simone deromedis

WE CAN BE “DERO” – SIMONE DEROMEDIS, ULTIMO ORO AZZURRO AI GIOCHI DI MILANO-CORTINA NELLO SKI CROSS, SI RACCONTA ALL’ADNKRONOS – L’ABBRACCIO CON FEDERICO TOMASONI (MEDAGLIA D’ARGENTO), CHE NELL’OTTOBRE 2024 HA PERSO LA FIDANZATA MATILDE LORENZI, LA TELEFONATA DI ALBERTO TOMBA, LA FRASE DI ISPIRAZIONE DI AYRTON SENNA, LA FESTA AD ALTA GRADAZIONE ETILICA: “SIAMO ANDATI IN GIRO PER QUALCHE PUB. CI SIAMO LASCIATI ANDARE, GIUSTO COSÌ. SE NON SI FESTEGGIA UN’OCCASIONE DEL GENERE, QUANDO DOVREMMO FARLO?” – VIDEO

 

https://www.eurosport.it/freestyle/olimpiadi-milano-cortina-2026/2026/simone-deromedis-e-federico-tomasoni-la-storia-siete-voi-il-film-della-doppietta-oro-argento-in-3_vid60059187/video.shtml

 

 

 

Michele Antonelli per adnkronos.com

 

 

simone deromedis federico tomasoni

Simone Deromedis comincia a raccontarsi partendo da una frase di Ayrton Senna che lo rappresenta nel profondo. “If you no longer go for a gap that exists, you're no longer a racing driver”. Tradotto: “Se non cerchi di sfruttare un varco esistente, non sei più un pilota da corsa”. Il campione olimpico di ski cross, la Formula 1 degli sci, è l’ultimo oro azzurro di Milano Cortina 2026:

 

“Il nostro – spiega all’Adnkronos - è uno sport di sorpassi e di scelte istintive. Bisogna buttarsi, altrimenti si perde il senso della competizione". Nato a Trento il 2 aprile 2000, il neocampione olimpico ha sempre puntato tutto sulla velocità. E insieme al compagno di squadra Federico Tomasoni, argento nella memorabile finale di sabato a Livigno, ha regalato all’Italia una delle immagini simbolo delle Olimpiadi di casa. Due azzurri sul podio, fianco a fianco, tra lacrime e abbracci.

 

Hai metabolizzato l’impresa?

simone deromedis 33

“Un po’ alla volta, ci stiamo arrivando piano piano. Abbiamo fatto qualcosa di enorme e sono felice non solo per la gara, ma per tutto ciò che è successo. È stato l’insieme a rendere speciale la vittoria. Sentire l’inno con quel tifo è stato incredibile, cantarlo con così tante persone intorno ancora meglio. I cori erano assordanti, quasi non si sentiva la musica. Per il frastuono siamo anche andati fuori tempo...”.

 

(...)

 

Come avete festeggiato?

“Siamo andati a fare un giro in paese, passando per qualche pub. Ci siamo lasciati andare, giusto così. Se non si festeggia un’occasione del genere, quando dovremmo farlo?”.

 

Sabato, dopo la premiazione, a Casa Italia Livigno sono sparite due targhe dei medagliati: la tua e quella di Tomasoni. C'entrate qualcosa?

Sorride. “Ufficialmente non c’entriamo niente. Mi sono arrivate delle foto, non so come abbiano fatto...”.

 

Dopo la vittoria sei stato sommerso da messaggi e telefonate. La più bella?

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"La prima, appena finita la gara, è stata quella di Alberto Tomba. Difficile andare più in alto di così, è stato fantastico. Ci ha fatto i complimenti, ha detto che io e Fede siamo dei cavalli, che abbiamo 'gasato' e che lo ski cross è una bomba. Parole che abbiamo apprezzato tantissimo. Alberto mi aveva già scritto dopo la vittoria ai Mondiali, ci sentiamo da un po’ ”.

 

La vostra doppietta è una delle immagini più belle di questi Giochi.

“Solo il suo argento poteva rendere ancora più speciale la giornata, per tutta la squadra. Due azzurri sul podio olimpico non si vedono tutti i giorni. È stata una figata, anche per come si è sviluppata la gara. Ha funzionato tutto. È la dimostrazione che siamo cresciuti come team e che il lavoro sta andando nella direzione giusta”.

 

 

Federico Tomasoni, che nell’ottobre 2024 ha perso la fidanzata Matilde Lorenzi, giovane promessa dello sci alpino, ha definito l’impresa olimpica “una favola”. Cos’hai pensato rivedendo il vostro abbraccio al traguardo?

“Ho abbracciato Fede più volte. Se lo merita davvero. Abbiamo vissuto la gara insieme, passo dopo passo. Ed è stata anche una fortuna essere in due per il post. Dopo la medaglia ti 'rapiscono’ tra interviste, foto, antidoping e impegni vari. Condividere quelle ore è stato bello”.

 

Dopo qualificazioni non semplici, in gara è cambiato tutto. Come mai?

“Sono più forte nelle batterie che in qualifica, da sempre. Quando si corre in quattro è un altro sport rispetto alla prova contro il tempo. Per questo non ero preoccupato. Il cambio di condizioni ha reso tutto più complicato, soprattutto per gli ski-men. Trovare i materiali giusti con tutta quella neve non era semplice. È lì che si è fatta la differenza”.

simone deromedis 4

 

Il tuo oro ha anche un valore storico, visto che all’Italia mancava un titolo olimpico maschile da 16 anni.

“L’ho scoperto aprendo Instagram. Ho visto una mia foto accanto a quella di Giuliano Razzoli, oro nello slalom speciale a Vancouver 2010. All’inizio non capivo, poi ho letto e sono rimasto stupito. Non pensavo mancasse da così tanto. Speriamo di aver spezzato questa sorta di maledizione”.

 

 

Adesso c’è la Coppa del Mondo. Prospettive?

"Le Olimpiadi erano la gara più importante, inutile nasconderlo. Ora dobbiamo concentrarci sulle tappe di Coppa del Mondo, pesano tantissimo. Sono secondo nella classifica generale, con un po’ di distacco dal primo. Se riuscissimo a far bene nelle prossime gare, l’obiettivo potrebbe essere lì".

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