SPALLETTI, O LA VA O LA SPACCA! – STASERA JUVENTUS-NAPOLI, ULTIMA CHIAMATA PER LUCIANO SPALLETTI CHE VUOLE RINSALDARE LA PANCHINA TRABALLANTE: “SONO ABITUATO AI CARICHI DI DIFFICOLTÀ, SE QUALCUNO PENSA CHE IO POSSA ARRETRARE UN MINIMO DEL MIO LAVORO, GLI CONVIENE ASPETTARSI QUALCOSA DI DIVERSO” (TRADOTTO DALLO SPALLETTESE: IO DA QUI NON ME NE VADO) – ALLEGRI NON SI FIDA: “LA JUVE DIFFICILMENTE MUORE...” – VIDEO
LA SURREALE INTERVISTA DI LUCIANO SPALLETTI A SKY SPORT
Estratti dell’articolo di Massimiliano Nerozzi per il “Corriere della Sera”
LA SURREALE INTERVISTA DI LUCIANO SPALLETTI A SKY SPORT
O la va o la spacca, tra Juventus e Napoli, stasera all’Allianz Stadium, con le attese tradite e quelli davanti in fuga: «Sarà uno scontro diretto tra due squadre che sono indietro in classifica», riassume bene Massimiliano Allegri.
Uno che qui è di casa, in una sfida che è un amarcord pure per Luciano Spalletti: «A Torino ho passato dieci anni, cioè il 50 per cento della mia carriera in serie A, una città dove vive anche mio figlio», continua Max, che non sarà in panca per la squalifica. […]
Finiti i convenevoli, bisognerà fare sul serio, ancora di più Madama che arriva dal crollo di Genova: «C’è solo una strada per vincere le gare — dice subito Spalletti — ed è avere più voglia degli altri». E ancora: «Ci vuole una testa infrangibile, perché è quella che ti fa ribaltare le cose».
[…] la Juve nelle ultime quattro partite di campionato ha raccolto la miseria di 4 punti, segnando tre gol e beccandone sei. Contro un Napoli che, pur a pari punti in classifica, ha almeno trasmesso l’idea di un crescendo, sempre nelle ultime quattro: dieci reti segnate (e 5 subite), razziando 7 punti. Va da sé, Allegri non si fida: «L’insidia più grande per noi è pensare che la Juventus sia praticamente alle corde — ragiona — una squadra morta, come ho sentito dire a livello mediatico. Ma la Juve difficilmente muore».
[…]
Spalletti ha la stessa missione: «Vogliamo ribaltare il momento e rimettere in carreggiata la Juve: lavoriamo e pensiamo soltanto per questo». Cambio ergo sum: «Devo fare sempre qualcosa di diverso se le cose non vanno bene — sottolinea Lucio — cambiare percorso: nel calcio, la soluzione è sempre vicino al problema».
Entrambi sono alle prese con infortuni e reduci da influenza (Rrhamani e Anguissa) e il rumore di fondo degli spogliatoi, come sempre quando le cose vanno male: «Ma tutti i giorni lavoriamo per migliorare — argomenta Allegri — e in questo momento serve equilibrio. Inutile parlare, fare i proclami, bisogna stare zitti e lavorare». E, soprattutto, «sistemare la classifica».
Vuole dire pure saldare la panchina: «Non ho bisogno di essere ovattato — ribatte Lucio a chi gli chiede se gli sia mancata una parola di fiducia della società — sono abituato ai carichi di difficoltà, ne ho vissuti tanti in carriera. Ho solo bisogno della reazione della squadra, ai giocatori non chiedo cose impossibili: ho voglia di vincere le partite».
Chiosa finale: «Se qualcuno pensa che io possa arretrare un minimo dal mio lavoro, gli conviene aspettarsi qualcosa di diverso, al di là dei risultati, da qui in avanti». Suonava un po’ come: da qui non me ne vado.





