vanessa beecroft

“I MIEI MARITI MI HANNO LASCIATA PERCHE' ERANO ESASPERATI DAL MIO MODO DI VIVERE” – VITA, OPERE E AMORI DI VANESSA BEECROFT: “KANYE WEST A VOLTE MI DÀ UN SACCO DI SOLDI PER NON FARE NULLA. IN UN’OCCASIONE MI HA CHIESTO DI FAR DIVENTARE LA MOGLIE KIM KARDASHIAN PIÙ RAFFINATA” – “AVEVO BISOGNO DI UN PUBBLICO PIÙ IGNORANTE PER QUESTO SONO ANDATA NEGLI USA. LA CULTURA MI METTE A DISAGIO COSI' COME ANDARE IN SICILIA: LÀ TUTTI CONOSCONO TUTTO E IO INVECE SENTO DI…”

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera”

 

vanessa beecroft 2

«Vuole sapere perché me ne sono andata dall'Italia, venticinque anni fa?».

Forse non si sentiva compresa, capita?

«Ma magari! Magari fossi stata poco compresa, poco capita, poco apprezzata. Me ne sono andata per l'esatto contrario. Facevo delle performance mettendo in scena delle donne nude con la speranza che il pubblico si indignasse. Volevo creare un conflitto e invece niente: venivano a vedermi, non si scandalizzavano, dicevano cose come "è una trasposizione nella contemporaneità di Piero della Francesca!".

 

vanessa beecroft 3

C'è troppa cultura in Italia, troppa. A me la cultura mette sempre a disagio. Invece di iscrivermi al liceo artistico, avrei voluto fare studi classici, studiare il greco e il latino. Oggi non so nulla. Mi mette a disagio anche l'andare in Sicilia: là tutti conoscono tutto e io invece sento di non avere le basi per capire quello che c'è, mi sento inadeguata».

 

Nel 1997 ha scelto di andare negli Usa.

«Avevo bisogno di un pubblico più ignorante con cui creare un conflitto, quello degli Stati Uniti lo è. Pensi, dopo tanti anni mi guardano ancora con sospetto».

 

Ne sarà felice.

vanessa beecroft 1

«Adesso non tanto, la cosa mi ha un po' stancato. Star lì a combattere, come se fossi una veterana, forse non voglio più. In realtà non so neanche io che cosa voglio. Sono come il libro che mi trascino appresso dal 2011: scrivo, cancello, riscrivo e ricancello. L'ha visto la Kraus, vuole aiutarmi a completarlo».

 

Chris Kraus, l'autrice di «I love dick»?

«Lei. Tanti intellettuali laggiù mi snobbano, Kraus invece dice che sono "a genius". Mi ripete di non cambiare più, di non toccare più nulla. "È un libro di interviste, Vanessa: trascrivi, taglia, manda in stampa, stop"».

 

I quadri viventi di Vanessa Beecroft l'hanno resa una delle artiste italiane più famose al mondo. Le sue performance - che hanno messo in scena soprattutto la donna e hanno spaziato dai disturbi alimentari alla «diversità genetica», inseguendo il miraggio dell'«uguaglianza umana» - hanno fatto discutere ovunque pubblico e critica. Nata a Genova nel 1969, mamma italiana e papà britannico, infanzia sul lago di Garda, liceo artistico a Genova, accademia di Brera, poi la celebrità in Italia e negli Usa, dove collabora da anni col rapper Kanye West, Beecroft si trova in questi giorni a Roma per un sopralluogo a Cinecittà.

 

vanessa beecroft 5

La presidente dell'Istituto Luce-Cinecittà Chiara Sbarigia, dopo un lungo scambio di e-mail e senza mai averle mai neanche parlato al telefono, l'ha convinta a chiudere un trittico di mostre in cui si riflette sul rapporto tra donne e potere. Si chiama «Monuments women», con un rimando al film «Monuments men» di George Clooney. La performance di Beecroft, in autunno, sarà il momento più importante della rassegna. Beecroft e Sbarigia si sono capite grazie a un codice tutto loro, forse generato dal fatto che entrambe sono cresciute in famiglie che avevano scelto di non avere la televisione. «Io», aggiunge Beecroft, «non avevo neanche il telefono».

vanessa beecroft 4

 

Che cos' altro le è mancato da bambina?

«Tutto. Sono stata una "bambina senza". Senza televisione, senza telefono, senza papà, senza chiesa, senza maschi, senza macchina. Mia mamma mi portò via da Londra piccolissima, come una rifugiata. Voleva stare da sola, in campagna, tra le sue letture e la sua musica».

 

Le mancava suo papà?

«Tantissimo. Mi mandava delle lettere, le leggevo e piangevo. Guardavo in continuazione la sua foto, assomigliava a Michael Caine. Dandy, chic, impeccabile nel gusto e nel modo di vestire, un vero british: l'esatto contrario di mia mamma».

 

vanessa beecroft 7

Ha incolpato sua mamma di questa mancanza?

«Un po'. Comunque ero una bambina buona. Eravamo andate a vivere sul lago di Garda, in mezzo alla natura. Io ero una bambina felice ma un po' straniata».

 

Ha avuto altri fratelli?

«Uno. Ma mia mamma l'ha mandato a vivere dai nonni. Era troppo giovane per due figli. Già dalle elementari andavo a scuola a piedi, libera.

Con la mia amica, che arrivava in macchina accompagnata dal papà, ci vedevamo davanti al negozio di generi alimentari: lei prendeva panino e merendine, io nulla».

 

Rimaneva a digiuno per tutta la mattina?

vanessa beecroft 6

«Una mela portata da casa, stop. Quanto a merendine e simili, mia mamma sosteneva che se li avessi anche solo assaggiati sarei diventata stupida. Ero terrorizzata dalla paura di diventare stupida, quindi stavo alla larga. Guardavo i miei compagni che mangiavano, che ne so, delle patatine in busta e tra me e me pensavo "oddio, questi stanno diventando tutti stupidi". Quello che valeva per il cibo, valeva anche per la musica. Per cui si ascoltava da Enzo Jannacci a salire, verso la musica classica».

 

Lei ha quattro figli.

«Tre maschi e una femmina: il più grande vent' anni, il più piccolo nove. Mi vuole chiedere se sono diventata anch' io come mia mamma? Un po' sono come lei, un po' il contrario. Sono il contrario quando sto troppo addosso ai miei figli, mentre mia mamma fondamentalmente lasciava che io crescessi da sola; ma sono anche un po' come lei quando li spavento sulle cose che fanno diventare stupidi».

VANESSA BEECROFT 4

 

Sempre le merendine?

«Non solo. A casa mia c'è il divieto di parlare di soldi e di marchi. Ai miei figli dico: i marchi li potete comprare e indossare ma non li dovete mai nominare. Chi parla di marchi diventa stupido».

 

Lei è stata molto criticata dal mondo dell'arte per aver accostato il suo nome a tanti marchi.

«Scelgo di lavorare con brand con cui posso aprire un conflitto, combatterli da dentro. Vuitton si era espansa nell'epoca del colonialismo? Bene, nella mia performance ho svuotato le loro mensole degli Champs-Élysées e vi ho incastrato delle ragazze bianche e nere, stipate come se fossero vestiti. All'epoca c'era Marc Jacobs: ho fatto mettere via la sua roba, ho riportato dentro i vecchi bauli che stavano nel loro museo».

 

Sarà diventata ricchissima.

VANESSA BEECROFT 2

«Se avessi voluto assecondare il mercato, mi sarei complicata la vita molto meno di quanto ho fatto. Io cerco una specie di conflitto, sempre. Ma in America non puoi sopravvivere se fai questo tipo di lotta perenne con tutti. Coi galleristi ho sempre litigato. Non ho accettato le condizioni di Gagosian, sono andata via sbattendo la porta, spesso anche sbagliando».

 

È di sinistra?

«Mi definirei marxista in purezza, nel senso dell'estetica di Marx ed Engels. All'inizio lo dicevo anche negli Stati Uniti, poi ho smesso di ripeterlo perché mi guardavano male».

 

Si è innamorata tante volte?

VANESSA BEECROFT

«Forse tantissime, forse mai. Non lo so. I miei due mariti mi hanno lasciata entrambi e nello stesso modo. Senza scenate, senza liti, senza tradimenti, senza cose brutte. Un giorno si sono alzati, hanno aperto la porta, se ne sono andati. Il primo dopo otto anni, è stato l'uomo che mi aveva portato a Los Angeles nel 2008 perché era stato preso a lavorare alla Warner Bros.; col secondo siamo stati insieme tredici anni, se n'è andato di casa l'anno scorso. Forse non sopportavano più il mio modo di essere, il mio modo di vivere li ha esasperati. E così, dopo vent' anni da sposata, ora sono da sola e non so neanche come muovermi. Questa cosa mi rende triste ma a volte felice, quello che mi succederà mi spaventa e mi incuriosisce».

 

Il sodalizio col rapper Kanye West?

vanessa beecroft 2

«Nasce alla fine del mio primo matrimonio. Mi cercava da mesi ma io non rispondevo al telefono. Non sapevo neanche chi fosse. Lavoriamo assieme ancora oggi ma non è una cosa fissa: a volte mi paga e a volte no, a volte mi dà un sacco di soldi per non fare nulla, va a periodi. Comunichiamo tramite assistenti perché io, diciamo così, ho dei problemi sociali ( sorride, ndr ) e non ho rapporti diretti con tante persone. Tra le altre cose mi ha chiesto di lavorare con sua moglie Kim Kardashian per renderla un po' più raffinata e l'ho fatto».

 

vanessa beecroft

Lei non disegna quadri o realizza sculture. Delle sue performance non rimane nulla. Che cosa prova alla fine?

«Mi si spezza il cuore ogni volta. Certe ragazze che hanno lavorato per me tornano qualche volta a trovarmi ma faccio finta di non riconoscerle, per me finiscono insieme all'opera. Mi addolora e mi piace questo senso di niente che rimane alla fine di tutto. Vedo le mie performance e non mi piace nulla, cambierei tutto. Il tempo di capire che sono state apprezzate dagli altri e sono già sparite, non ci posso fare nulla».

 

Perché ha scelto il liceo artistico e non quel liceo classico che le piaceva tanto?

«Mi sono sentita, come dire, "chiamata". E ho risposto».

 

Provi a immaginare come la descriveranno i manuali di storia dell'arte tra cent' anni.

BEECROFT 4.Jpeg

«Una cosa tipo "Vanessa Beecroft, nata a Genova, vissuta eccetera eccetera eccetera, è responsabile dell'invenzione di gruppi di donne organizzate in formazioni geometriche, che da un'iniziale posizione eretta si disfano al suolo in un'unità aristotelica di tempo, luogo e azione; ogni gruppo è in perenne conflitto col pubblico"».

 

Ci si riconosce?

«Veramente no. Io non sono nessuno. Mi sveglio la mattina e non so che cosa faccio, se le opere che metto in scena sono davvero mie, se i figli bellissimi che ho sono i miei, se queste cose le ho fatte davvero io. Oppure no».

beecroft b3

 

I suoi figli che cosa dicono del suo lavoro?

«I miei figli non sanno nulla di quello che faccio. Siamo stati a Palazzo Abatellis, a Palermo, un posto che amo. La direttrice, vedendomi, mi è corsa incontro urlando "Vanessa Beecroft!", altre persone si sono girate. I miei figli mi guardavano come a dire "ma perché ti conoscono?"».

 

Le avranno chiesto che lavoro fa?

«Niente, rispondo io».

vanessa beecroft 9vanessa beecroft 6vanessa beecroft 5VANESSA BEECROFT 1vanessa beecroft 3vanessa beecroft 4vanessa beecroft 7vanessa beecroft 1vanessa beecroft 13vanessa beecroft 10vanessa beecroft 17vanessa beecroft 16la performance di vanessa beecroft

Ultimi Dagoreport

tomaso montanari carlo deodato carmen bambach giuli

DAGOREPORT – “MI DIMETTO”, “MI DIMETTO” MI “RIDIMETTO” E RIMETTO: QUANTE VOLTE HA RIMESSO TOMASO MONTANARI? LO STORICO DELL’ARTE, TANTO CARO AI SINISTRATI DA "SAL-OTTO E MEZZO" DI LILLI GRUBER, LASCIA IL COMITATO SCIENTIFICO DEGLI UFFIZI CON UNA LUNGA ARTICOLESSA SUL "FATTO QUOTIDIANO" - IL MINISTRO GIULI HA SCATENATO LA SUA IRA NOMINANDO ALL'INTERNO DEL CDA CARLO DEODATO, SEGRETARIO GENERALE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO – MA COSA C’ENTRA DIMETTERSI ANCHE PER LA “COLLEGA” (SCRIVE MONTANARI) CARMEN BAMBACH, NOMINATA DA GIULI DOPO IL VIAGGIO NEWYORKESE DALL’OUTFIT STILE CAMICIE BRUNE? MENTRE MONTANARI HA TRASCORSO PARTE DEI SUOI ULTIMI ANNI DAVANTI ALLA TV, LA BAMBACH HA PUBBLICATO IL PIÙ IMPONENTE STUDIO IN TRE VOLUMI SU LEONARDO DA VINCI DIVENTANDONE LA MAGGIORE STUDIOSA MA NON LO FAI MICA FESSO COSÌ IL MONTANARI! VUOI VEDERE CHE, IN FUTURO, IL COMITATO SCIENTIFICO-FASCISTA DEGLI UFFIZI INTENDA PRESTARE A QUESTA MALANDRINA DEL CDA UNO O PIÙ DEI SUOI CIRCA 50.000 DISEGNI CONSERVATI NEI DEPOSITI? MEGLIO DIMETTERSI PREVENTIVAMENTE...

carlo cimbri andrea orcel messina luigi lovaglio giuseppe castagna

FLASH – MILANO HA PIAZZA AFFARI MA GLI AFFARI SI GESTISCONO AL CENTRO-SUD! NESSUNO DEI PRINCIPALI ATTORI IN CAMPO NEL RISIKO PIÙ CLAMOROSO DELLA STORIA È NATO ALL’OMBRA DELLA MADUNINA – L’AD DI INTESA, CARLO MESSINA, QUELLO DI UNICREDIT ANDREA ORCEL, E CALTAGIRONE SONO ROMANI DE ROMA; CARLO CIMBRI È CAGLIARITANO; IL RISANATORE DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, PASSATO IN POCHE SETTIMANE DA PREDATORE A PREDA, È LUCANO - GIUSEPPE CASTAGNA E' DI NAPOLI - L'UNICO MENEGHINO E' ALBERTO NAGEL: E' ANCHE L'UNICO CHE HA PERSO LA POLTRONA (A PROPOSITO DELL’EGEMONIA MILANESE…)

giorgia meloni merz macron starmer trump salvini vannacci friedrich donald emmanuel keir matteo roberto

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI CONFERMA DI POSSEDERE TUTTE LE VIRTU' DEL CAMALEONTE, ANCHE LE PIU' SFACCIATE: DA QUANTO TEMPO NON PRONUNCIA PIU' IL NOME DI TRUMP? SE VIENE ESCLUSA DAL TAVOLO DELLE DECISIONI DA MACRON E MERZ, PER RIPICCA FA LA ORBAN IN GONNELLA E DICE NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI VETO NELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO – PERO' A FAR VORTICARE GLI OTOLITI GIÀ FRAGILI DELLA DUCETTA E' LA TENUTA DI FORZA ITALIA E LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE: COSTRETTA A CEDERE A SALVINI (ACCISE) E A DARGLI PURE UNA MANO PER NON VEDERE LA LEGA SMANTELLATA DA VANNACCI – DIFFICILE CHE SI AVVERI IL “GIORGIA'S DREAM"” DI ELEZIONI ANTICIPATE A PRIMAVERA, MA SENZA ELECTION DAY INSIEME ALLE AMMINISTRATIVE NELLE CINQUE GRANDI CITTÀ GOVERNATE DAL CENTROSINISTRA (ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA): MATTARELLA HA FATTO SAPERE ALLA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" CHE NON CI PENSA PROPRIO DI SPEZZARE IN DUE IL VOTO: SAREBBE UN DOPPIO, INUTILE, COSTO PER UN PAESE CHE ARRANCA TRA BOLLETTE ALLE STELLE E INFLAZIONE - E IL PALLINO DELLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE E', PER ORA, IN MANO AL CAPO DELLO STATO...

schlein bonafoni taruffi furfaro boccia

DAGOREPORT – IL PD-ELLY E’ MESSO MALISSIMO: DOPO IL NAUFRAGIO VENEZIANO, I SONDAGGI SONO IN CALO DI DUE PUNTI, CIO' CHE RESTA DELL'ANIMA RIFORMISTA DEL PARTITO O LA DETESTA O TAGLIA LA CORDA E I 5STELLE NON LA VOTERANNO MAI COME CANDIDATO PREMIER DEL “CAMPO LARGO” – LE PRIMARIE SONO UN GUAZZABUGLIO: CHI POTRA’ VOTARE? SARANNO APERTE A TUTTI O SOLO AGLI ISCRITTI? E CHI CONTROLLERA’ CHI, E QUANTI, SONO GLI ISCRITTI DI 5STELLE, AVS, CASA RIFORMISTA? - E POI: SI VOTERÀ IN UN TURNO UNICO O CI SARÀ UN BALLOTTAGGIO? - SE NEL PD, IL SOVIET DI ELLY, I VARI CARNEADI BONAFONI, TARUFFI, FURFARO, SI PERMETTONO ORMAI DI BULLIZZARE SULLA CHAT DEL PARTITO PINA PICIERNO ("UNA ‘ROMPICOJONI IN MENO’’), LA VERA ANIMA NERA DEL SOVIET PD, DOVE SPADRONEGGIANO "PIPPE E MART-ELLY", E' L'UNO-E-TRINO FRANCESCO BOCCIA: IL "RASPUTIN DI BISCEGLIE" FA E DISFA PER LA DUCETTA DEL NAZARENO...

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)