bruno conti

“IL MIO CASCHETTO? QUANDO GIOCAVO STAVO ORE CON IL MIO PHONE A PETTINARLO. IO SONO ANCHE I MIEI CAPELLI” - IL CAMPIONE DEL MONDO BRUNO CONTI HA SUPERATO LA MALATTIA ED È TORNATO A TRIGORIA COME COORDINATORE TECNICO DEGLI UNDER 14: “BASTA CO' STI ALGORITMI, IL CALCIO NON È UNA SCIENZA, NEI SETTORI GIOVANILI SI PENSA TROPPO AL FISICO E POCO ALLA TECNICA. I BAMBINI DEVONO DIVERTIRSI” - “L’ESONERO DI DE ROSSI MI HA FATTO MOLTO MALE. LUI, TOTTI E GIANNINI SONO LA ROMA” – E POI RANIERI, DI BARTOLOMEI E PRUZZO E QUELLE NOTTI DI COPPE E DI CAMPIONI…

Enrico Testa per “la Stampa” - Estratti

 

bruno conti foto di bacco

Nemmeno Totti rappresenta il romanismo come lui. Bruno Conti da Nettuno. Non fosse altro, ma non è certo tutto, che Brunetto, nella Roma ha fatto la qualunque. Gli manca solamente di fare le pulizie. Forse. Perché nel suo storico ufficio a tinte forti e gialle e rosse si dice fosse lui a sistemare meticolosamente fogli, souvenir, gagliardetti, premi, magliette e qualunque altra cosa tinta di giallo e di rosso. Conti, a Trigoria, all'Olimpico e non solo ha fatto qualsiasi cosa. Giocatore, allenatore, dirigente. Tutto.

 

E adesso?

«E adesso faccio il Coordinatore tecnico delle categorie che mi piacciono di più. Dagli under dieci agli under quattordici, ovviamente sempre alla Roma».

 

Come sta?

bruno conti foto mezzelani gmt 020

«Bene, tutto a posto, anzi alla grande. Ho subìto un intervento, è andato bene e anche la Tac mi fa stare tranquillo».

 

Sempre tifoso romanista?

(Ride). «Assolutamente! Mio padre aveva il sangue veramente giallorosso. Quando mi prese la Roma impazzì. Aveva sette figli, lui si alzava alle 4 e tornava a casa alle 7 di sera per fare il muratore a Roma. Seppe la notizia, io avevo diciassette anni, e gli si illuminò la faccia».

 

(…)

 

Le hanno anche chiesto, quando la Roma stava a pezzi, di fare l'allenatore. Prima l'aveva fatto solamente nel settore giovanile. Perché proprio lei e chi glielo chiese?

«Era un momento particolare. I problemi familiari di Prandelli, poi Delneri, rischiavamo la retrocessione. Rosella Sensi fece una riunione con Totti, De Rossi e altri giocatori, e mi chiesero di fare da traghettatore, un po' come Ranieri oggi.

 

bruno conti foto mezzelani gmt 017

Ma lui è un allenatore vero e bravissimo oltre a essere la persona giusta, io non avevo esperienza, a parte il settore giovanile. C'erano fior di giocatori. Totti, Perrotta, Cassano, tanti. Andò bene perché ci salvammo alla penultima giornata a Bergamo, gol di Cassano. Non dimenticherò mai Rosella a fine partita. Abbracci e lacrime, una liberazione e una marea di romanità».

 

Bruno Conti e i compagni nella Roma. Il più forte, il più sottovalutato, il più amico.

«Beh, il rapporto più stretto l'ho avuto con Pruzzo fin dal Genoa. Il bomber mi ha aiutato, abitavamo insieme. Poi siamo stati una vita alla Roma, abbiamo fatto anche il militare nella stessa caserma senza contare che in campo eravamo fratelli. Io gli facevo gli assist, lui la buttava dentro. È un uomo eccezionale. Lo stesso con Agostino Di Bartolomei. (Pausa). Indimenticabile, Ago.

 

bruno conti foto mezzelani gmt 016

Mi ha accolto a Roma, mi ha cresciuto, era un capitano, un leader, lo ringrazierò per tutta la vita. Il giocatore più bravo, mi creda, non saprei. Per gli allenatori dico subito Liedholm. Giocatori penso a Falcao, Ancelotti ma ce ne sarebbero molti da citare. Avevamo dei campioni incredibili in quell'anno dello scudetto e ovviamente ridico Pruzzo che era sempre capocannoniere. Sottovalutati? Mah, nessuno, hanno fanno tutti una signora carriera».

bruno conti sbaglia il rigore nella finale roma liverpool - Bruce Grobbelaar

 

Stessa domanda con la maglia azzurra.

«Che fatica! Eravamo un gran collettivo. Ma se proprio devo fare un nome dico Claudio Gentile. Un mostro. Ma veramente ognuno ha fatto il suo. Ciccio (Graziani), Dino (Zoff) con quella parata a fine partita col Brasile… però Gentile ha cancellato Zico e Maradona, due fenomeni, loro erano Il Calcio. Anche in quelle sfide in campionato con la Juve Claudio è quello che mi ha messo maggiormente in difficoltà. Il più amico è facile. Ciccio Graziani, ci chiamiamo "fratelli", è simpaticissimo, poi lui di Subiaco, io di Nettuno. Ancora oggi ci facciamo scherzi pazzeschi».

 

Allenatori.

«Liedholm il più bravo. Mi ha insegnato il calcio ma anche la vita. Quindi, come dicevo prima, Gigi Simoni: bravissimo e simpaticissimo. Amici ne ho avuti tanti, ma ridico ancora Nils anche per mille consigli anche fuori dal campo. Mettici anche che ci ha fatto vincere quello scudetto storico….».

 

Ecco, quello scudetto dopo una vita. Oltretutto da tifoso oltre che da super mega iper protagonista.

bettino crax bruno conti

«È stata la giornata più bella della mia vita, crescere in quel vivaio, il tricolore cucito sul petto, quello che dicevo di mio papà… Quando abbiamo vinto è impazzito, gli devo molto e devo molto anche ai tifosi della Roma che sono unici, anzi incredibili».

 

I dolori più grandi legati al mondo del pallone.

«La morte di Agostino, di Paolo Rossi e di Gaetano Scirea. Perdite pazzesche, come quella di Aldo Maldera. Ci sto ancora malissimo. Saranno per tutta la vita nel mio cuore. Sono persone che mi hanno dato tanto. Prima dicevo di Ago. Nel mio primo giorno alla Roma venne lui ad accogliermi al campo Tre fontane. E non voglio dimenticare Gianluca (Vialli)».

 

rosella sensi bruno conti foto di bacco

(...)

La sua miglior partita.

«Penso contro il Dundee, la semifinale di Coppa dei campioni. Avevamo perso due a zero in Scozia, abbiamo vinto tre a zero al ritorno. Nei Mondiali, invece, di sicuro quella contro il Brasile, la vera finale».

Il più forte giocatore romanista di sempre.

«Totti, De Rossi, Aldair e Candela».

 

Conti scopritore di talenti. Perché ha scelto questo ruolo e non, chessò, quelli di direttore sportivo o allenatore?

roberto pruzzo con la figlia e bruno conti

«In realtà da grande volevo fare l'allenatore e ho cominciato in panchina nel vivaio giallorosso con Ermenegildo Giannini, il papà di Beppe. Avevo i Giovanissimi ed era la mia passione. Poi mi chiamò Mezzaroma quando acquistò la Roma con Sensi per chiedermi di fare il responsabile di un settore giovanile praticamente da costruire da zero. Accettai e scoprì che mi piaceva andare in giro per i campetti di periferia, vedere i ragazzi e gestire il complicato rapporto con i genitori che vogliono che i figli diventino fenomeni. Ma il calcio non è per tutti. Devo dire che ho avuto soddisfazioni immense.

 

zbigniew boniek bruno conti foto di bacco

Vedere bambini diventare campioni non è spiegabile. Penso più che altro a Daniele De Rossi che presi dall'Ostia mare, ad Aquilani scovato nella Spes Montesacro, a Bovo, a Pepe. Daniele e Alberto li scoprì in quei campi estivi che organizzavo».

 

Allo stadio in che settore vede le partite?

(Ride). «Dietro una recinzione approssimativa. Il sabato e la domenica vado a girare per campetti in cerca di nuovi romanisti».

 

La Roma di oggi. Non è un mistero che De Rossi sia un suo grande amico.

bruno conti de rossi totti

«Sbagliato. È come se fosse un figlio. Ero contentissimo di vederlo sulla nostra panchina perché è già bravissimo. A me piace tutto quello che fa, pensa e dice Daniele. E' stato un giocatore pazzesco, è un uomo eccezionale. Non nascondo che il suo esonero mi ha fatto male, molto male, ma proprio molto. Lui, Francesco, Giannini oltre che essere stati capitani sono la Roma».

 

E adesso c'è Ranieri.

«Per Claudio sono arcicontento. Ha accettato per il bene della sua e nostra Roma. Ranieri, con la gestione Sensi, ci portò ad arrivare vicini allo scudetto. Con lui c'è amicizia, rispetto, lo amo anche per la persona che è. Per me parlare di Claudio è come parlare di Ddr».

 

zbigniew boniek bruno conti simona rolandi foto di bacco

Ritornerà la Roma a giocare per lo scudetto e per quelle notti da coppa dei campioni?

«Lo spero tanto, tantissimo. Posso soltanto dire, da tifoso, che me lo auguro con tutto il cuore».

 

E in generale come sta il calcio italiano e come stanno i vivai?

bruno conti sandro pertini

«Penso che il calcio stia cambiando molto e credo sia fondamentale, obbligatorio ripartire dai settore giovanili. Basta con sti algoritmi, il calcio non è una scienza, serve ritornare alla normalità, scegliere persone che insegnano le basi.

Si pensa troppo al fisico e poco alla tecnica. Anche le partite dei bambini le preparano sull'avversario. Folle. Devono giocare a pallone, divertirsi, esprimersi. Gli dicono di fare due tocchi o di darla di prima… ma lasciate che facciano quello che si sentono. In queste età bisogna crescere non vincere».

 

Il suo taglio, si fa per dire, di capelli è una sorta di segno indelebile e internazionale. A che età si taglierà i capelli?

sebino nela roberto pruzzo bruno conti foto di bacco

(Ride). «Quando giocavo arrivavo sempre per ultimo sul pullman. Stavo ore con il mio phone a pettinarli. Guai toccarmeli. Io sono anche i miei capelli».

roberto pruzzo bruno conti foto di bacco (2)BRUNO CONTI COVERbruno conti foto mezzelani gmt 014bruno conti foto mezzelani gmt 015bruno conti saluta livia malago foto di bacco (1)BRUNO CONTI MARADONAmaradona bruno contibruno conti saluta livia malago foto di bacco (2)guido dubaldo e bruno contipierino prati bruno contifrancesco totti bruno conti 12 settembre 2017ubaldo righetti bruno contimichele nappi bruno conti foto di baccoFALCAO E BRUNO CONTIbruno conti lupettode rossi totti bruno contibruno contitonino tempestilli guido d ubaldo bruno contistefano desideri ernesto alicicco bruno contiroberto pruzzo bruno conti foto di bacco

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