gianni infantino donald trump

“BISOGNA INDAGARE SUL RUOLO DI INFANTINO” - IL CASO BALOGUN, IL CALCIATORE USA ESPULSO A CUI E’ STATA SOSPESA LA SQUALIFICA DOPO LA TELEFONATA DI TRUMP, ARRIVA AL PARLAMENTO EUROPEO: A BRUXELLES PARTE LA RACCOLTA FIRME DI 30 EURODEPUTATI PER CAPIRE QUALE SIA STATO IL RUOLO DEL PRESIDENTE FIFA - L'UEFA DEL GRANDE NEMICO CEFERIN E LE FEDERAZIONI EUROPEE, STANCHE DELLO STRAPOTERE DI ARABIA SAUDITA, QATAR, MAROCCO E USA E DELLA SMACCATA SOVRAPPOSIZIONE TRA CALCIO E POLITICA, SI PREPARANO A IMPEDIRE LA RIELEZIONE DEL NUMERO 1 DELLA FIFA...

Gennaro Scala per il "Corriere della Sera" - Estratti

 

infantino trump

Bruxelles alza la pressione sulla Fifa. Cinquanta eurodeputati hanno firmato una petizione per chiedere un’indagine indipendente sul presidente Gianni Infantino finito al centro delle polemiche dopo la revoca della squalifica dell’attaccante Usa Balogun.

 

Il giocatore, espulso nella precedente gara, è stato infatti riammesso in campo per l’ottavo di finale contro il Belgio, una decisione che ha scatenato forti contestazioni.

 

Secondo i firmatari della lettera, occorre verificare se sulla scelta abbiano pesato indebite pressioni esercitate dal presidente Donald Trump. L’iniziativa è stata promossa dagli eurodeputati Barry Andrews, Lara Wolters e Niels Fuglsang, che hanno invitato i colleghi a sottoscrivere una missiva indirizzata alle 27 federazioni calcistiche dell’Unione europea.

TRUMP INFANTINO 2

 

L’obiettivo è spingere le Federazioni, in qualità di affiliate alla Fifa, a chiedere formalmente chiarimenti sul processo decisionale che ha portato all’annullamento della squalifica e sull’eventuale coinvolgimento diretto di Infantino.

 

 

EFFETTO TRUMP SUL MONDIALE L'EUROPA SQUALIFICA INFANTINO

Stefano Scacchi per la Stampa - Estratti

 

Una decisione talmente scandalosa da mettere a rischio una rielezione quasi sicura. È lo scenario politico che si apre nel calcio internazionale in vista delle elezioni della Fifa in programma a marzo 2027.

 

Fino a due giorni fa nessuno avrebbe potuto mettere in dubbio la sicurezza della fumata bianca per il terzo e ultimo mandato di Gianni Infantino, a capo della Fifa dal 2016. Ma l'ondata di indignazione planetaria, che ha accompagnato l'ingiustificabile cancellazione della squalifica dell'attaccante statunitense Folarin Balogun prima dell'ottavo mondiale col Belgio, ha modificato le certezze.

meme balogun

 

La base di partenza di questo possibile ribaltamento è il durissimo comunicato della Uefa di lunedì contro la grazia concessa dalla Fifa al di fuori di ogni regola, cedendo alle pressioni del presidente Usa Donald Trump.

 

La netta presa di posizione di Nyon si è trasformata ieri mattina nei primi contatti informali tra i rappresentanti di molte Federazioni europee per dare seguito alle critiche. Una frase in particolare della nota ufficiale torna in questi discorsi: «È stata superata una linea rossa».

 

La consapevolezza di essere andati oltre un punto di non ritorno ha convinto molti dirigenti della necessità di organizzare un confronto tra tutte le Confederazioni per imprimere un cambio nella direzione presa dalla Fifa.

 

Ovviamente la più inferocita è la Federazione belga, coinvolta direttamente dalla squalifica cancellata a Balogun. Sono increduli anche i vertici di Francia, Norvegia, Germania, Spagna, Olanda, Irlanda e del blocco britannico. Perplessi diversi Paesi balcanici: Croazia, Albania e Serbia. Le parole di Giovanni Malagò dimostrano che anche la Figc disapprova il metodo seguito da Infantino.

 

INFANTINO TRUMP EQUIPE

Le Federazioni europee, critiche verso il presidente della Fifa, pensano che non sia più tollerabile la smaccata sovrapposizione tra calcio e politica tipica della gestione del successore di Sepp Blatter. Quello che appare clamoroso è il cedimento a richieste evidenti di governi nazionali, come successo di fronte alla volontà di Trump di perdonare senza una base normativa Balogun (senza dimenticare il grottesco premio Fifa per la pace concesso al presidente Usa). È solo l'ennesima tappa degli ultimi anni di gestione della Fifa.

 

Ci sono Stati che ormai hanno un notevole peso sulla Fifa: Arabia Saudita, Qatar, Marocco e Stati Uniti su tutti. Il Mondiale a Doha, che ha costretto a modificare il calendario abituale in mezzo ad appelli inascoltati per il rispetto dei diritti umani, è stato il primo passo.

 

infantino ceferin

 

(...) Secondo indiscrezioni, ci sarebbero crescenti opposizioni a Infantino in Sud America, Africa e Asia. Ma il consenso per il presidente della Fifa resta saldo in queste aree perché la sua politica di allargamento del Mondiale a 48 squadre ha premiato tante nazionali che non avevano mai partecipato alla competizione più importante. La sua base elettorale resta molto significativa. Ma lo scandalo Balogun ha aperto una breccia che potrebbe produrre conseguenze fino a poco fa inimmaginabili. Di sicuro il 18 marzo a Rabat andrà molto diversamente rispetto all'acclamazione generale dell'ultima conferma al potere nel 2023.

 

 

 

 

gianni infantino

TRUMP INFANTINOdonald trump gianni infantino

sepp blatter

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