LA PRIMA SQUADRA DI CALCIO CON IL NOME “LONDRA”? L'HANNO CREATA SUI SOCIAL DUE ITALIANI: GREGORIO DESARIO, 22 ANNI, E LORENZO COPPELLO. DA ANNI VIVONO A LONDRA E HANNO FONDATO IL LONDON ALBION CITY – “GIOCHIAMO AL VALE FARM, A FIANCO DI WEMBLEY E PUNTIAMO AI PROFESSIONISTI, ENTRO 10 ANNI. RICCARDO SILVA, FONDATORE ED EX AD DI MILAN CHANNEL, CI SUPPORTA. PER LA PRIMA DI CAMPIONATO AVREMO ANCHE IL NOSTRO SPONSOR – “AI PROVINI SI SONO PRESENTATI IN 800, ABBIAMO ANCHE UNO “STRANIERO”, UN BRASILIANO. NON PARLA UNA PAROLA DI INGLESE. SI CHIAMA MARQUINOS, IL NOSTRO PICCOLO NEYMAR. COACH RAFA È IL NOSTRO ALLENATORE, HA 25 ANNI, IL SUO RIFERIMENTO È GUARDIOLA…” - VIDEO

 

Domenico Calcagno per corriere.it - Estratti

london albion city

 

Giocano al Vale Farm, praticamente di fianco a Wembley, la cattedrale del calcio d’Inghilterra, si chiamano London, Londra, e sono impegnati a fare la rivoluzione. Sono più di 70 mila e li guidano due ragazzi italiani, Gregorio Desario, romano, e Lorenzo Coppello, genovese, che da anni vivono a Londra dove hanno concluso gli studi con un master in International Business.

 

Nel maggio scorso Gregorio e Lorenzo hanno deciso di fondare una squadra di calcio, della quale sono copresidenti e cofondatori, di chiamarla London Albion City perché delle tredici squadre professionistiche della capitale inglese nessuna porta il nome della città ma ognuna rappresenta un quartiere (Arsenal, Chelsea, Tottenham, Fulham… ), e di cominciare a giocare in settima divisione con la volontà di salire il più in fretta possibile.

gregorio desario 2

 

Perché gli obiettivi ci sono e sono ambiziosi: giocare vicino al Vale Farm, sul prato di Wembley, il più sacro d’Inghilterra, i playoff della Vasa Football Association, torneo riservato alle squadre di quinta e sesta divisione e di arrampicarsi fino alla quarta, la prima serie professionistica.

 

Complimenti per l’operazione, ma chi ve lo ha fatto fare?

«Il calcio è sempre stata la mia passione, e anche qualcosa di più — spiega Gregorio, soprannome Rio, che oltre a essere copresidente e cofondatore fa anche il difensore centrale —. Ho 22 anni e sono arrivato a Londra quando ne avevo la metà. Ho giocato a calcio, fatto stage, provini e sono arrivato alle giovanili di club professionistici: Watford, Wimbledon e Charlton, poi, purtroppo, è arrivato anche il Covid e si è complicato tutto».

 

(…) E la scelta alla fine è stata quella di fondare la prima squadra che si chiama London. Come è andata?

«È semplice. Io ero infortunato, come il mio amico Lorenzo. Ci vedevamo, discutevamo e l’idea ha preso forma».

 

Ma mettere su una quadra dal nulla in un mese non è proprio un esercizio semplicissimo.

«Beh, non siamo solo la prima squadra che si chiama London, siamo anche il primo club fondato sui social. Lorenzo è bravissimo, ha sempre lavorato con Internet e così siamo partiti. Tutti possono giocare con noi o tifare per noi, basta che ci contattino sul web. Noi organizziamo provini, valutiamo e siamo sempre aperti: se qualcuno cerca una rivincita nel calcio noi ci siamo».

maglia del london albion city

 

(…) Racconti i primi provini.

«Si sono presentate 800 persone, alla fine abbiamo scelto 44 giocatori. Alcuni hanno un passato tra i professionisti, hanno giocato nelle giovanili delle grandi squadre di Londra, qualcuno ha anche avuto esperienze nelle nazionali giovanili. È una squadra di londinesi arrivati qui un po’ da tutto il mondo. Abbiamo anche uno “straniero”, è un brasiliano. Non parla una parola di inglese e per spiegarci usiamo il traduttore di Google.

 

È salito su un aereo per venire a giocare con noi, lo abbiamo preso. Si chiama Marquinos, esterno d’attacco, il nostro piccolo Neymar. Coach Rafa è il nostro allenatore, ha 25 anni e 300 mila follower sulle varie piattaforme. Ha lavorato con il Lewes Fc, club di professionisti. Il suo riferimento è Guardiola, il suo desiderio portare il tiki-taka nelle serie minori inglesi».

 

(…) Sulla maglia avete la cartina della metropolitana.

«Vero e anche la maglia è opera di un italiano. È bianca con le maniche blu e i bordi dorati. Avevamo bisogno di un’immagine, un simbolo che ci collegasse immediatamente con Londra. La regina Elisabetta, purtroppo, se ne è andata, il Big Ben non ce lo avrebbero lasciato usare e allora abbiamo messo la metro con tutte le sue linee colorate. Il logo è un cerchio con il bordo blu nel quale c’è scritto London Albion City Football Club, all’interno la croce di San Giorgio, una nave e un leone».

 

maglia del london albion city 1.webp

Il web ha fatto la differenza, ma c’è chi vi ha dato una mano a far crescere la vostra idea?

«Riccardo Botticella, ex calciatore, è stato il primo a credere in noi, è nostro partner, e anche Riccardo Silva, fondatore ed ex ad di Milan Channel, ci supporta. Per la prima di campionato avremo anche il nostro sponsor».

 

La prima di campionato è oggi.

«Il primo passo ufficiale, sarà una giornata speciale. Abbiamo fondato e fatto vivere questo club. Una specie di miracolo che, senza social, sarebbe stato molto più difficile e complicato realizzare. Abbiamo costruito una casa dove tutti possono entrare. Sulle varie piattaforme, ci seguono 70 mila persone. E siamo in crescita.

 

gregorio desario 3

Ogni giorno postiamo interviste, allenamenti e teniamo i contatti con chi ci segue. Ora cominciamo a giocare sul serio, cominciamo a inseguire gli obiettivi sportivi. Siamo pronti a correre la maratona, non una gara di sprint: in cinque anni speriamo di arrivare ai playoff della Vasa Football Association, in dieci vogliamo giocare con i professionisti. (…)

 

Ma le divisioni minori sono seguite in Inghilterra? In fondo è il Paese della Premier, il miglior campionato del mondo.

«In Inghilterra sta nascendo un fenomeno nuovo. La Premier è diventata troppo cara per le persone normali e allo stadio ci sono quasi più turisti che tifosi. Tanti, allora, hanno deciso di seguire le squadre del quartiere dove vivono: se devo dare dei soldi — è il ragionamento —, preferisco darli al club della mia zona, nella quale giocano persone che conosco e tifare insieme agli amici. È abbastanza comune aiutare la tua comunità, fa parte della cultura inglese. Noi non siamo espressione di un solo quartiere, rappresentiamo tutta Londra, chi vuole può venire alle nostre partite ma grazie al web tutti possono raggiungerci, seguirci, stare con noi». (…)

GREGORIO DESARIO E LORENZO COPPELLO.gregorio desario 4GREGORIO DESARIO

gregorio desario 4maglia del london albion city 2.webpstemma del london albion city gregorio desario 1

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