“SINNER HA AVUTO UN TRATTAMENTO DI FAVORE SUL CASO DOPING, LO DICO CON INVIDIA” – FILIPPO MAGNINI A “BELVE” DIMOSTRA DI NON AVER CAPITO NULLA DELLA VICENDA CLOSTEBOL CHE E’ COSTATA AL TENNISTA AZZURRA UNA INGIUSTA SOSPENSIONE E RICORDA LA SUA BATTAGLIA LEGALE CONCLUSA CON L’ASSOLUZIONE DEFINITIVA DOPO AVER RICEVUTO UNA SQUALIFICA DI 4 ANNI PER DOPING – LA LAMENTELA NEI CONFRONTI DEI MEDIA: “SONO FINITO SU TUTTI I GIORNALI E MI HANNO MASSACRATO. DOPO 20 ANNI DI CARRIERA MI ASPETTAVO PIÙ RISPETTO”
Si torna a parlare del “caso clostebol” che ha visto (suo malgrado) protagonista Jannik Sinner. Stavolta a soffermarsi sull’argomento è stato Filippo Magnini. L’ex nuotatore – anch’egli impegnato in una lunga battaglia legale nel finale della sua carriera (aveva 36 anni) – ha affrontato il tema alla trasmissione “Belve” in onda sulla Rai e condotta da Francesca Fagnani. Dichiarazioni, le sue, destinate a far discutere.
«Sinner ha avuto un trattamento di favore, lo dico con invidia», ha esordito Magnini, che prima dell’assoluzione definitiva aveva ricevuto una squalifica di quattro anni. L’ex nuotatore è poi entrato nel merito della sua affermazione dicendo: «Io ho avuto un trattamento diverso, credo perché lui era un atleta in piena attività. Io invece sono stato trattato come una persona normale accusata di doping. Tutti gli atleti dovrebbero essere trattati allo stesso modo».
Magnini ha da ridire anche nei confronti dei media: «La stampa è stata corretta nei confronti di Sinner. Io, invece, sono finito su tutti i giornali e mi hanno accusato di doping. Dopo 20 anni di carriera mi aspettavo più rispetto. Sono stato massacrato».
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FILIPPO MAGNINI A BELVE foto Stefania Casellato 2
