DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - È BELLO E SPAVENTOSO TORNARE NEL MONDO AGONIZZANTE MA NON MORTO DI “ELDEN RING”, PLURIPREMIATA OPERA D’ARTE DI HIDETAKA MIYAZAKI E FROM SOFTWARE, CHE ESCE NELLA SUA VERSIONE DEFINITIVA, LA “TARNISHED EDITION” - SEBBENE SIA USCITA ANCHE PER PLAYSTATION E XBOX, LA TARNISHED EDITION DI ELDEN RING MERAVIGLIA E INDUCE A ESSERE RIGIOCATA PER IL SUO AVVENTO SU SWITCH 2, DOVE TROVA VITA E IMMAGINE NUOVA PER LA POSSIBILITÀ DI ESSERE ESPERITA IN PORTABILITÀ… - VIDEO
Federico Ercole per Dagospia
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È bello e spaventoso tornare nel mondo agonizzante ma non morto e mai morto di Elden Ring, opera magna e forse definitiva della From Software di Hidetaka Miyazaki, che dopo questo immane compendio di ciò che c’era stato prima, da Demon’s Souls alla trilogia di Dark Souls, da Bloodborne a Sekiro, pare abbia intrapreso uno strano futuro orientato verso l’online totale.
Ma è inevitabile che prima o poi From Software torni al suo modo (non)convenzionale di fare avventura per viaggiatori solitari e potenzialmente sconnessi, di indurre il giocatore in una tenebra assoluta che respinge e al contempo invita con il suo oscuro fascino anche quando questo pauroso buio sembra impossibile da dissipare, perché non c’è mai un vero trionfo alla fine dei giochi, non c’è consolazione, solo il perpetuarsi di un orrore dei quali chi gioca è parte costituente suo malgrado, schiacciato da un Fato virtuale contro il quale non c’è nessuna romantica vittoria.
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Eppure rare sono le opere esaltanti e coinvolgenti come Elden Ring, scuola crudele sulla crudeltà che educa ad annichilire nemici in apparenza imbattibili, manuale educativo sull’orrore così distante dalla realtà nel suo essere fantastico, da illuminare tuttavia in maniera sinistra gli spettri più orripilanti del presente.
Quello di Elden Ring è il nostro mondo, trasfigurato e incarnato in una mostruosità non più rnascosta dalla convenzione ma rivelata in tutta la sua scempia, irrecuperabile malvagità come gli alieni invasori lo sono dagli occhiali speciali di They Live di John Carpenter.
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Sebbene sia uscita anche per PlayStation e XBox, la Tarnished Edition di Elden Ring meraviglia e induce a essere rigiocata per il suo avvento su Switch 2, dove trova vita e immagine nuova per la possibilità di essere esperita in portabilità. Si è vero, già prima si poteva vivere e morire così su Steam Deck.
Ma non c’è paragone tra la diffusione popolare, l’immediatezza, la comodità ludica ed ergonomica tra la console di Nintendo e quelle di quel pregevole ma un po’ astruso mini-pc. In ogni caso su Switch 2 Elden Ring Tarnished Edition gira assai bene, risultando persino miracoloso quando lo si esperisce nell’ubiquità intima e libresca della dimensione portatile.
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ESSERE SENZA LUCE
Si comincia o ricomincia sempre sgomenti quest’epopea in un mondo aperto che garantisce un percorso soggettivo, consentendo anche a chi non è un “esperto” dei giochi di Miyazaki di affrontare minacce terrificanti con un approccio più indicato e adeguato alle abilità personali.
Chiunque può arrivare comunque sempre al dunque, risultando così Elden Ring un’opera più universale e meno esclusiva. Non si tratta certo di un gioco facile, sebbene alcune delle sue asperità siano state limate nel tempo, come il combattimento con la davvero micidiale valchiria malata Malenia. Ma con pazienza e impegno si può giungere alla fine anche se non si è campioni del controller. E ne vale la pena.
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Perché l’avventura sul sublime inteso anche nel suo essere terribile orchestrata con arte da Miyazaki è un’esperienza fenomenale, anche laddove è più ermetica e incomprensibile malgrado i numerosi, talvolta affascinanti, tentativi di decifrarla.
È raro trovare un disegno da incubo così ispirato e maestoso persino laddove è più putrido e intossicato, un’epica della sofferenza che si manifesta in un pathos sgonfiato dalla retorica della parola declamata, una tragedia cosmica sussurrata con i toni quasi inaudibili di una poesia immensa che non hanno la certezza perentoria dell’urlo ma la desolazione di un sospiro d’agonia.
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Quelle di Hidetaka Miyazaki sono sempre una poetica e un’estetica della transizione impossibile tra una vita di dolore e l’impossibilità di una quieta estinzione, la sofferenza perpetua di un mondo come malato terminale condannato a non estinguersi mai.
ELDEN RING NON È TEMPO PERDUTO
La Tarnished Edition di Elden Ring contiene la grande e mostruosa espansione Shadow of The Eldtree già integrata nel gioco. Ci sono alcune interessanti novità, come l’introduzione di due nuove classi selezionabili all’inizio dell’avventura: il potentissimo e forzuto “Heavy Knight” per chi ama menare pesante e il più agile e sofisticato “Idus Knight”. Sono state inventate anche nuove armature per queste classi, come al solito dallo straordinario disegno.
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Se non avete mai intrapreso questo viaggio, non temetelo, può diventare una delle imprese virtuali della vita, un tempo memorabile e mai sprecato neppure nell’ennesima ripetizione del Game Over. Perché ogni volta si torna più forti.
Non sono perse le ore trascorse con un grande gioco così come quelle “smarrite” con i capolavori della letteratura, della musica e del cinema. Sono vita nella vita, che si prolunga in maniera verticale nella perentoria orizzontalità dell’esistere. La grazia di un tempo fuori dal tempo.
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