adriano panatta anna bonamigo

“PRIMA DI SPOSARE ANNA PASSA UNA COPPIA DI GIOVANI SPOSINI, LEI STUPENDA, ARIA MEDIORIENTALE. FAMO A CAMBIO? HO CHIESTO AL MARITO…” – ADRIANO PANATTA RACCONTA L’AMORE CON L’AVVOCATO ANNA BONAMIGO – LEI: "HA INIZIATO A CORTEGGIARMI. POI MI HA CONFESSATO CHE AVEVA CAPITO MALE LA MIA ETÀ. ERO TITUBANTE. IL PASSATO SPORTIVO, LA FAMA DA SCIUPAFEMMINE”. ADRIANO: “MA DE CHE?!...” – POI RIVELA CHE LUI FA LE FACCE ANCHE SUL CAMPO DI PADEL: “ORA CAPISCO COSA HA PASSATO IL POVERO PAOLO BERTOLUCCI IN DOPPIO” - E SULLA POLITICA (CHE LI DIVIDE)...

Gaia Piccardi per il “Corriere della Sera”

 

ADRIANO PANATTA ANNA BONAMIGO 41

Anna si fa di colpo seria e appassionata come tutte le donne che ci tengono a tracciare con precisione i contorni di un grande amore, smette di scherzare (è simpatica), posa il caffè e dice: «Ci siamo risposati da molto adulti, ciascuno dopo un primo divorzio. Lui a 70 anni suonati, io qualcuno in meno. Non abbiamo mai smesso di credere nell'istituzione matrimonio, avevamo ancora voglia di sentirci una famiglia. Il nostro è un amore maturo ma allegro, continuiamo a stupirci ogni giorno». Adriano riemerge da una nuvola di fumo e fa Adriano, scanzonato e ironico da quando mandava ai matti Bjorn Borg sulla terra rossa di Parigi: «Storia meravigliosa ma di chi parli, amore mio?».

 

ADRIANO PANATTA ANNA BONAMIGO 4

Anna Bonamigo e Adriano Panatta, lei avvocato (civilista), lui eterno ragazzo col ciuffo, la coppia più bella di Treviso dove lui, romano di Roma, si è trasferito per passione. Sposati il 10 ottobre 2020 a Ca' Farsetti, Venezia, dall'amico comune ed ex magistrato Carlo Nordio, conoscenti da sempre, ritrovati a Capri nell'estate 2013, quando Anna ballava scalza con Peppino (di Capri) e Adriano stava incollato al divano, fedele alla (personale) regola di vita: «L'uomo non dà la manina per strada, non canta e non balla». Perché no? «Hai mai visto Robert Mitchum cantare o ballare?».

 

Anna, come è cominciata?

«Me lo ricordavo rigido, a Capri quell'anno lo trovo ammorbidito ma non succede nulla. Torno a Treviso, mi chiama: devo organizzare lì una cosa di tennis, mi prendi appuntamento col sindaco? Lo accolgo, lo porto in giro, chiacchieriamo. Iniziamo a sentirci. Un giorno, rivedendolo, mi accorgo che gli si è acceso l'occhietto».

Adriano: «Non mi risulta».

Anna: «Inizia a corteggiarmi. Poi mi ha confessato che aveva capito male la mia età!».

Adriano: «Ma non è vero!».

 

Nessuna esitazione a infilarsi in una storia con l'Adriano nazionale, eroe di Davis?

ADRIANO PANATTA ANNA BONAMIGO 1

«Mille dubbi! Ero titubante. Il passato sportivo, la fama da sciupafemmine». Adriano: «Ma de che?!». Anna: «Mi ero separata dopo 23 anni di matrimonio, però speravo ancora nell'amore. Infatti è nato un sentimento fortissimo. Dopo qualche mese, Adriano mi chiama: vengo a vivere da te a Treviso».

Una scelta netta.

«Dopo una vita raminga, io credo che con me a Treviso Adriano abbia trovato una casa, una stabilità, una normalità che gli mancava. Il cinema e la pizza, in bici sul fiume, cose che non aveva mai fatto».

 

E poi l'investimento sulla città: l'ex Sporting Club Zambon rilevato a un'asta e trasformato nell'Adriano Panatta Racquet Club.

Adriano: «Un progetto a cui ha subito partecipato il mio caro amico Philippe Donnet, Ceo del Gruppo Generali e mio testimone di nozze. Tutti i trevigiani, inclusa Anna, hanno iniziato a giocare a tennis qui. Abbiamo ridato vita a questo spazio, riqualificato la zona, riportato la gente allo sport dopo la pandemia».

 

Ha ancora voglia di andare in campo a insegnare dritto e rovescio, Adriano?

ADRIANO PANATTA ANNA BONAMIGO

«Solo con i ragazzini, gli adulti mi annoiano. La scuola è in mano a mio cugino, tradizionalista come me: dire che non insegniamo il rovescio a due mani è eccessivo però di certo qui le rotazioni esasperate non sono benvenute».

 

La proposta di nozze è stata tradizionale come il bel rovescio di Panatta, Anna?

«Un biglietto che accompagnava un mazzo di rose il 29 gennaio, giorno del mio compleanno: auguri, amore, vuoi sposarmi? Post scriptum: solo se te la senti, eh».

Adriano: «Mica mi sono messo in ginocchio con l'anello!».

Anna: «Poi hai fatto anche quello».

 

Com' è Adriano, quando non fa Panatta?

«Sensibile, generoso. Vero. Mai uno sgarbo. Non è il tipo che ti tiene aperta la portiera, quando andiamo in giro insieme lui avanza ad ampie falcate e a me tocca inseguirlo sul tacco 12 ma è come se mi aprisse la strada: va avanti e controlla. Il suo più grande pregio è che è presente. Nessun gesto eclatante, ma c'è».

 

Il suo passato di campione lo rende un compagno impegnativo?

ANNA BONAMIGO ADRIANO PANATTA

«Eh, un po' sì. Gli impegni, gli inviti, la riconoscibilità. Ha momenti in cui si estranea e io faccio fatica a capire. Ma so come prenderlo: quando ha bisogno di stare solo, gli lascio i suoi spazi. Poi, passato il silenzio, torna. Ed è di nuovo simpaticissimo».

 

Adriano: «Sono fatto a modo mio, a volte mi do fastidio da solo. Sai che c'è? A me le lunghe conversazioni sullo stesso argomento mi stufano. Ho molto rispetto per la libertà degli altri, ogni tanto ho bisogno di godere della mia».

 

Davvero non ha mai cantato in presenza di una donna?

Anna: «Sì che ha cantato! Una volta, in auto da Roma a Treviso, abbiamo ripassato a squarciagola tutto il repertorio di Battisti».

 

Adriano: «Infatti volevo lasciarti giù a Roncobilaccio».

 

Le famose facce di Adriano, celebrate anche dal documentario di Procacci sulla Davis del '76, «Una Squadra».

ANNA BONAMIGO ADRIANO PANATTA

«Uh, non ne parliamo. Quando giochiamo a padel, oltre alle facce, mi ruba tutte le palle. Ora capisco cosa ha passato il povero Paolo Bertolucci in doppio».

 

Torniamo al matrimonio. Ho la sensazione sia stato un giorno speciale, Adriano.

«Lo è stato. Per la prima volta in vita mia sono riuscito a riunire nella stessa stanza i miei tre figli, i miei due nipoti e i miei due fratelli. Magico. Peccato per quell'usanza barbara imposta da Anna la sera prima».

Cioè?

«Case separate, lo sposo non deve vedere la sposa, cose medioevali, maddai!».

Anna: «Ci tenevo!».

Adriano: «Non ti ho raccontato una cosa buffa. Fumavo fuori da Ca' Farsetti, aspettandoti. Passa una coppia di giovani sposini, lei stupenda, aria mediorientale. Famo a cambio? ho chiesto al marito. Abbiamo riso come scemi. Poi sei arrivata tu, bellissima. E ho capitolato».

 

Si è commosso, Anna?

«Aveva l'occhio lucido ma si è tenuto».

adriano panatta anna bonamigo foto di bacco

Adriano:

«Altra regola: l'uomo vero piange molto, ma sempre da solo».

 

Per cosa si litiga a casa Panatta-Bonamigo? Anna ha avuto una breve militanza politica a Treviso nel centrodestra, Nordio mentore; Adriano è noto sinistrorso. La politica vi divide?

Anna: «Fu una campagna di servizio, una parentesi interrotta dalla scomparsa improvvisa di mio padre, che mi spinse a prendere in mano lo studio. Le affinità politiche tra me e Adriano non mancano, magari le idee le esprimiamo in modo diverso ma spesso ci ritroviamo a dire le stesse cose».

Adriano: «Io sono da sempre liberale e progressista, anticomunista e antifascista nella stessa identica maniera. Alla mia età, dopo averla frequentata all'opposizione a Roma con Rutelli, alla politica credo poco. Scelgo le persone, non i partiti».

E se Anna volesse tornare alla politica attiva?

adriano panatta e Anna (detta Boba) Bonamigo - foto di bacco

«Serve troppo pelo sullo stomaco, né lei né io siamo persone così. La sconsiglierei vivamente. Per amore, solo per amore».

BERTOLUCCI PANATTAAdriano panattapanatta bertoluccipanatta bertoucci pietrangelipanattapanatta belardinellivilas panatta borg connors

Ultimi Dagoreport

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…