKARA SI LEGGA CHE LA RUSSIA È “UNA MINACCIA A LUNGO TERMINE”, IL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA CHIAMA PUTIN E RITIENE CHE SIA ANCORA POSSIBILE UN ACCORDO TRA KIEV E MOSCA: “LA RUSSIA NON E’ UNA PECORA NERA, CI RISPETTA E UN FUTURO ACCORDO SARÀ MONITORATO DALL’EUROPA, MENTRE NOI LI AIUTEREMO”

Claudio Tito per repubblica.it - Estratti

 

volodymyr zelensky donald trump vertice nato ankara foto lapresse2

«Gli Stati Uniti non usciranno dalla Nato». Sembra una frase scontata, eppure ieri l’ha pronunciata Donald Trump durante il summit dell’Alleanza ad Ankara. Un primo segnale di distensione da parte del leader americano dopo giorni di tensioni e di minacce sul futuro dell’Organizzazione atlantica e dell’Europa, con lo spettro, alimentato dallo stesso capo della Casa Bianca, di abbandonarla definitivamente al suo destino con il ritiro di tutti i soldati americani.

 

I due giorni trascorsi nella capitale turca hanno quindi segnato una sorta di tregua tra Usa ed Europa. È stato ribadito con grande soddisfazione di Trump l’obiettivo di spesa del 5 per cento di Pil, sono stati confermati i 140 miliardi di euro a favore dell’Ucraina ma a carico solo del Vecchio Continente, siglati contratti per 50 miliardi di dollari con le industrie militari, in larga parte statunitensi, e appunto rilanciato il pieno sostegno a Kiev.

lavrov putin trump

 

«L’Ucraina - si legge nella scarna dichiarazione finale - contribuisce alla sicurezza transatlantica e gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale». Nello stesso documento si definisce la Russia «una minaccia a lungo termine».

 

In questo quadro il passo concreto mosso dal tycoon, dopo un colloquio con Volodomyr Zelensky, è quello di concedere a Kiev la possibilità di produrre i missili Patriot, fondamentali per contrastare gli attacchi putiniani. «Un uccellino – ha annunciato Trump - mi ha detto che daremo all’Ucraina il diritto di creare i Patriot. Gli mostreremo come fabbricarli».

 

 

volodymyr zelensky donald trump vertice nato ankara foto lapresse3

Nello stesso tempo, pur non avendo fornito dettagli, il presidente Usa ritiene che sia possibile un accordo tra Kiev e Mosca: «La Russia ci rispetta e un futuro accordo sarà monitorato dall’Europa, mentre noi li aiuteremo». E in un’altalena di commenti, ha voluto dare una mano anche a Putin:

 

«La Russia è un grande Paese, una grande forza. La Russia è sempre stata una grande forza da combattimento. Sicuramente non è la pecora nera, non è il peggior Paese che esista». Quindi afferma che dopo il summit chiamerà Putin, che aveva già sentito alla vigilia del viaggio in Turchia.

mark rutte giorgia meloni recep tayyip erdogan vertice nato ankara foto lapresse

 

E ancora in una giornata che non vede una coerenza totale, la Nato ha deciso di trasformare la missione di polizia aerea nei Paesi baltici in missione di difesa aerea che permetterà una risposta più rapida in caso di pericolo aereo.

 

L’altro punto che dovrebbe rasserenare il clima tra i 32 alleati riguarda l’impegno «incrollabile» sull’articolo 5, quello che prevede la difesa collettiva in caso di attacco subito. Ieri mattina, però, l’incontro era partito sotto diversi auspici. Con l’inquilino della Casa Bianca che si diceva «arrabbiato» con gli alleati perché non l’hanno aiutato in Iran nonostante «i più di mille miliardi di dollari spesi in dieci anni per difenderli», e perché non gli consegnano la Groenlandia.

volodymyr zelensky donald trump vertice nato ankara foto lapresse4conferenza stampa di donald trump al vertice nato di ankara foto lapresse 18

 

(…)

conferenza stampa di donald trump al vertice nato di ankara foto lapresse 7volodymyr zelensky donald trump vertice nato ankara foto lapresse5

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