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OLTRE ALL’URAGANO TRUMP, LE BORSE MONDIALI DEVONO TEMERE LO TSUNAMI IN ARRIVO DAL GIAPPONE – LA PREMIER SANAE TAKAICHI HA ANNUNCIATO ELEZIONI ANTICIPATE A FEBBRAIO E STA PREPARANDO UNA SVOLTA DI POLITICA FINANZIARIA, CON L’ADDIO ALL’AUSTERITÀ E UN INEVITABILE AUMENTO DEL DEFICIT (CON 59 MILIARDI DI SPESE MILITARI L'ANNO FINO AL 2% ENTRO IL 2027) – IL RENDIMENTO DEI TITOLI DI STATO GIAPPONESI È AL LIVELLO PIÙ ALTO DAL 1997 – IL QUOTIDIANO TEDESCO ‘WELT’: “CHE COSA HA A CHE FARE TUTTO CIÒ CON IL RESTO DEL MONDO? PURTROPPO, MOLTISSIMO. GLI INVESTITORI GIAPPONESI POTREBBERO RITIRARE I LORO CAPITALI DALLE AZIONI NEGLI USA E IN EUROPA PER REINVESTIRLI IN GIAPPONE, TRASCINANDO AL RIBASSO LE BORSE MONDIALI…”

Estratto dell’articolo di Frank Stocker per – ripubblicato da “la Repubblica”

 

Sanae Takaichi

In Giappone gli tsunami sono di solito fenomeni naturali. Ma questa settimana uno potrebbe essere stato provocato dall’uomo – e precisamente dai vertici della politica. Lunedì, infatti, la premier giapponese Sanae Takaichi ha annunciato elezioni anticipate. La notizia ha fatto crollare i titoli di Stato giapponesi. Ma questo è solo l’inizio.

 

Parallelamente, da lunedì sono scesi anche i corsi azionari in tutto il mondo. Molti hanno attribuito il calo all’annuncio di nuovi dazi da parte del presidente degli Stati Uniti nel contesto dello scontro sulla Groenlandia. Questo è stato certamente un fattore importante, ma non l’unico. In realtà, la mossa di Takaichi ha almeno accentuato questa dinamica. E soprattutto, nei prossimi mesi da Tokyo potrebbe arrivare un vento contrario ancora più forte per i mercati finanziari globali – in particolare se la premier dovesse vincere le elezioni con un ampio margine.

 

sanae takaichi donald trump foto lapresse

Takaichi è in carica dall’ottobre 2025 e governa con una maggioranza risicatissima alla Camera bassa, mentre alla Camera alta non dispone affatto di una maggioranza. Poiché attualmente gode di un forte consenso nei sondaggi, intende ora ottenere una maggioranza solida attraverso nuove elezioni. L’8 febbraio, con ogni probabilità, i cittadini saranno chiamati alle urne.

 

Ma Takaichi ha giustificato la sua decisione anche con la necessità di ottenere il sostegno popolare per un profondo cambiamento della politica finanziaria – ed è proprio questo che sta inquietando i mercati. Lei stessa parla di una “politica fiscale espansiva responsabile”, che dovrebbe sostituire l’attuale politica di rigore. Lo Stato, secondo la premier, dovrebbe investire di più nel futuro attraverso una “offensiva responsabile”.

 

MERCATI

Come primo e più importante regalo elettorale, Takaichi ha annunciato la sospensione dell’IVA sui generi alimentari per due anni. Secondo il Ministero delle Finanze, questo provvedimento costerebbe circa cinque trilioni di yen all’anno (circa 27 miliardi di euro). Una misura che ha ben poco a che fare con investimenti per il futuro, ma che aumenterebbe in modo significativo il deficit di bilancio.

 

I mercati finanziari hanno reagito duramente: il rendimento dei titoli di Stato decennali è salito a quasi il 2,4 per cento, il livello più alto dal 1997. I titoli a 40 anni rendono addirittura oltre il quattro per cento.

 

[...]

 

giorgia meloni sanae takaichi foto lapresse

«Le attuali condizioni reflazionistiche sono fondamentalmente diverse da quelle dell’epoca delle Abenomics», afferma Naomi Fink, chief strategist di Amova Asset Management. Con le elezioni anticipate aumenta però la probabilità che Takaichi riesca a consolidare il proprio potere politico.

 

«Gli investitori estendono questo ragionamento ipotizzando che il governo Takaichi adotterà una politica fiscale molto più aggressiva», spiega Fink. Di conseguenza, si aspettano un’inflazione più elevata e chiedono tassi di interesse a lungo termine più alti.

 

Ma si tratta di un gioco pericoloso, perché prima o poi il clima sui mercati potrebbe cambiare bruscamente. «Come abbiamo visto nel Regno Unito, a un certo punto i mercati ne hanno abbastanza e pretendono costi di finanziamento decisamente più elevati», avverte Ales Koutny, responsabile della strategia globale sui tassi d’interesse presso la società di investimento Vanguard a Londra. Il riferimento è agli eventi del settembre 2022 nel Regno Unito.

 

[...]

 

donald trump sanae takaichi foto lapresse

Le paure dei mercati crescono anche perché, finora, Takaichi ha dovuto tenere conto – a causa della sua fragile maggioranza – delle voci critiche all’interno del suo stesso partito, favorevoli al mantenimento della linea di austerità. Questo è emerso chiaramente nel progetto di bilancio per il 2026, presentato a fine dicembre, che prevedeva solo un modesto ampliamento del deficit. Se però Takaichi dovesse ottenere una maggioranza ampia nel nuovo Parlamento, potrebbe ignorare questo fronte interno.

 

«La mossa di Takaichi mira a mantenere il controllo sul partito e sulla coalizione, così da poter attuare la sua strategia reflazionistica di lungo periodo», spiega Raphaël Gallardo, capo economista della società di gestione francese Carmignac. «I mercati temono a ragione che un maggiore capitale politico si traduca anche in un aumento del deficit e in una pressione inflazionistica più forte.»

 

effetto dei dazi di trump sui mercati

Questo timore è tanto più fondato in quanto Takaichi vuole allo stesso tempo impedire ulteriori rialzi dei tassi di riferimento. «Dal suo insediamento lo scorso ottobre, il governo Takaichi ha mostrato la disponibilità a interferire nella politica monetaria della Banca del Giappone e a ostacolare aumenti dei tassi», afferma Reo Sakida, economista presso la banca d’investimento Société Générale.

 

Di conseguenza, il tasso reale – cioè il tasso d’interesse al netto dell’inflazione – per i finanziamenti a breve termine resta negativo. Edgar Walk, capo economista della banca privata Metzler, parla di una grave distorsione della politica monetaria: con un tasso di riferimento attualmente fermo allo 0,75 per cento, secondo lui dovrebbe invece attestarsi intorno al quattro per cento.

 

Sanae Takaichi e Xi Jinping

Un tasso più elevato sarebbe un segnale che la banca centrale intende riportare l’inflazione sotto controllo. Finché questo segnale non arriva, gli investitori si aspettano un rapido aumento dei prezzi e fanno salire i rendimenti dei titoli a lungo termine.

 

Tassi di inflazione relativamente elevati, tassi di interesse a breve artificialmente bassi e la prospettiva di una nuova ondata di debito pubblico: per gli investitori obbligazionari questo rappresenta lo scenario peggiore, soprattutto considerando l’enorme montagna di debito che il Giappone ha già accumulato. Di conseguenza, si allontanano dai titoli di Stato giapponesi a lungo termine, spingendone i rendimenti verso l’alto.

 

giorgia meloni sanae takaichi foto lapresse

È vero che mercoledì e giovedì i rendimenti sono leggermente scesi, dopo che il ministro delle Finanze giapponese, a Davos, ha cercato di rassicurare gli investitori. Ma questa flessione sembra essere solo una pausa temporanea. La maggior parte degli analisti ritiene probabili nuovi massimi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

 

A questo punto sorge spontanea la domanda: che cosa ha a che fare tutto ciò con il resto del mondo? Purtroppo, moltissimo. «L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi accresce il rischio di una svendita globale», afferma Ipek Ozkardeskaya, analista presso il broker Swissquote. Il motivo è semplice: «Rendimenti interni più elevati aumentano l’incentivo per i grandi investitori giapponesi a rimpatriare i capitali e a garantirsi rendimenti più interessanti in patria.»

 

DONALD TRUMP E I MERCATI

In altre parole, gli investitori giapponesi ritirano i loro capitali dalle azioni negli Stati Uniti e in Europa per reinvestirli in Giappone, accelerando così il calo del DAX e degli altri indici. Il mix tossico di inflazione, debito e politica dei tassi in Giappone finisce quindi per trascinare al ribasso le Borse mondiali.

 

Resta ora da vedere se la popolarità di Takaichi reggerà fino alle elezioni e se riuscirà davvero a ottenere la vittoria schiacciante che auspica. Nel frattempo, il partito Komeito – che per 26 anni ha governato in coalizione con il Partito Liberal Democratico (LDP) di Takaichi – si è alleato con il Partito Democratico Costituzionale d’opposizione dell’ex premier Yoshihiko Noda. Insieme vogliono impedire il trionfo dell’LDP.

 

SANAE TAKAICHI

Se ci riusciranno o meno lo si saprà probabilmente l’8 febbraio: una data che potrebbe rivelarsi decisiva non solo per il Giappone, ma anche per i mercati finanziari globali.

 

(Copyright Welt/Lena- Leading European Newspaper Alliance)

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