paltrinieri fiamingo

“ROSSELLA FIAMINGO? MAI PROVATO PRIMA UN AMORE COSÌ” – GREGORIO PALTRINIERI, "IL MARATONETA" DEL NUOTO, RACCONTA LA STORIA NATA AI GIOCHI DI TOKYO CON LA SPADISTA - "LO SPORT CI SEPARA, PURTROPPO. IL MATRIMONIO? E’ PRESTO" - L’INIZIO A RANA, LA CRESCITA CHE L’HA COSTRETTO A PASSARE ALLO STILE LIBERO, LE MEDUSE, L’INCAPACITÀ DI GODERSI LE VITTORIE (“CERCO SEMPRE IL PELO NELL'UOVO. ALLE OLIMPIADI DEL 2016 HO VINTO MA SENZA RECORD DEL MONDO. HO TRASCORSO GIORNI A RIMPROVERARMELO”), SOFIA GOGGIA (“MI SONO RIVISTO IN LEI”) E L’AMICIZIA CON TAMBERI… - VIDEO

 

Gaia Piccardi per il “Corriere della Sera”

 

paltrinieri fiamingo

È nato rana e diventato uomo seguendo l'evoluzione della specie, letteralmente: «A dieci anni, da ranista, ero molto forte. Poi ho dovuto abbandonarla per decisione non mia: in un'estate sono cresciuto tutto d'un botto, non ho più trovato la coordinazione e il sincronismo tra braccia e gambe. Mi sono rifugiato nello stile libero e ho scoperto una straordinaria acquaticità».

 

Gregorio Paltrinieri, 27 anni, anima lunga, spalle larghe, testa pensante e baffetti provvisori («Alla prima gara, mi rado: l'aerodinamicità per un nuotatore è tutto»), fuoriclasse del cloro e del sale, raro esemplare di bipede senza branchie capace di completare con disinvoltura la transizione dalla piscina alle acque libere, in una vita precedente doveva essere pesce. Per forza.

 

Carpa, spada o rana pescatrice Gregorio?

«Mah, va bene anche alga o medusa. La realtà è che io, lontano dall'acqua dolce o salata, reggo davvero poco. Anche quando l'allenamento per le gare diventa noioso, faticoso e ripetitivo (cinque ore al giorno, sei giorni su sette, significa oltre 100 chilometri nuotati alla settimana), dopo un po' l'elemento fluido mi manca. Cerco l'acqua, spinto da un misto di nostalgia e desiderio di agonismo, anche in montagna».

 

Cos' è l'acqua per lei?

paltrinieri fiamingo

«Abbraccio, coccola, emozione: tutto. L'acqua è vita. È quello per cui ho sempre lavorato, è il senso delle mie giornate da quando avevo dodici anni, è il mezzo attraverso cui pormi degli obiettivi. In breve, è sentirmi a posto con me stesso: se me la togli, mi privi della mia essenza. Come un pesce spiaggiato che boccheggia, ha presente? È come se le mie sensazioni in acqua venissero amplificate: provo gioie e dolori incredibili, di cui ormai non mi stupisco più. In acqua, per me, diventa tutto normale».

 

Qual è il suo primo ricordo in costume da bagno?

«Ho tre mesi, sono nella piscina di Novellara gestita da papà. Ho pochissimi ricordi, data l'età, ma conservo ancora le foto del corso di acquaticità a cui mi iscrissero i miei genitori. Nel primo ricordo vero ho la prima medaglia al collo: un 25 metri a rana, bronzo. Ho sei anni».

 

Seriamente: lei crede alla reincarnazione?

PALTRINIERI FIAMINGO

«Mi piacerebbe: il concetto di reincarnazione mi ispira un sacco. Da piccolo ero appassionato anche di altri sport, ma poi tornavo sempre al nuoto. Sono certo che non in tutte le situazioni terrestri saprei cosa fare e mi sentirei a mio agio: a volte ho paura di sbagliare, come tutti, di comportarmi in modo non adeguato.

 

In acqua, invece, in ogni circostanza in cui mi metti me la cavo: la soluzione la trovo sempre. L'altro giorno sono andato a Ostia per allenarmi in mare. Arrivo in spiaggia con il mio coach e trovo dei cavalloni giganti: burrasca totale. Allenamento rinviato, naturalmente, ma io ho immaginato di buttarmi dentro, e all'idea mi sentivo in pace. Il mare è un elemento che conosco».

 

Così bene da non temerlo?

«Mai avute preoccupazioni. E sì che ne ho passate tante: ho attraversato alghe e meduse, mi pizzicavano in faccia, mi si incastravano nel costume, s' infilavano dappertutto... A Grosseto e Abu Dhabi era pieno. Mi fa schifo, magari. Paura mai».

 

E l'idea dello squalo che compare dagli abissi più profondi, tipo nel film?

«Oddio, quella proprio no! Mi butto e via, non ci penso più. Anche in Australia, dove di squali è pieno e ci sono i cartelli che ti avvertono: se fai il bagno e vieni mangiato, la responsabilità è tua».

 

Cosa si pensa durante una gara di 10 chilometri che dura quasi due ore?

FIAMINGO PALTRINIERI 16

«Alla strategia, agli avversari, alle meduse. Guai prendersi vacanze mentali dalla competizione, è severamente vietato. Resto vigile, passo il tempo nuotando e disinnescando i rivali».

 

Tutto questo furore agonistico basculante nasce dalle sfide sportive da piccolino con papà Luca, tra Carpi e la casa di famiglia vicino a Sarzana?

«La miccia si è innescata proprio così. O forse quella era già una conseguenza del mio essere nato competitivo, chi lo sa. La certezza è che sfidavo papà a qualsiasi attività e gioco, desideravo fortissimamente batterlo e lui non me lo permetteva: tornavo a casa piagnucolando dalla mamma ma mai una volta in vita sua mio padre ha lasciato apposta che lo battessi per farmi piacere. Se non lo meritavo, non vincevo. Un grande insegnamento di vita».

 

E quando quel giorno è arrivato?

paltrinieri fiamingo 13

«In vacanza in Sicilia, gara di nuoto in piscina sui 25 metri. Ricordo una gioia incredibile». Ha mai rinunciato a una sfida? «Non lo farei mai. Se ti tiri indietro una volta, è finita».

 

Il successo, per esempio un meraviglioso oro nei 1.500 ai Giochi di Rio de Janeiro 2016, riesce a goderselo, Gregorio?

«Non mi sono mai veramente goduto una vittoria. Mai. Me lo impedisce come sono fatto: cerco sempre il pelo nell'uovo, vorrei di più, sento subito questa malinconia che mi proietta verso la prossima sfida. Passo più tempo a cercare l'errore che a far festa. In Brasile, ad esempio: ho vinto ma senza record del mondo. Ho trascorso giorni a rimproverarmelo. L'euforia pura è durata sì e no cinque secondi: quando ho toccato la piastra e ho visto che ero primo. Stop».

 

Quella malinconia di fondo, di cosa sa?

«Da bambino, nel mio immaginario chi vinceva un'Olimpiade era un supereroe. Quando poi mi sono ritrovato in quella situazione, mi sono reso conto che ero rimasto un ragazzo come tutti. Altro che superpoteri. Non è vincere che mi fa stare bene, perché non mi sento mai appagato: è lavorare tutti i giorni per un sogno».

 

Però si sente innamorato di una brava schermitrice. Ha voglia di parlarne?

ROSSELLA FIAMINGO E GREGORIO PALTRINIERI

«Con Rossella Fiamingo sto vivendo una storia molto bella. Per me, è amore. Ci siamo conosciuti anni fa e ritrovati, all'evento di uno sponsor, prima dell'Olimpiade in Giappone.

 

A Tokyo ci siamo avvicinati moltissimo, ore e ore a parlare, una cosa stranissima per me, che prima delle gare mi ritiro nel mio spazio e spiccico pochissime parole. In quel contesto, invece, stare con Ross mi faceva bene. Lì mi si è accesa la lampadina. Oh-oh, sta succedendo qualcosa... Dopo Tokyo sentivo di voler ancora stare con lei. Siamo partiti per le vacanze nella sua Sicilia e zac».

 

Zac nel senso che non vi siete più lasciati?

«Lo sport ci separa, purtroppo. Cerchiamo di vederci il più possibile: io di sicuro sono in una fase in cui tutto quello che voglio è lei. Vorrei fare tutto con Rossella: con le ragazze precedenti non mi era mai capitato».

 

Cosa le è piaciuto di Rossella?

TOKYO 2020 - GREGORIO PALTRINIERI BRONZO NELLA 10KM

«La sua sensibilità: è dolcissima. Si emoziona per ogni cosa, mi sa ascoltare, mi capisce al volo e prova tutte le sensazioni al massimo. Ha tre anni in più di me, ma non pesano. Il matrimonio? Ma no, è presto: tutti e due abbiamo mille obiettivi da raggiungere».

 

Che ci facevate la notte di Capodanno in canoa in mezzo al golfo di Napoli?

«Una pazzia! L'idea romantica era vedere i fuochi d'artificio dal mare. L'ho convinta a indossare la mia muta da fondo, faceva un freddo bestia. Siamo a tre chilometri dalla costa, senza una luce, i fuochi sono pazzeschi; poi succede l'imprevedibile. A mezzanotte e mezzo cala una nebbia densissima, mai vista a Napoli! In più, c'è il fumo dei fuochi che peggiora la situazione.

 

Ci abbiamo messo due ore a rientrare, sbattendo contro barche ormeggiate che non vedevamo: avevamo perso il senso dell'orientamento. Per me una situazione eccitante, per lei no. Ha ricominciato a parlarmi dopo un paio di giorni...».

 

Sofia Goggia che a Pechino agguanta l'argento nella libera ventitrè giorni dopo l'infortunio le ha ricordato un certo Paltrinieri che a Tokyo conquista l'argento negli 800 e il bronzo nella 10 km dopo aver avuto la mononucleosi?

TOKYO 2020 - GREGORIO PALTRINIERI BRONZO NELLA 10KM

«In Sofia mi sono rivisto in pieno. L'avvicinamento a Tokyo è stato un periodo difficilissimo da gestire, tra alti e bassi e la malattia».

 

Quando tutto sembra perduto, in quali meandri di sé si vanno a reperire le energie per non lasciarsi sfuggire un evento inseguito per quattro lunghi anni?

«Nei meandri dell'incoscienza, dove sennò? Ti chiedi: perché proprio a me? Ero nella forma della vita, non mi ero mai allenato tanto. E prima dell'Olimpiade mi ritrovo completamente fermo per tre settimane per colpa della mononucleosi. Pensavo davvero di non meritarmelo.

 

GREGORIO PALTRINIERI

Da solo ti fissi solo su cose negative, da solo non ce l'avrei mai fatta. Le persone vicino a me mi dicevano: Greg, anche se arrivi a Tokyo al 50% delle tue potenzialità, sei sempre il più forte. Non era vero, naturalmente, ma quando i dottori mi consigliavano di non partire io ho scelto di crederci. Fisicamente, né io né Sofia eravamo lontanamente al top della forma: decisivo è l'approccio mentale. La testa può tutto. E io mentalmente non sono mai stato così forte come in Giappone l'estate scorsa».

 

Il piano di battaglia per Parigi 2024 è lo stesso? 800 e 1500 in piscina e 10 km nella Senna?

«Sì. Voglio fare le tre gare. A maggior ragione dopo Tokyo, dove non ero io».

 

gregorio paltrinieri

L'amicizia con Gimbo Tamberi, oro nel salto in alto dopo essersi rotto il tendine della caviglia alla vigilia di Rio 2016, è vera o c'è un po' di marketing?

«Verissima! A Rio venne a tifare per me in piscina con il gesso e le guance rigate di lacrime. Ci siamo parlati ed è scattato qualcosa. Lui è molto più esuberante di me, il suo animo è prorompente però siamo molto più simili di quello che può sembrare. Gimbo era stato derubato dei Giochi 2016, si è ripreso tutto con gli interessi cinque anni dopo. Fighissimo. Come si fa a non diventare amico di un tipo così?».

gregorio paltrinieripaltrinierigregorio paltrinieri#ItaliaConVoi paltrinierigregorio paltrinieripellegrini paltrinierigregorio paltrinieriPALTRINIERIpaltrinierimorini paltrinieri dettiMONSIGNOR CAVINA E GREGORIO PALTRINIERIpaltrinierila copertina del libro di gregorio paltrinieriorietta berti paltrinierigregorio paltrinieri da piccologregorio paltrinieri 4gregorio paltrinieri 3gregorio paltrinieri 2GREGORIO PALTRINIERI ALL ENERGY FOR SWIMpaltrinieri 33gregorio paltrinieri

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...