van basten

“IO SONO IL MIGLIORE (DOPO DI ME)” – LA PARTITA DI VAN BASTEN CONTRO SE STESSO. I DUBBI, LE ANSIE, LE MESCHINITA’ E I FATTI CHE LO HANNO SEGNATO: IL SUO COETANEO JOPIE CHE LUI VEDE AFFOGARE, A 7 ANNI; I TIFOSI AVVERSARI CHE CANTANO “MARCO, TUA MADRE È MATTA”; LA CAVIGLIA MALEDETTA, I GUAI PRIMA CON IL FISCO OLANDESE, POI CON QUELLO ITALIANO – LIBRO+VIDEO

 

Daniele Abbiati per ''il Giornale''

 

VAN BASTEN

Il senso di questo libro è condensabile in una frase. Che però non è stata scritta per questo libro, appena uscito. Infatti risale al più tardi al 1985, quando l' autore, a 21 anni, lasciò la casa dei genitori e andò a vivere con la bella e santa donna che ancora gli sta accanto. Sulla scrivania della sua cameretta, lui, Marcel van Basten detto Marco, con un coltellino vergò in maiuscolo queste parole: «IO SONO IL MIGLIORE (DOPO DI ME)».

 

Le riporta qui, a pagina 299, quasi nei minuti di recupero di Fragile, che è un' autobiografia, ma soprattutto la partita giocata da Marco contro se stesso, come fanno i pugili quando si allenano davanti allo specchio, cioè tirando pugni virtuali, compresi i colpi bassi, alla propria figura. In quella frase, certo, leggiamo l' arroganza del genio, ma è un' arroganza interiore, che parla, appunto, allo specchio, e pretende la perfezione: o la perfezione, oppure il nulla. E poi c' è la parentesi, «(DOPO DI ME)», come a dire: no, non ci riesco, non posso riuscirci, a essere il migliore, perché l' altro me, quello che mi comanda e mi sta guardando dallo specchio, non sarà mai soddisfatto.

VAN BASTEN COVER

 

Con quella frase Marco, inconsapevolmente, è stato buon profeta. È stato realmente quanto di più vicino alla perfezione, sui campi di tutto il mondo, oppure il nulla, fuori. Colpa della caviglia destra, maltrattata dai chirurghi prima, durante e dopo le pedate degli avversari. D' altra parte, se Omero era cieco e Beethoven era sordo, a posteriori possiamo persino accettare che Marco fosse tecnicamente zoppo. Ebbene sì, amici e colleghi, anche prima di arrivare al Milan. Noi, lassù, sui gradoni di San Siro, non lo sapevamo, e se qualcuno ce lo avesse detto avremmo chiamato la Neurodeliri.

VAN BASTEN BERLUSCONI

 

Guardavamo Marco scrivere e suonare con il pallone fra i piedi, ascoltavamo rapiti le storie che ci raccontava, per 90 minuti lo stadio non era uno stadio, ma davvero, come da luogo comune, la Scala del calcio, o la Pinacoteca di Brera, o la stanzetta di Tolstoj a Jàsnaja Poljàna. Il bello di questo libro, Fragile come da titolo (Mondadori, pagg. 345, euro 20) eppure durissimo, indistruttibile come l' acciaio e come la voglia che aveva Marco di andare sempre avanti, di fargliela vedere, a quell' altro suo «io» che lo sorvegliava dallo specchio, è che il gioco del pallone, sotto i polpastrelli di Marco, torna a essere, a dispetto dei soloni (e dei loro reggicoda) passati, presenti e futuri, un gioco. Come la letteratura, la musica, la pittura. Un bene voluttuario, da gustare con voluttà.

 

Marco non si autocelebra, accenna appena ai suoi successi, di squadra e personali, agli Scudetti, alle Coppe, ai Palloni d' Oro che lo collocano nell' Olimpo. Al contrario, indulge nel sottolineare i suoi dubbi, le sue ansie, le sue (veniali) meschinità. Come quando, il 24 maggio dell' 89 a Barcellona, nella finale di Coppa dei Campioni contro la Steaua, in un attimo decise che sì, era proprio il caso, dopo il gol del 4 a 0, di correre vicino a quel cartellone pubblicitario, visto che l' inserzionista gli aveva promesso un compenso di 500 fiorini...

VAN BASTEN

 

Descrive per filo e per segno tutte le cose brutte che ha fatto (niente paura, nulla di propriamente criminale) e che gli sono capitate. Il suo coetaneo Jopie che lui vede affogare, a sette anni, sotto il ghiaccio di un fossato, il giorno in cui volevano andare a piedi ad Amsterdam; la mamma ricoverata in ospedale e i tifosi della FC Utrecht che si mettono a cantare «Marco, Marco... Tua madre è matta»; il padre che gli parla soltanto di calcio, come un allenatore, senza comunicargli mai nulla, come dovrebbero fare i papà; il dolore all' anca, alla caviglia sinistra, a quella destra; l' impossibilità di convivere con l' apparato di Ilizarov (se non lo conoscete - e vi auguro di non conoscerlo mai - andate a vedere su internet le foto dell' infernale aggeggio, ma prima fate un respiro profondo); i guai prima con il fisco olandese, poi con quello italiano, con milioni di fiorini prima e di euro poi che volano via con il vento della sua inettitudine nel gestirli e nel farli gestire. La pagina 326 si chiude così: «Se non sai cosa vuol dire essere infelice, non sai nemmeno cosa vuol dire essere felice».

VAN BASTEN

 

Non sono qui a raccontarvi che Marco van Basten oggi è una specie di Giacomo Leopardi o di Søren Kierkegaard, e che, a 55 anni suonati, nel suo 25 d.C. (dopo Calcio), si sia messo a fare il filosofo nel ruolo di esistenzialista. No, ma vi invito a leggere, prima di tutto il resto, le ultime tre righe del suo libro: «Ma so anche che rifarei tutto allo stesso modo. Con il mio carattere, per la persona che sono, ci sono buone probabilità che commetterei di nuovo gli stessi errori». Ma sappiate che non le ha scritte un uomo innamorato delle proprie sconfitte, che si crogiola nel maledettismo, sempre di moda, e che gode nel piangersi addosso. Perché Marco è esattamente l' opposto.

 

Per esempio la sua Liesbeth, moglie e madre dei suoi tre figli, con la quale ha avuto soltanto una crisi passeggera, tanto tempo fa (ovviamente per colpa sua, di Marco), non la cambierebbe con nessuna al mondo, perché lei in casa porta i pantaloni, non i pantaloncini (ed ecco un filo rosso che unisce Marco al suo unico vero erede, Zlatan Ibrahimovic, anch' egli felice consorte di una donna con quattro palle, Helena, e anch' egli autore di un' autobiografia scritta a gamba tesa, Io, Ibra, nel 2011). Per esempio di amici ne ha pochissimi, e con quello che ha perso quattro anni fa, Johan Cruijff, non sono mancate polemiche e baruffe.

VAN BASTEN

 

Per esempio non sopporta quelli che ti fanno una faccia davanti e una dietro, la famosa faccia come il culo. Per esempio, passato dall' altra parte dello spogliatoio e intrapresa la carriera da allenatore, confessa che la responsabilità di gestire il gruppo è una prova insuperabile da chi ha sempre camminato avendo sotto i piedi fatati il cuscinetto d' aria del talento assoluto, immateriale e dunque non trasferibile ad altri.

 

Per esempio esulta 24 ore su 24 pensando al cadavere della maledetta caviglia destra, finalmente tumulata, bloccata, mummificata e non più dolorante, e che non gli impedisce di passeggiare, giocare a golf, pedalare sulla cyclette. Grazie per tutto, Marco, anche per la tua ferrea fragilità.

marco van bastenvan basten e il sieg heil fuori onda 1marco van basten 1van basten brunogullit van basten rijkaardVAN BASTENVAN BASTEN BERLUSCONI SACCHIVAN BASTEN NETHERLANDSvan bastenpasquale bruno van bastenvan basten 1van basten golBRUNO VAN BASTENgalliani van bastenINFANTINO VAN BASTENruud gullit – marco van basten – rijkaardVAN BASTEN E MARADONAVAN BASTENvan basten bergomivan basten-urssvan bastenVAN BASTEN

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…