THE FINAL COUNTDOWN – STASERA ALLE 21 LA FINALE DEI MONDIALI TRA SPAGNA E ARGENTINA – E' L’ULTIMO ATTO DI UN MONDIALE EXTRALARGE, INFINITO, PIENO DI POLEMICHE E SPETTACOLO – ALLA FINE SI INCONTRERANNO LE DUE SQUADRE PIU' FORTI: PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA, I CAMPIONI D’EUROPA GIOCANO CONTRO I CAMPIONI DEL SUDAMERICA – DUE FORMAZIONI FORMBIDABILI, MA DIAMETRALMENTE OPPOSTE: LA “ROJA” DOMINA LE PARTITE CON IL GIOCO E VALORIZZA LE GIOCATE DI GRUPPO. LA “ALBICELESTE” SOFFRE MA SI ACCENDE NEL MOMENTO DEL BISOGNO, HA IL MIGLIOR ATTACCO E IL FENOMENO MESSI…
Estratto dell’articolo di Paolo Tomaselli per il "Corriere della Sera"
Come l’acqua per il fuoco. […] Perché l’acqua è la Spagna: cristallina, fresca quanto basta come la sua stella Lamine Yamal, con il suo gioco fluido che prende spesso la forma perfetta, a seconda dell’avversario. Il fuoco è l’Argentina, capace di accendersi quando alle sue spalle rimane solo il baratro. […] Succede qualcosa che nessuno fin qui è riuscito a fermare.
Ed è il grande tema tecnico ed emotivo di questa finale esagerata in un Mondiale extralarge, che dopo 40 giorni non vediamo l’ora finisca e allo stesso tempo vorremmo non finisse mai.
Per la prima volta da quando è nato l’Europeo nel 1960, si sfidano i campioni del mondo e i campioni d’Europa in carica. Nessuno nella storia ha mai vinto due Mondiali e due tornei continentali di fila: l’Argentina può farlo stasera, centrando la quarta stella nella sua settima finale, come l’Italia e la Germania.
Nessuno ha nemmeno conquistato due Coppe del Mondo da campione d’Europa: la Spagna […] può essere la prima a farlo, imprimendo così ancora più a fondo il suo marchio di qualità sul nuovo secolo del pallone.
Senza contare che Messi è cresciuto in Catalogna dai 13 anni: la foto ormai celeberrima del bagnetto fatto a Yamal dall’asso argentino in una campagna per l’Unicef racconta soprattutto cos’è stato e cos’è il Barcellona.
[…] Di fronte alla miglior difesa del torneo (1 gol preso) però c’è l’attacco più prolifico (19 reti) e soprattutto c’è il giocatore più grande, forse di tutti i tempi, che guida il gruppo più forte: «E in un gruppo — scrive Mariana Iglesias sul Clarin di Buenos Aires — non si occupa solo una posizione in campo, si occupa un posto nella vita degli altri. Una squadra può diventare campione, ma di un gruppo fa parte un Paese intero».
È questa la desmisura argentina, come la chiama lo stesso Clarin. E può fare la differenza nel mondiale smisurato, fatto di intromissioni politiche e commerciali mai così sfacciate, di guadagni Fifa che sfonderanno i 12 miliardi di dollari, di show dell’intervallo (che però sarà di 17 minuti), di chilometri percorsi in aereo dalle squadre, di un terreno di gioco sotto accusa perché troppo duro.
[…] Tra campo e panchina, il valore di Spagna e Argentina raggiunge i 2 miliardi. Gli spagnoli sono più preziosi perché sono un po’ più giovani e in fase ascendente. I pretoriani di Messi si sono rinnovati, ma l’esperienza e la devozione verso il capitano restano il loro punto di forza: sul campo nemmeno Pelé ha vinto due finali di fila, perché nel 1962 si era infortunato nel corso del torneo, conquistato da Didì, Vavà e Garrincha contro la Cecoslovacchia di Masopust.
E da allora nessuna squadra ha mai fatto la doppietta consecutiva. Questo dà l’ulteriore dimensione della missione dell’Albiceleste. Ma anche la missione di Yamal fa tremare i polsi: da teenager hanno vinto, segnando in finale, solo Pelé e Mbappé. Tutto, qui, è esagerato.
FRANCIA SPAGNA
MERINO SPAGNA BELGIO
INGHILTERRA ARGENTINA
INGHILTERRA ARGENTINA
MERINO SPAGNA BELGIO
RODRI FRANCIA SPAGNA



