marina perzy

“FUI ALLONTANATA DALLA DOMENICA SPORTIVA E DALLA RAI PERCHÉ AMAVO WALTER ZENGA” – MARINA PERZY: “ERA UN PO’ MATTO. E A ME I MATTI SONO SEMPRE PIACIUTI. LUI ERA SPOSATO. IL DIRETTORE DELLA "NOTTE" GIORGIANNI SI COMPORTÒ DA STRONZO E FECE PARTIRE LO SCANDALO. TORNAI ALLA “DOMENICA SPORTIVA” SOLO 6 ANNI DOPO" – LA STORIA CON STEFANO CASIRAGHI, CHE POI SPOSÒ CAROLINA DI MONACO: “TANTE VOLTE HO PENSATO CHE, SE AVESSIMO PROSEGUITO, NON SAREBBE MORTO…” - UNA DELLE SCENE PIU’ ESILARANTI DELLA COMMEDIA ALL’ITALIANA CON DE SICA – VIDEO

Roberto Faben per “la Verità” - Estratti

 

marina perzy

Come da sua auto-definizione, Marina Perzy è un’anima rock. Giovanissima, fece la modella. In Rai, dopo gli inizi come telefonista a Portobello, dal 1978 al 1983, ha inanellato ruoli memorabili accanto a Corrado (a Domenica in, Gran Canal e Fantastico 3), conducendo anche, con Claudio Cecchetto, un Festivalbar. Al principio degli anni Novanta divenne diva del mondo del pallone.

 

È stata la prima donna a condurre la Domenica sportiva, con Gianni Minà. Milanese, classe 1955, manifesta verve comica e indole eclettica. Ha fatto l’attrice di teatro, cinema e fiction tv, la cantante pop, la conduttrice radiofonica, persino la pilota di rally, a livello agonistico. Irrequieta e audace, insomma, e sempre attratta dal mistero del destino e di chi incontriamo, se ci va bene angeli.

Vive a Milano, ma sovente è a Roma.

 

A cosa sta lavorando?

«Sto partecipando alla preparazione di programmi per i 70 anni della Rai, tornerò a Rai 2. Sono entrata a 19 anni, a Portobello. Con Tortora ho lavorato alla prima edizione, in bianco e nero, e alla seconda, a colori. Ho sempre cose da proporre, format televisivi, podcast.

 

marina perzy walter zenga

Sto scrivendo un libro, Molte donne in una sola vita…». Come fu l’esperienza con Corrado a Domenica in 1978-79?

«Ero piccola, tutto nuovo, il battesimo. Rivedendomi, facevo tenerezza, ero proprio timida. Corrado mi ha insegnato un mestiere. Mai sentito cose strane su di lui, ad esempio nei riguardi delle donne... Lo ricordo come un simpatico papà. Giocava, mi prendeva in giro. Ho incontrato i più grandi in un botto: Rino Gaetano, Gianni Morandi, Franco Califano. C’eravamo io, Solenghi, la Mazzamauro… Facevo l’attrice in diretta. Se ci penso ora, eravamo degli incoscienti, tutti».

 

E il provino?

marina perzy

«Nei camerini di Portobello imitavo Jerry Lewis e Sandra Mondaini per far ridere le altre telefoniste. Mi sentì un autore, Popi Perani: “Ma lei non vuole fare il provino per Secondo voi con Pippo Baudo il sabato sera?”. Al provino c’erano Grillo, Solenghi, Fioretta Mari, Teresa De Sio, tutti in erba con la loro valigetta. Presero Tullio, Grillo, la Mari e fecero Secondo voi, con Jinny Steffan, che Baudo prese al posto mio. Poi rivedono il provino e mi prendono a Roma per Domenica in al posto di Dora Moroni dopo l’incidente con Corrado, che all’inizio era convalescente e aveva il bastone».

 

Al Centralone di Portobello voi ragazze pensavate di diventare famose?

«Di quelle della prima edizione, io e Paola Ferrari siamo decollate. Sono certa che, se lo chiedo a Paola, con cui mi sento ancora, nessuna di noi, in quel momento, se l’aspettava».

 

Eravate retribuite adeguatamente?

«Eravamo pagate bene. E venivano versati i contributi. Adesso guadagnano solo alcuni. Allora anche il pubblico era pagato».

marina perzy

 

Nella sua prima Domenica sportiva si sentiva valorizzata da Minà oppure valletta?

«Ho voluto molto bene a Gianni, che conoscevo dagli anni Ottanta. Lui era più su sé stesso, sempre al telefono o affannato, faceva duecento cose insieme, calcio, box, Fidel Castro, Maradona… Cercava di farmi dei complimenti, ma mi confrontavo con un mondo di uomini, Agroppi, Panatta. Misero la Parietti a Telemontecarlo e io lì. Sdoganai la minigonna alla Domenica sportiva. Quando dovevo dire la schedina, era come una liturgia, come dovessi recitare Shakespeare, se sbagliavo tono mi uccidevano».

 

Ma già prima era appassionata di calcio?

«Beh, diciamo che ero già interista (ride). Alla Domenica sportiva non si poteva mai dire per che squadra tifavi. Prima, negli anni Ottanta, giravano poster di me con pantaloncini e maglia dell’Inter».

 

Come no, quelli del Guerin Sportivo.

«Ce l’ho il poster, mi faccio ridere, bionda con i calzettoni le scarpe da calcio. Comunque ho anche una seconda e terza squadra».

 

marina perzy de sica

Quali?

«La Sampdoria, perché nell’anno dello scudetto con Vialli e Mancini andai a Genova con Gianni per condurre la festa, e poi il Napoli. L’azzurro c’è sempre».

 

La sua relazione con Walter Zenga, allora portiere dell’Inter, generò un putiferio. Come vi conosceste?

«Negli anni Ottanta avevo questa casa in centro a Milano, lo portò un amico giornalista, un pomeriggio. Io non ci pensavo neanche. Poi seppi che lui uscì dicendo: “Lei è la donna della mia vita”. Era guascone, simpatico, un po’ matto. A me i matti sono sempre piaciuti, quindi…».

 

Quanto è durata la storia?

«Non è tanto il tempo, ma l’intensità. Nel giro di pochi mesi abbiamo bruciato tutte le tappe, però io questa storia l’ho pagata un prezzo altissimo».

L’allontanamento dalla Rai con successiva riabilitazione…

«Tornai alla Domenica sportiva sei anni dopo. Maria Grazia Cutuli, su Epoca, mi fece una bellissima intervista».

 

Come andarono le cose, in realtà?

marina perzy

«In quegli anni, se una donna dello spettacolo aveva una storia con un calciatore, sembrava fosse un Ufo e quindi il direttore della Notte, Pietro Giorgianni, che ora è morto ma si comportò davvero da stronzo, fece partire lo scandalo. L’Inter sapeva della nostra storia. C’era il fermo partite di Pasqua. Un portiere della Nazionale aveva la febbre e Zenga sarebbe stato convocato per la prima volta. Non si trovava, era da me. Noi non facemmo nulla di male. La Notte era uscita a nove colonne dicendo che Walter Zenga aveva perso la Nazionale per colpa mia. Bastava chiamare l’Inter».

 

Ci fossero stati i cellulari… Zenga era sposato?

«Sì, con la prima moglie. Avevo una casa dove saremmo andati a vivere, lui arrivò al divorzio. Forse ci saremmo lasciati comunque, altre oggi avrebbero cavalcato l’onda. Fui convocata dall’Inter di Pellegrini, i giornali non mollavano, ci ho rimesso il lavoro, dopo si sono messe tutte con un calciatore».

 

Lo sente ancora?

«No, non ci siamo più sentiti, ma ne ho preso le difese anche perché so che ha avuto un’infanzia non facile».

marina perzy e roberto d agostino foto di bacco

 

Ebbe una storia anche con il campione del mondo di off-shore Stefano Casiraghi, che poi sposò Carolina di Monaco e morì nell’incidente con il catamarano nel 1990…

«Un signore, molto più grande, di testa, della sua età. Lo conobbi a Milano quando cercavo casa, aveva una società immobiliare. È uno di quelli che forse… Ma ero un po’ imprendibile. Era un protettivo, mi avrebbe sistemato, mi diceva: “Devi pensare a tuo figlio”. Ma avevo sempre la testa su Lavezzi (Mario Lavezzi, cantautore, ndr.). Le cazzate si fanno, tante volte ho pensato che, se avessimo proseguito, non sarebbe morto…».

 

marina perzy minà

Lei si maritò a 19 anni, nel 1974, con Roberto Perzy, allora calciatore della Primavera dell’Inter, da cui ha avuto il suo unico figlio. Dopo il divorzio ha più pensato al matrimonio?

«Lui, poi, si è risposato e ha fatto quattro figli. Non so se ho fatto bene o male, perché me l’hanno chiesto di sposarmi. L’ultimo rapporto è durato 14 anni, non è famoso, siamo amici. Ho fatto finire anche questo. Ho ancora l’ansia del vivere, ma mi rendo conto che la testa è quella lì, non ho pensato al tempo che passava, ma sempre al day by day… Sono ex pilota di rally, so guidare».

 

Spericolata?

«No, ma ho una guida sportiva, questo sì (ride). In macchina con me tutti mi dicono che si sentono sicuri. Sono gli altri che mi fanno paura, perché guidano male, non me».

marina perzy

 

Che auto ha?

«Bmw. Anni fa ho avuto anche la moto. Nell’anima sono rock».

 

Com’è il rapporto con suo figlio, Pier Roberto?

«Roby ha 48 anni, ora si è messo nel mercato immobiliare, ma è un creativo. È la mia famiglia, io e lui siamo la famiglia, non è che ne abbiamo altre. Quando facevo i poster avevo già questo bambino, l’ho cresciuto da sola, non mi hanno mai mantenuto, mai assegni dal padre».

 

(...)

 

marina perzymarina perzy

(...)

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)