project zero maiden of black water

DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - UNA FOTOCAMERA PER INQUADRARE ED ESORCIZZARE I FANTASMI NELLA DERIVA HORROR E SPETTRALE DI PROJECT ZERO MAIDEN OF BLACK WATER, UN VIDEOGIOCO PER PLAYSTATION, SWITCH, XBOX E PC CHE CI TRASPORTA TRA I BOSCHI, LE ACQUE E I TEMPLI IN ROVINA DI UN MONTANO GIAPPONE AFFRANTO E MALEDETTO, UN LUOGO DI ANTICHE TRAGEDIE, CATASTROFI E SUICIDI ALLA LUCE SPAVENTOSA DI UN TRAMONTO DI SANGUE… - VIDEO

Federico Ercole per Dagospia

 

project zero maiden of black water 22

Fotografia, ovvero scrittura con la luce. Cosa vera anche per il cinema, forse persino per i videogiochi più realistici dove tuttavia la luce è intenzione, come nella pittura, e comunque solo numero. Utilizzare quindi chiarore e oscurità per narrare una storia attraverso un’immagine immobile o cinetica che, tranne quando è pura astrazione, è sempre illustrazione e racconto di fantasmi, di corpi e spazi che non ci sono più perché estinti o comunque cambiati in maniera più o meno drastica dal tempo.

 

project zero maiden of black water 21

I fantasmi esistono dunque, sono l’ombra dei corpi  che appaiono, e non sono più, nelle fotografie e nel cinema, apparizioni appunto o anime rubate secondo popolari credenze. 

 

Così risulta davvero teorica per filosofia e meccaniche ludiche, sin dalle sue origini, la serie horror giapponese di Tecmo-Koei intitolata Project Zero, che attraverso la magica fotocamera utilizzata dai suoi protagonisti ci fa intuire presenze spettrali altrimenti invisibili con esiti che alimentano in chi gioca brividi di paura e delizia giocosa ed estetica.

project zero maiden of black water 20

 

Si tratta di una serie del terrore assai meno nota e blasonata di altre celeberrime invenzioni giapponesi, ed è innegabile che non tutti i suoi innumerevoli episodi siano ispirati e riusciti, sebbene siano sempre godibili, ma senza dubbio importante proprio per le intuizioni sul rapporto tra i corpi e la loro riproduzione fotografica. 

 

project zero maiden of black water 19

Durante il periodo di un Halloween che sta sfumando nell’illusoria festosità di un pre-Natale che si annuncia più spaventoso e inquietante delle mostruose ma gaudenti celebrazioni a base di zucche ghignanti e “dolcetto o scherzetto”, è uscita la versione rimasterizzata di Project Zero Maiden of Black Water, quinto capitolo della serie uscito originariamente nel 2015 e oggi disponibile per PlayStation, Nintendo Switch, Xbox e PC; un’agghiacciante deriva fotografica tra tetri monti luogo di antiche stragi, sacrifici umani e suicidi.

project zero maiden of black water 18

 

CAMERA OBSCURA

Narrato dal punto di vista di diversi personaggi, Project Zero Maiden of Black Water ci porta ad indagare in un alpestre territorio giapponese un tempo attrazione turistica per i suoi templi, le sue acque e i suoi boschi, ma ormai decaduto dopo un cataclisma e divenuto meta di tante persone che vi cercano la morte, attratti dalla luce sanguinosa di un terrificante tramonto e sospinti da voci spettrali.

 

project zero maiden of black water 17

C’è una bellezza sfiorita nei sinistri panorami del videogioco, miscelata allo squallore esplicito di edifici decaduti, un costante sentore di fine e desolazione, così che navigare questi luoghi affranti alimenta un senso di angoscia e smarrimento, soprattutto quando cominciamo a percepire le presenze che li abitano, intuendo passo dopo posso la presenza dell’orrore e della sventura. 

 

project zero maiden of black water 15

Ci si muove in terza persona ma quando si utilizza la Camera Obscura, la macchina fotografica in grado di inquadrare i fantasmi, la visuale trascorre in soggettiva e nello scenario si manifestano le presenze che con questo strumento tecnologico e incantato possiamo attaccare, respingere e infine esorcizzare.

 

Lo scatto, la fotografia, diventa quindi non solo il mezzo per identificare la minaccia o cogliere l’ombra di antichi spettri prima che si dissolvano, ma per attaccare, la nostra unica arma le cui differenti pellicole funzionano come proiettili di vario calibro.

project zero maiden of black water 14

 

Dobbiamo riuscire ad inquadrare il fantasma nel migliore dei modi affinché il danno sia maggiore e se riusciamo ad “immortalarlo” proprio nel momento in cui questo decide di attaccarci ecco che facciamo un “fatal frame”, una scatto fatale in grado di nuocere gravemente alla salute ectoplasmatica dello spettro. 

 

project zero maiden of black water 13

La variazione tra la visuale in prima e terza persona rende l’esplorazione suggestiva e tesa, imprevedibile nella sua varietà, così malgrado capiti di tornare in luoghi già visitati nel corpo di altri personaggi non si verifica una noia da ripetizione, ma solo un angoscioso, sfuggente, “déjà-vu”.

 

project zero maiden of black water 12

I suoni e la musica contribuiscono ad accrescere la qualità dell’esperienza horror con una varietà spaventosa di lamenti spettrali e vaghe note nippo-berghiane, ma proprio quando precipitiamo dentro una “casa dei fantasmi” da luna park che parrebbe edificata ad arte ecco manifestarsi una sgradevole suddivisione a livelli con tanto di menù che illustrano la valutazione della prestazione di chi gioca, una cesura troppo invadente che risulta dannosa per l’atmosfera e interrompe l’emozione.

project zero maiden of black water 11

 

Sarebbe stato assai più coinvolgente se i segmenti di gioco si fossero dissolti uno nell’altro con tagli più sfumati e meno definiti. 

 

CHE GELIDA MANINA

Uno dei momenti più convincenti nel causare incertezza e tremore si verifica quando troviamo e dobbiamo raccogliere le risorse, un attimo di solito rassicurante e appagante: pellicole, curativi, documenti rivelatori da leggere.

project zero maiden of black water 16

 

Allunghiamo con lentezza il braccio per raccogliere l’oggetto e spesso lo prendiamo, ma può capitare che una manina spettrale ci afferri proprio quando siamo sul punto di prenderlo, muovendoci ad una spaventata imprecazione; non succede sovente e proprio per questo la presa spettrale si rivela in tutta la sua efficacia da brivido.

project zero maiden of black water 10

 

Poject Zero Maiden of Black Water non è il migliore episodio della serie (il più riuscito permane Crimson Butterfly) ma è comunque una più che valida esperienza del terrore, talvolta esotica altre universale nell’umanità del suo senso di disperazione e tragedia. Non c’è spettacolo, nessuna risata liberatoria, solo ansia e una malinconica, orripilante tristezza, ma va bene così per una storia di fantasmi. 

project zero maiden of black water 9

 

  

project zero maiden of black water 8project zero maiden of black water 1project zero maiden of black water 5project zero maiden of black water 6project zero maiden of black water 7

  

project zero maiden of black water 2project zero maiden of black water 3project zero maiden of black water 4

Ultimi Dagoreport

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO

pier silvio marina berlusconi giudici toghe magistrati

FLASH! – E MARINA FINI' MARINATA DA PIER SILVIO - LA CAVALIERA AVREBBE CHIESTO UN IMPEGNO PIÙ INCISIVO DI MEDIASET PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, IN NOME DEL “CALVARIO” SUBITO DA PAPI SILVIO - MA “PIER DUDI”, CHE È MOLTO PIÙ AUTONOMO DALLA PRIMOGENITA DI QUANTO SI RACCONTI IN GIRO, IN NOME DEL PLURALISMO SI SAREBBE OPPOSTO – PERCHÉ SPINGERE CON UNA CAMPAGNA SPECIFICA, QUANDO BASTA MARTELLARE SUGLI ERRORI GIUDIZIARI (GARLASCO, TORTORA ECC.) SUI TALK SHOW E LE TRASMISSIONI CRIME?

donald trump ted sarandos david zaslav larry david ellison paramount

CASA BIANCA DELLE MIE BRAME (PICCOLI TRUMP CRESCONO) - COME MAI LA PARAMOUNT DELLA FAMIGLIA MULTI-MILIARDARIA DI LARRY ELLISON VUOLE WARNER BROS-DISCOVERY A TUTTI I COSTI? - DOPO IL NO ALL'ULTIMA OFFERTA DI 108 MILIARDI DI DOLLARI (25 IN PIÙ DI NETFLIX) L'EREDE DAVID ELLISON PORTA L'AFFARE IN TRUBUNALE - L’OBIETTIVO PRINCIPALE NON SONO I FILM O GLI STUDIOS, MA L'EMITTENTE ALL-NEWS, LIBERAL E ANTI-TRUMP CNN, TRAMPOLINO INDISPENSABILE PER SOSTENERE LA CANDIDATURA DI ELLISON JR ALLA NOMINATION REPUBBLICANA NEL 2028…(A DIFFERENZA DI TRUMP, NON HA BISOGNO DI FARSI FINANZIARE DA NESSUNA BIG TECH...)

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani pier silvio berlusconi marina

DAGOREPORT – A VOLTE NON DIRE NULLA È LA MIGLIORE RISPOSTA. GIORGIA MELONI NON S’È FILATO DI PEZZA SALVINI, RELEGATO SULLO SFONDO DELLA CONFERENZA STAMPA, LIMITANDOSI A MOLLARE UN PAIO DI SILURI XMAS NEL FONDOSCHIENA DEL VICE SEGRETARIO DEL CARROCCIO, ROBERTINO VANNACCI – MA NEL SUO ATTUALE CORSO ACCELERATO DI DEMOCRISTIANERIA APPLICATO ALLA REALPOLITIK, LA DUCETTA HA FATTO UN MONUMENTO DI SALIVA A QUEL ‘’MIRACOLO’’ BIPEDE DI ANTONIO TAJANI – UN MESSAGGIO DIRETTO ALLA FAMIGLIA BERLUSCONI CHE, UN GIORNO SÌ E L’ALTRO PURE, ANNUNCIA IL “LARGO AI GIOVANI”: CARA MARINA, DOLCE PIER SILVIO SU, FATE I CARINI, NON MI FATE FUORI L’UNICO SEGRETARIO DI PARTITO ORGOGLIOSO DI ENTRARE A PALAZZO CHIGI CON IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO… MA DOVE LO TROVO UN ALTRO MAGGIORDOMO COSÌ? GIÀ HO TRA I PIEDI QUEL ROMPICOJONI NON-STOP DI SALVINI…”