magic johnson

“L’AIDS? È STATA LA MIA PARTITA PIÙ DIFFICILE, NEL 1991 C’ERA DISCRIMINAZIONE. LE CURE NON ERANO ADEGUATE, NOI INVECE SIAMO RIUSCITI A CAMBIARE MOLTE DI QUESTE COSE” - "MAGIC" JOHNSON, LA LEGGENDA DEI LOS ANGELES LAKERS, SI RACCONTA DA FABIO FAZIO – I RAPPORTI CON KAREEM ABDUL-JABBAR: “MI FACEVA SEMPRE ABBASSARE LO STEREO, LUI AMAVA IL JAZZ” – “LARRY BIRD? È UN MIO IDOLO MA LA NOSTRA RIVALITÀ ERA AUTENTICA” - IL DREAM TEAM E LE SFIDE SOTTO CANESTRO CON OBAMA..." – VIDEO

 

 

Salvatore Malfitano per gazzetta.it

 

MAGIC JOHNSON

La costante è il sorriso, qualsiasi sia l’argomento trattato. Dagli aneddoti con Abdul-Jabbar e Bird alla sua lotta che negli anni Novanta è stata decisiva per sensibilizzare le masse sull’Hiv. "Chiamatemi Magic per stasera" dice Earvin Johnson jr. a Fabio Fazio, che gli chiede come deve rivolgersi durante l’intervista a Che tempo che fa, il talk show in onda su Rai Tre.

 

 

L'IMPEGNO PER I SIEROPOSITIVI

Proprio l’annuncio della sieropositività e tutto ciò che ne è derivato, è il tema più delicato della conversazione: "È stata la mia partita più difficile, nel 1991 c’era discriminazione. Le cure non erano adeguate, noi invece siamo riusciti a cambiare molte di queste cose, migliorandole.

 

FAZIO MAGIC JOHNSON

Abbiamo fornito alloggi alle persone che lo avevano, interrompendo discriminazione, razzismo e tutto ciò che ne comportava, educando il mondo intero e credo che oggi le cose vadano molto meglio". Il celebre immunologo statunitense Anthony Fauci ne ha approfittato per ringraziarlo per il suo contributo fondamentale. Un apporto fatto di gesti iconici, come la partecipazione all’All-Star Game 1992, che fece storcere il naso a tanti ma servì a "dimostrare, grazie alla possibilità che mi ha dato il commissioner David Stern, che si può vivere una vita normale e produttiva anche essendo portatore di Hiv. È stato ottimo per me e per il mondo".

 

 

FAZIO MAGIC JOHNSON

LE ORIGINI —   Magic ha quindi raccontato il legame con la famiglia, in particolare col padre che ha rinunciato ad una carriera da professionista nel basket per crescere la propria famiglia: "Ha sacrificato tanto per me, ha dovuto lasciare lo sport per noi e tocca a me ora ricompensarlo e ripagarlo, permettendogli di smettere di lavorare per godersi la vita e me, che sono arrivato a questi livelli.

 

Ora ha 88 anni e gli ho comprato una bella casa, ogni giorno lo ringrazio perché ha significato tanto per me, come padre, eroe, mentore e probabilmente miglior amico". Le responsabilità derivanti da un soprannome così importante sono state subito chiare. "Riceverlo è stato motivo di grande gioia, mi sono reso conto che sarei dovuto essere all’altezza di questo nome sul campo. Dovevo vincere per dimostrare che fosse davvero adatto, dovevo diventare un campione ed è quello che è successo" ha proseguito.

 

 

magic johnson larry bird

GLI ANEDDOTI —   Al suo arrivo ai Lakers, nel 1979, la sua esuberanza giovanile si scontrò con l’atteggiamento austero di Abdul-Jabbar: "Io e Kareem eravamo molto diversi, avevo quasi 20 anni e mi piaceva molto la musica ad alto volume, mentre lui era silenzioso, tranquillo. Ascoltava jazz e io invece avevo lo stereo a tutta forza. Mi diceva sempre di abbassare la musica, ma alla fine siamo diventati molto amici.

 

Lui era il giocatore più dominante della Lega, abbiamo vinto il campionato al primo anno per questo e perché sono riuscito a diventare leader di quella squadra". Memorabile la rivalità con Larry Bird, anche perché i due sono poi diventati grandi amici: "Penso che, arrivati in Nba, abbiamo cambiato il gioco, facendolo diventare più popolare. Abbiamo fatto partite memorabili.

 

magic johnson michael jordan

Per Larry ho sempre avuto grande rispetto, è sempre stato uno dei miei idoli, ma da avversario non mi piaceva e nemmeno i tifosi dei Celtics. È stata una rivalità intensa. Ed è stato un bel momento sapere che alla mamma di Bird piacesse come giocavo. Convinsi Larry e Jordan a giocare nel Dream Team alle Olimpiadi di Barcellona, era un sogno per me poter essere loro compagno. Quella squadra ha aperto il mondo alla pallacanestro secondo me ed è per questo che il basket e l’Nba nello specifico sono diventati così internazionali".

 

ALLA CASA BIANCA —   Il livello di celebrità lo ha reso spesso un ospite gradito della Casa Bianca, dove ha condiviso tanti momenti scherzosi con vari presidenti degli Stati Uniti. Ma il suo preferito è Barack Obama: "È quello con cui mi sono divertito di più, anche alle feste di Natale che organizzava. Un momento che ricordo bene è quando Beyoncé si è esibita davanti al presidente e alla First Lady.

 

magic johnson larry bird

Devo riconoscere che è un buon giocatore, abbiamo fatto qualche partita alla Casa Bianca e anche lui è mancino, è bravo e lo apprezzo molto anche come persona. Io invece da piccolo mi alzavo alle cinque del mattino e i miei vicini impazzivano perché palleggiavo e volevano dormire prima di andare a lavorare, io li svegliavo. Il campo era a due isolati da casa, alla Casa Bianca il campo è nelle vicinanze, in un altro edificio.

 

magic johnson annuncia di essere sieropositivo

Ha invitato ex giocatori e giocatori attuali della Nba e abbiamo giocato insieme, poi siamo tornati e abbiamo fatto una grigliata in giardino". Magic non ha mai fatto segreto di adorare l’Italia per trascorrere le vacanze. Così ha voluto rivolgere un caloroso ringraziamento, prima di salutare. "Da oltre trent’anni in estate mi reco in Italia, dove trovo gente e cibo meravigliosi. Io e mia moglie siamo innamorati di Portofino, Porto Cervo, Forte dei Marmi, Capri. Ne approfitto per mostrare a tutti la mia gratitudine". Col solito splendido sorriso.

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