big milik nainggolan

NAPOLI CHIAGNE E NAINGGOLAN FOTTE - IL NAPOLI SI LECCA LE FERITE: MILIK TORNERA’ IN CAMPO TRA SEI MESI, CROCIATO ROTTO E ADDIO SOGNI DI GLORIA - GIALLO-NAINGGOLAN: DICE NO ALLA NAZIONALE, MA GIOCA UN’AMICHEVOLE E ORA RISCHIA UNO STOP

Angelo Rossi per “Il Giornale

 

INFORTUNIO MILIKINFORTUNIO MILIK

L' incontro con il più grande della storia ha scalfito la tristezza del volto di Arkadiusz Milik. È stato Diego Maradona a regalare l' unico sorriso di giornata al centravanti polacco, sbarcato in Italia ieri proveniente da Varsavia. Nei piani originali avrebbe dovuto continuare in auto per Napoli, lo attendeva invece il pit-stop a Villa Stuart, la tappa romana che ogni calciatore vorrebbe sempre evitare.

 

Prima di recarsi dal professor Mariani, sottoporsi a nuova Tac e sentirsi dire quanto gli avevano già anticipato sabato sera i medici della propria Nazionale, Milik ha incrociato Maradona, nella capitale per incontrare papa Francesco e prendere parte alla gara della pace. Il passato e il presente del Napoli immortalati in un selfie, l' uomo che ha scritto la storia e quello che stava provando con i gol a scacciare il fantasma ingombrante di Higuain.

INFORTUNIO MILIK MARADONAINFORTUNIO MILIK MARADONA

 

Aveva iniziato bene, prima del maledetto infortunio dell' altra sera, un eccesso di generosità, un fallo del quale poteva fare a meno, un crack che fa male a lui e al Napoli.

Le parole di Diego un incoraggiante anestetico prima del viaggio a Villa Stuart: conferma della rottura totale del legamento crociato anteriore sinistro. Verrà operato questa mattina, tempi di recupero previsti intorno ai sei mesi, lo rivedremo in campo forse a primavera. Il campione argentino gli ha parlato della sua Napoli, degli scudetti e delle Coppe, della passione di una tifoseria rimasta incontaminata. Lo ha spronato a non mollare, a rientrare in fretta, magari accorciando i tempi, lui che è così alto e forte fisicamente.

 

INFORTUNIO MILIK 2INFORTUNIO MILIK 2

Una cosa che nessuno immaginava e che ha fatto imbestialire De Laurentiis, assertore convinto della teoria secondo cui i club di appartenenza andrebbero risarciti profumatamente in casi così disgraziati. Un ko che ha tolto il sonno a Sarri, adesso alle prese con un problema enorme: ridisegnare una nuova squadra, ritoccandola negli schemi e negli uomini. Da subito, perché tra cinque giorni è di nuovo campionato, poi di nuovo Champions. Senza l' Arcangelo Milik e con la Roma vogliosa di scippare il secondo posto ma con il fastidioso grattacapo Nainggolan da risolvere.

MILIK E HAMSIKMILIK E HAMSIK

 

Il belga ha rifiutato la convocazione con il Belgio lamentando un infortunio ma ha giocato l' amichevole contro la Primavera. Le norme Fifa sono chiare: chi salta la Nazionale non può scendere in campo prima di cinque giorni. Questa sera c' è Belgio-Gibilterra e sabato, allo scadere del quinto giorno, il big-match del San Paolo. Facendo due conti da opportunisti, meglio lasciar perdere e non rischiare la squalifica.

 

NAINGGOLANNAINGGOLAN

Ma è roba di una giornata, per il Napoli il doloroso contrattempo andrà avanti per tutto l' inverno. Con l' ovvia esigenza di dover ritornare sul mercato a gennaio: ora sono tesserabili (ma non per la Champions) soltanto gli svincolati. Tutti depennati dalla lista (Klose è stato l' unico nome sul quale s' è tentennato) dopo un primo summit tra presidente, tecnico e ds Giuntoli. Si andrà avanti con Gabbiadini che vede piovere dal cielo la grande chance della carriera. Facendo un pensierino agli esperimenti fatti in ritiro con il finto nueve. Ma era estate e quello è un altro calcio.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…