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UN’ITALIA COSÌ FORTE PUÒ VINCERE LA DAVIS? GLI AZZURRI STRONCANO GLI USA, SINNER: "ABBIAMO UNA SQUADRA FORTISSIMA". IL CAPITANO STATUNITENSE MARDY FISH: “L’ITALIA PUÒ BATTERE QUALSIASI AVVERSARIO”. FORSE NON LA RUSSIA DI MEDVEDEV E RUBLEV. OGGI, INTANTO, C’E’ LA COLOMBIA – NEI QUARTI DI FINALI LUNEDÌ PROBABILMENTE AFFRONTEREMO LA CROAZIA DI CILIC E GOJO – UBALDO SCANAGATTA TRA CORSI E RICORSI E QUEL PARAGONE SINNER-NADAL

sinner coppa davis

Ubaldo Scanagatta per ubitennis.com

 

“Abbiamo una squadra fortissima”. Ipse, Sinner, Dixit. Come dargli torto? “Sinner diventerà certamente un top-3 del mondo!”. Ipse, Isner, dixit. Come dargli torto dopo quello che ho visto oggi?

 

Due esordienti hanno stroncato le reni ai giganti made in USA. Mi è tornata in mente la finale di Coppa Davis, quella vera, di Siviglia nel 2004 quando due tennisti nati e cresciuti nella piccolissima isola di Maiorca, l’esordiente diciottenne Rafa Nadal e il ventottenne Carlos Moya, stroncarono le reni a un Paese di 300 milioni di abitanti. Già, anche in quell’occasione, sul banco degli sconfitti ci finirono gli Stati Uniti, vincitori di 32 Coppe Davis, che schieravano Andy Roddick e per l’appunto l’attuale capitano di Coppa Davis Mardy Fish.

 

La Coppa Davis non è più la stessa, purtroppo, ma è vero che abbiamo una squadra fortissima se anche senza il nostro numero uno, Matteo Berrettini, siamo stati capaci di risolvere in due ore e mezzo la pratica americana a Torino.

 

italia coppa davis

 

In 2 ore e 31 minuti in totale l’Italia dei due esordienti in azzurro, con tanto di scritta Italia sulle spalle blu, Lorenzo Sonego e Jannik Sinner, ha dominato i giganti degli Stati Uniti, Reilly Opelka e John Isner, senza neppure perdere un solo game di servizio. Nessuno dei due azzurri. Sonego in un’ora e 29 minuti (6-3 7-6) ha concesso una sola palla break nel sesto game del primo set, cancellandola coraggiosamente. Sinner (6-2 6-0 in un’ora e 2 minuti) ne ha salvate tre consecutive nel secondo game del secondo set quando peraltro già era avanti di un break.

 

sonego coppa davis

Se ieri ci avessero detto che un paio di giocatori avrebbero potuto chiudere il loro match senza perdere il servizio, avremmo probabilmente pensato che quelli sarebbero stati gli americani. C’è qualcuno al mondo che batte più forte di loro? Invece a non perdere il servizio sono stati gli azzurri e non quei due tipacci che tirano giù noci di cocco a 235 km orari da più di 4 metri e mezzo d’altezza, sommando la loro, la lunghezza delle braccia, quella della racchetta con l’aggiunta del saltino che hanno imparato a fare per incocciare la malcapitata pallina più su ancora per strapazzarla ben bene.

 

volandri

Francamente neppure il tifoso più ottimista avrebbe potuto immaginarsi uno scenario del genere. Io, ad esempio, non avevo nascosto la mia preoccupazione. Temevo soprattutto che Lorenzo Sonego patisse l’emozione di giocare nella sua Torino, a coronare un sogno di qualunque bambino che prende la racchetta in mano: giocare in Coppa Davis per l’Italia e proprio nella tua città, davanti alla tua famiglia, ai tuoi amici, con l’obbligo di vincere perché… il doppio americano aveva i favori generali del pronostico contro qualsiasi coppia azzurra. Sulle spalle c’era un carico di pressione assai pesante. Pesantissimo. Roba da far tremare i polsi, insomma. Sinner si era già più abituato, nel corso dell’anno, giocando finali davvero importanti, a situazioni pesanti.

 

VOLANDRI

Beh, Lorenzo ha cominciato il suo match mettendo dentro 4 prime palle sui primi 4 punti, tutti vinti. Meglio di così non poteva cominciare. Ha perso meno punti sul proprio servizio che non Opelka anche nel primo set: lui 6 in 5 turni, l’americano 7 in 4 turni. 28 punti per Sonego nel primo set, 21 per Opelka. E nel secondo, fino al tiebreak, la differenza è stata ancora più netta: Sonego ha ceduto 3 punti soltanto in 6 turni, Opelka 8. Quando Lorenzo ha fatto subito il minibreak nel tiebreak è apparso quasi fosse la logica conseguenza di quel che avevamo visto fono a quel momento.

 

Così come il fatto che Lorenzo, mettendo a segno l’ace n.4 e l’ace n.5 nel secondo e nel sesto punto di quel tiebreak, è stata la dimostrazione di una straordinaria lucidità e capacità di concentrazione. Quel minibreak gli è bastato, tenendo tutti i suoi servizi a non concedere la minima chance a un Opelka così stranito da apparire quasi rassegnato. Ma era furibondo… tanto che, obbligato a presentarsi in conferenza stampa, è stato di una scortesia, e di una mancanza di professionalità, pazzesca. Ha risposto a monosillabi, un vero gigante nella maleducazione.

sonego

 

Tutto il contrario di John Isner. Un Isner che aveva molte più ragioni di essere furioso. Mai aveva perso con un punteggio simile. 6-2 6-0! Ma vi rendete conto? Mentre arrivava in sala stampa ero andato di corsa a leggere i suoi risultati di 15 anni, dal 2021 al 2006 e non avevo trovato nessuna batosta così dura. Mai neppure un 6-0. La volta in cui aveva fatto meno game erano stati 4. Con Sinner ne ha fatti 2.

 

sonego

Cercando di non maramaldeggiare, ma solo dopo essermi reso conto della sua educazione – ha anche detto che era stata bellissima l’atmosfera, il tifo degli italiani e che l’unico dispiacere era stato quello di non essere riuscito a essere più competitivo – gli ho dovuto dire che avevo cercato nelle statistiche un punteggio altrettanto duro da lui subito nel corso della sua lunga carriera e lui ha ammesso con grande savoir faire: “Non ricordo che mi sia mai successo, ce lo siamo chiesti anche noi negli spogliatoi, ma Sinner ha giocato in un modo incredibile, non mi ha dato alcuna possibilità… è stato davvero troppo bravo. Non c’era davvero nulla che io potessi fare e se mi guardo indietro ci sono poche volte nelle quali non ho avuto un colpo in canna, una chance per rovesciare un match. Oggi invece è stato così. Non ricordo un match che io abbia perso altrettanto facilmente. Credo sia la prima volta. Naturalmente tutto il credito va a lui… che, ed è ancora più importante, è un bravissimo ragazzo, a very nice kid, davvero”.

 

SONEGO E LA FIDANZATA ALICE

È stato lì che gli ho chiesto se a suo avviso Sinner aveva le carte in regola per aspirare a un posto fra i primi 3 tennisti del mondo. E lui non ha avuto dubbi: “Anche se avessi giocato al meglio delle mie possibilità non so se sarei riuscito a batterlo oggi. Credo che questa indoor sia probabilmente la superficie più adatta al suo tennis. Forse se avessi avuto qualche match in più d’allenamento alle mie spalle avrei potuto giocare un match un po’ più equilibrato, ma non so se ci sarebbero molti giocatori che potrebbero batterlo su questo campo. Sono sicuro che sentirete parlare molto di lui in futuro, avrà molta pressione sulle sue spalle, ma la risposta è sì, lo vedo arrivare fra i primi 3 tennisti del mondo. Questa superficie è probabilmente la migliore per lui, ha avuto davvero ottimi risultati indoor quest’anno, penso che abbia solo 20 anni. Ma sì, penso che avrà certo un futuro radioso. Il nostro sport è fortunato ad avere un ragazzo come lui”.

sinner nadal

 

E Mardy Fish ha poi detto: “È la prima volta che vedo Sinner così da vicino e sono rimasto incredibilmente impressionato. Sì, perché avrò visto giocare Isner 600 o 700 volte e non ho mai visto nessuno rispondere al suo servizio come ha fatto stasera Sinner… E anche John mi ha detto la stessa cosa… Ci sono tanti giocatori che ho visto rispondere particolarmente bene, i del Potro, i Medvedev, ma stando lontani dalla riga di fondo. Lui sembra vedere bene prima dove andrà la palla. Decisamente il tennis italiano ha davanti a sé un brillante futuro. Per come gli italiani hanno giocato oggi, avrebbero vinto contro qualunque squadra al mondo”.

 

nadal sinner

Beh… e se avessimo avuto anche il miglior Berrettini? Davvero forse soltanto la Russia di Medvedev e Rublev sembra più forte di noi, se i nostri giocano così. E il rimpianto per il formato della vecchia Coppa Davis cresce a dismisura. Perché potendo giocare 4 singolari invece di due, e riducendo l’importanza del doppio che oggi vale il 33 per cento dei punti e nella antica Coppa Davis invece valeva il 20 per cento, avremmo avuto vere chances di conquistarla per più di uno, due o tre anni. Se pensiamo che l’abbiamo vinta una volta sola… beh, cavolo, come sono cambiate le cose in un paio d’anni, da quella semifinale parigina raggiunta da Cecchinato a Parigi (dopo un “buco nero” di circa 40 anni e 160 Slam!), al trionfo monegasco di Fabio Fognini nell’aprile 2019, con gli 11 tornei vinti da allora dai tennisti italiani in mezzo a 13 finali raggiunte.

 

sinner nadal

Oggi dobbiamo stare attenti. Dobbiamo vincere entrambi i singolari perché il doppio contro Cabal e Farah (campioni a Wimbledon nel 2019) non ci vedrebbe favoriti. Non credo che Galan possa combinarci lo scherzo di battere Sinner e che Mejia (se gioca lui invece di Cristiano Rodriguez) possa creare veri problemi a Sonego. Ragionevolmente giocheremo i quarti di finali lunedì contro la Croazia di Cilic e Gojo. Sinner dovrà giocare contro Cilic e Sonego contro Gojo. E anche in quel caso sarà meglio vincere entrambi i singolari, perché contro Pavic e Mektic, n.1 mondiale del doppio, sarebbe meglio non dover giocare un match decisivo.

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