ex ilva acciaierie d italia taranto adolfo urso

ACCIAIO FUSO – OLTRE 2.500 LAVORATORI DELL’INDOTTO DELL’EX ILVA SONO STATI LICENZIATI – L’ASSOCIAZIONE INDOTTO ADI E GENERAL INDUSTRIES HA TRASMESSO LE LETTERE AI SINDACATI: “È UNA SCONFITTA INDUSTRIALE, POLITICA, ECONOMICA E, SOPRATTUTTO, UMANA” – INTANTO A BARI, A SOLI 100 CHILOMETRI DA TARANTO, GIORGIA MELONI CELEBRA IN POMPA MAGNA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO – LA FIOM CGIL: “NON VORREMMO RICORDARE IL GOVERNO PIÙ LONGEVO DELLA STORIA REPUBBLICANA COME QUELLO CHE HA CHIUSO L'ILVA" - IN TUTTO QUESTO LA PRIORITÀ DEL MINISTRO URSO È PRESENTARE FRANCOBOLLI...

GLI ITALIANI STANNO CON LE PEZZE AL CULO E IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO PENSA... AI FRANCOBOLLI - URSO NE HA PRESENTATI ALTRI SEI: UN BICCHIERE DI BIRRA FORST, IL LOGO ORO SAIWA, IL PACCHETTO DI PATATINE SAN CARLO, UN MACINACAFFÈ EUREKA, UNO DEDICATO ALLA FERRERO E L'ULTIMO AL BRAND CAFFÉ SAQUELLA - MA NON SAREBBE MEGLIO PENSARE ALL’ILVA O ALL'INDUSTRIA ITALIANA CHE AFFONDA? - DURANTE IL SUO DIMENTICABILE MANDATO, URSO SI È SPECIALIZZATO IN FRANCOBOLLI: NE HA PRESENTATI 280!

https://www.dagospia.com/politica/gli-italiani-stanno-pezze-culo-ministro-sviluppo-economico-pensa-485805

 

 

EX ILVA, PARTITE LETTERE DI LICENZIAMENTO, COINVOLTI 2.500 LAVORATORI INDOTTO 

stabilimenti ex ilva a taranto

(ANSA) - ROMA, 04 SET - L'Aigi (Associazione Indotto AdI e General Industries) ha trasmesso ai sindacati le lettere relative alla procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà un numero di lavoratori superiore alle 2.500 unità.

 

"Si tratta di un atto estremo e doloroso, al quale non avremmo mai voluto fare ricorso, ha spiegato il presidente dell'Aigi Nicola Convertino in una lettera, definendo un "atto dovuto e inevitabile, diretta conseguenza dell'improvvisa scadenza fissata per la chiusura dell'area a caldo già nel mese di ottobre. Siamo giunti a questo punto a causa della totale assenza di una ragionevole programmazione che avrebbe potuto mettere in sicurezza le nostre aziende"

 

EX ILVA DI TARANTO - PROTESTE DEI LAVORATORI

"Le 28 lettere di licenziamento collettivo che le aziende associate ad Aigi si apprestano a presentare alle istituzioni coinvolgono 2.500 unità lavorative". Nella lettera che i presidente dell'associazione datoriale dell'indotto ex Ilva Nicola Convertino ha inviato ai sindacati si legge che "dietro ciascuna di quelle lettere c'è una persona, dietro ciascuna persona, quasi sempre, c'è una famiglia e dietro molte di esse vi sono dieci, venti, trent'anni di lavoro condiviso.

 

Per questa ragione, oggi non intendiamo parlare soltanto di numeri, ma di una sconfitta industriale, politica, economica e, soprattutto, umana".    

 

Giorgia Meloni Adolfo Urso

"Il Comune di Taranto - spiega l'Aigi -, negli anni, di fronte a proposte industriali controverse ha spesso optato per il 'no'. Si trattava di scelte motivate da considerazioni ambientali e sanitarie che nessuno intende banalizzare. Tuttavia, la politica ha il dovere di interrogarsi anche sulle ricadute industriali, occupazionali e sociali delle proprie decisioni. Anche dalla regione Puglia giungono segnali difficili da conciliare.

 

Da un lato, il presidente della regione afferma che Taranto deve mantenere un futuro siderurgico, evocando concetti quali l'acciaio nazionale, la decarbonizzazione, la reindustrializzazione e la tutela dell'occupazione. Dall'altro, la medesima regione si è costituita ad adiuvandum nell'azione inibitoria promossa dai cittadini e dai Genitori Tarantini, da cui è scaturito il procedimento che oggi conduce verso lo spegnersi dell'area a caldo.

 

EX ILVA: FIOM A MELONI, GOVERNO PIÙ LONGEVO NON SIA QUELLO CHE CHIUDE TARANTO

ex ilva di taranto - acciaierie d italia

(LaPresse) - "Non vorremmo ricordare il governo più longevo della storia repubblicana come quello che ha chiuso l'ILVA senza offrire alcuna prospettiva occupazionale, industriale e ambientale. È giunto il tempo di dare risposte concrete alle rivendicazioni dei lavoratori". Così la Fiom Cgil Taranto in lettera aperta alla presidente del Consiglio, che oggi festeggia in Puglia il record del governo più stabile.

 

"In occasione dell'iniziativa a Bari sul governo più longevo della storia della Repubblica italiana - scrive la Fiom di Taranto - crediamo sia necessario farLe presente quanto si sta verificando a Taranto sulla pelle di migliaia di lavoratori dell'ex ILVA e dell'Appalto, oltre che sul futuro di una città già fortemente provata da una vertenza ad oggi irrisolta e che nei prossimi mesi rischia di implodere definitivamente.

 

adolfo urso e giorgia meloni - foto lapresse

La vertenza ILVA, dal 2012 ad oggi, ha attraversato vari governi, sia politici che tecnici, e nessuno di questi ha mai programmato un serio processo di transizione ecologica: passaggio necessario per superare le criticità ambientali e sanitarie, oltre al dramma occupazionale e industriale che non riguarda solo Taranto e il Mezzogiorno, ma l'intero Paese".

 

"Sia chiaro", premette il sindacato, "nessun governo nel corso degli anni ha garantito una prospettiva industriale tale da farci uscire da questa fase di impasse. Si è costantemente intervenuti con decreti d'urgenza per rinviare un problema sicuramente non di facile soluzione, determinando di fatto un progressivo peggioramento delle condizioni dei lavoratori e degli impianti dello stabilimento siderurgico.

 

altoforno 1 - stabilimento ex ilva di taranto

Tuttavia, crediamo fermamente che la stabilità di un esecutivo avrebbe dovuto garantire una prospettiva industriale e, di conseguenza, occupazionale e ambientale, al fine di evitare quanto sta accadendo a Taranto e negli altri siti in cui il gruppo ADI è insediato".

 

"Il prossimo 8 settembre a Palazzo Chigi, il giorno prima dell'udienza in cui si discuterà l'istanza di sospensiva, il governo dovrà necessariamente dare risposte in merito alla piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali - aggiunge -. Soprattutto, dovrà chiarire se il governo più longevo della storia repubblicana intenda chiudere un sito d'interesse strategico, mettendo per strada 20 mila lavoratori e provocando una bomba sociale e ambientale senza eguali".

altoforno 1 - stabilimento ex ilva di taranto

 

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