cairo

URBANETTO VUOLE LO SCUDETTO POST-DATATO: “IL TITOLO DELLA STAGIONE 1926/27 CI SPETTA” - CAIRO E LA CRISI DEL SISTEMA CALCIO: “CON IL COVID I RICAVI SI SONO RIDOTTI DEL 30 PER CENTO. IN SERIE A ANDREBBE FAVORITO L'INGRESSO DEI FONDI. CAPITA ANCHE NELLE MIGLIORI AZIENDE: SI VENDONO I GIOIELLI DI FAMIGLIA PER RIPRENDERSELI QUANDO IL PEGGIO È PASSATO – BELOTTI VIA A ZERO? ORMAI CREDO CHE FINIRÀ COSÌ. FORSE SI ASPETTAVA CHE LO CEDESSI AL MILAN 4 ANNI FA” – E POI JURIC, POBEGA E BREMER…

Guglielmo Buccheri per "la Stampa"

 

urbano cairo

Presidente Urbano Cairo, è giusto dire che una prima linea rispetto alle ultime due stagioni è stata tracciata?

«Una linea che mette alle spalle due anni difficili e che ci riporta in equilibrio con quanto fatto prima, almeno dal 2013 al 2020...».

 

Equilibrio in campo. Un po' meno fuori. Ha ancora senso parlare di calcio sostenibile?

«Già prima del Covid qualcosa non andava, poi è stato, inevitabilmente, peggio. I costi delle società sono rimasti intatti, i ricavi si sono ridotti del 30 per cento. Speriamo le cose migliorino, ma, intanto, gli stadi tornano al 50 per cento della capienza».

 

Calcio poco sostenibile, quindi...

«Un tempo il mio Toro si aggiudicava lo scudetto del bilancio, così lo chiamavano. Ora, da tre esercizi, il bilancio ha perso lo scudetto ed io sono chiamato a ripianare le perdite».

 

Trenta per cento in meno di ricavi...

«Colpa degli stadi vuoti, in parte delle minori sponsorizzazioni e in gran parte di un mercato meno dinamico: a noi capitava di cedere un giocatore a stagione e incassare venti, venticinque milioni per ricostruire...».

andrea agnelli e urbano cairo i foto mezzelani gmt 162

 

Il sistema può implodere.

«Nel sistema andrebbe favorito l'ingresso dei fondi, come accade in Spagna e come sta pensando la Francia. Capita anche nelle migliori aziende: si vendono i gioielli di famiglia per riprenderseli quando il peggio è passato».

 

I giocatori che ruolo occupano?

«Un ruolo che resta centrale. Pensate agli oltre cento calciatori in scadenza di contratto che chiedono sempre ingaggi maggiori e ti lasciano con niente in mano». Lei disse: "Ci vorrebbe un indennizzo per le società che li hanno cresciuti o valorizzati...".

«Sì. Dovrebbe essere così».

 

Ogni riferimento al caso Belotti è puramente voluto?

SILVIO BERLUSCONI URBANO CAIRO

«L'abbiamo preso pagando otto milioni, cifra non da poco quando lo stesso Palermo non ci credeva più di tanto. Era l'estate del 2015 e grazie alla pazienza e al lavoro di Ventura, Andrea è diventato Belotti».

 

E, ora, Belotti se ne andrà senza lasciarvi un euro...

«Ormai credo che finirà così».

Si sente tradito?

«Lui ci ha dato tanto, noi altrettanto. Forse si aspettava che lo cedessi al Milan quattro anni fa perché al Milan sarebbe voluto andare: non potevamo interrompere quel tipo di rapporto ed armonia. Nel tempo, come ho detto spesso, ho capito che se un giocatore se ne vuole andare è meglio lasciarlo partire: nella testa cambiano e se cambi nella testa rischi anche di andare incontro ad infortuni da stress».

 

Belotti va, Bremer resta?

«Gleison (Bremer, ndr) sa quello che il Toro significa per lui: presto rinnoveremo il contratto, ci sono tutte le condizioni. Poi, un domani, sarà libero di coltivare le proprie ambizioni scegliendo, magari, un'avventura in una squadra che gioca la Champions...».

 

urbano cairo

Si è innamorato di Pobega?

«Mi piace come interpreta le partite, come si muove in campo, il senso del gol».

Un innamoramento che può finire a giugno. O, meglio, che finirà a giugno...

«Anche a noi avrebbe fatto piacere prenderlo con una formula diversa, con un diritto di riscatto. Ma se non è possibile, conta di più il momento: e in quel momento era giusto pensare a rinforzare il gruppo».

 

Pobega è stato uno dei punti, se non il punto di rottura dialettica con Juric. Come definirebbe il suo allenatore?

«Un martello, concreto come pochi...».

Un martello anche nelle riflessioni ad alta voce.

«Se non avessi saputo chi fosse e come pensasse non avrei cominciato a corteggiarlo più di un anno fa: di Juric apprezzo il senso del lavoro e le sue forti idee».

 

Cosa l'ha spinta ad investire come mai fatto prima su un allenatore?

URBANO CAIRO LEGGE LA GAZZETTA 4

«Il modo in cui faceva giocare le sue squadre: il Verona dopo la parentesi al Genoa. Vedo un calcio divertente ed uno spirito da Toro: mi piace paragonarlo agli anni '70 o a tecnici come Giagnoni o Radice. E la gente lo percepisce».

 

Anche se allo stadio sono più i vuoti sulle tribune?

«Bisogna ritrovare l'abitudine a venire alle partite, ma al tifoso Juric va a genio».

 

Allo stadio non mancano i cori contro di lei...

«La contestazione l'ho sempre accettata e continuerò ad accettarla. Ma la trovo una conseguenza degli ultimi due anni: se la squadra fa risultati, e al Grande Torino i risultati sono stati eccezionali, il tifoso pensa ad altro».

 

Nel calcio sostenibile gli asset di proprietà possono fare la differenza...

«Se si riferisce al Grande Torino, sono pronto a parlarne con il nuovo sindaco. E, poi, c'è il Robaldo: stiamo bonificando la zona e presto, molto presto diventerà il centro delle nostre giovanili perché di tempo ne abbiamo perso già abbastanza. Coltivo anche la speranza di dar vita alla squadra femminile di vertice».

urbano cairo ivan juric

 

La differenza è convinto di farla, da qui a tre anni, il suo tecnico. "Spero di essere seguito...", ripete come un mantra...

«La scorsa estate può essere andata, per certi versi, come non avrebbe voluto, ma capita: le buone intenzioni si scontrano, spesso, con la realtà. E, poi, sono fatto così, nel Toro e nelle mie aziende: prima si tira la già citata linea, poi si guarda avanti ed io guarderò dalla stessa parte di Juric».

 

Un allenatore "aziendalista" si è etichettato...

«Cercare i giovani è la strada giusta e faremo così, anche se servono giocatori esperti. Cercheremo giovani già sul mercato di gennaio e se si creerà l'occasione prenderemo qualcuno ragionando in prospettiva». Vi siete capiti, dunque? «Ci siamo capiti e lo vedrete».

cairo belotti

 

Dove si vede nel giugno del 2024 quando scadrà l'attuale contratto con Juric?

«Dobbiamo essere ambiziosi e lo siamo: ci aspetta un girone di ritorno dove speriamo di fare anche meglio visto che gli ultimi arrivati avranno più conoscenze».

Resta il modello Atalanta quello da imitare?

«Il modello è quello che ti fa crescere. Un tempo si parlava di modello Udinese, ora, giustamente, si cita l'Atalanta».

 

Un giudizio sul direttore sportivo Vagnati?

«Ha grandi qualità e non molla mai. Arrivare in un posto nuovo e trovarsi a lavorare con la difficoltà dovuta alla pandemia non è stata la cosa più facile al mondo...».

belotti cairourbano cairoivan juric urbano cairo CAIRO BELOTTI. urbano cairoCAIRO BELOTTI

 

Ci pensa allo scudetto 1926/27?

urbano cairo ivan juric

«Eccome. Quel titolo ci spetta».

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