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DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

DAGOREPORT

giorgia meloni tommaso longobardi

A Palazzo Chigi la priorità non è risollevare il Pil asfittico, alzare i salari da fame degli italiani, oppure trovare soluzioni per rilanciare la produttività. No, al momento il pensiero numero uno di Giorgia Meloni è fare in modo che la propaganda del governo funzioni al meglio.

 

È da qui che bisogna partire per capire l’addio (sarebbe meglio dire “l’allontanamento”) di Tommaso Longobardi, ormai ex stratega digitale della premier, l’uomo che in questi anni ha costruito la macchina social della Ducetta.

 

tommaso longobardi arianna meloni giovanni donzelli

La stessa “Statista della Sgarbatella”, nella recente intervista-fiume concessa al “Foglio”, ha abbozzato un’autocritica farcita dalla solita dose di vittimismo: “Rimpianti veri e propri non ne ho. Mi pento forse di aver ritenuto sufficiente fare le cose, anche quando non riuscivo a raccontare tutto il lavoro. Mi rendo conto che sarebbe stato importante far conoscere meglio tutto il nostro lavoro”.

 

Ecco spiegata la caduta in disgrazia di Longobardi: "Mi rendo conto che sarebbe stato importante far conoscere meglio tutto il nostro lavoro”. Tradotto: qualcuno avrebbe dovuto raccontare online, in modo più pervasivo e martellante, l'azione di governo. E chi se non Longobardi, social media manager di palazzo Chigi? 

 

Longobardi, su Instagram, ha provato a far passare il messaggio che il suo addio sia frutto di una separazione consensuale: “il rapporto con Giorgia resta quello di sempre. Non ci sono rotture, retroscena o dietrologie da cercare dietro questa scelta”.

 

giorgia meloni gian marco chiocci

Eppure l’uscita di scena del capo della comunicazione social della presidente del Consiglio, a pochi mesi dalle elezioni, è un segnale evidente che Giorgia Meloni non sia affatto felice del lavoro svolto dal para-guru nero, mentre nei sondaggi il Campo Largo è in vantaggio sul centrodestra e Roberto Vannacci continua a scippare voti ai partiti di governo.

 

Longobardi era finito nel mirino di Giorgia e del suo “cerchio tragico” già con la cocente disfatta del referendum sulla giustizia. A Palazzo Chigi non si aspettavano un divario di due milioni di voti a favore del “no”. Soprattutto perché l’analisi del voto ha dimostrato che l’elettorato più giovane ha votato in maniera massiccia contro la riforma targata Nordio. 

 

FRANCESCO FILINI GIOVANBATTISTA FAZZOLARI

Quindi è scattato l’allarme nelle stanze del potere meloniano: “Ao’, non riusciamo a intercetta’, ’sti pischelli”. Da qui la decisione della sora Giorgia di riorganizzare la comunicazione, proprio alla vigilia di una campagna elettorale che si annuncia mediaticamente feroce.

 

Nel tentativo di portare a termine almeno questa riforma, quella della “propaganda”, “Io so‘ Giorgia” sta pensando si affidarsi al direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, come portavoce. Un desiderio che l’ex Underdog della Garbatella nutre da tempo.    

 

gino zavalani intervista paolo zampolli esperia

La prossima settimana a Palazzo Chigi è prevista una riunione per discutere come riorganizzare la squadra della comunicazione.

 

Si capirà davvero quante chance ci sono per il trasloco di Chiocci “in trincea”, in vista del voto 2027. Ovviamente, nel caso in cui Chiocci accettasse il ruolo di portavoce della presidente del Consiglio, dovrebbe mettersi in aspettativa dalla Rai, con cui ha un contratto, e servirà un nuovo direttore al telegiornale di Rai1. Mica facile, in questo momento.

 

Non sarebbe indolore neanche l'approdo di Chiocci a palazzo Chigi, nonostante la necessità di rilanciare il consenso calante del governo: l'ex cronista de "il Giornale" non troverebbe le porte spalancate. Tutt'altro.

 

Dovrebbe affrontare l’ostilità del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e di Francesco Filini, coordinatore della macchina della comunicazione di Fdi, che non vedono di buon occhio l’arrivo di un giornalista fin troppo autonomo come l’ex direttore dell’AdnKronos.

 

Si vocifera poi che a Palazzo Chigi stiano pensando di assoldare per i social e la comunicazione online l’italo-albanese Gino Zavalani, volto del network online de' destra "Esperia", che in questi ultimi mesi ha diffuso il verbo meloniano a pie' sospinto, ricalcando la comunicazione digitale grassroots (“di base”, ovvero “dal basso”) che negli Stati Uniti è stata decisiva per l’affermazione di Donald Trump…

 

UNA MELONI A TUTTO CAMPO

Estratto dell’articolo di Claudio Cerasa per “Il Foglio” del 12 settembre 2026

 

meloni chiocci

[…] Presidente Meloni, cominciamo da qui. Il record è arrivato, lo sappiamo, ma referendum a parte, in questi 1.420 giorni di governo, qual è il suo più grande rimpianto?

“Rimpianti veri e propri non ne ho. Mi pento forse di aver ritenuto sufficiente fare le cose, anche quando non riuscivo a raccontare tutto il lavoro. Sono convinta da sempre che i fatti siano molto più forti di qualsiasi narrazione.

 

Oggi, però, mi rendo conto che sarebbe stato importante far conoscere meglio tutto il nostro lavoro. Perché ha ragione Sabino Cassese quando dice che questo governo ha sfornato provvedimenti ogni settimana, e quei provvedimenti hanno dei contenuti e degli obiettivi.

 

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

Se ci si pensa è un lavoro enorme, e mi sarebbe piaciuto riuscire ad aggiornare meglio gli italiani sul complesso di questo impegno. Sul referendum sulla giustizia, poi, non ho particolari rimpianti. Avevamo preso l’impegno di presentare una riforma della giustizia, e lo abbiamo fatto. E anche se gli italiani hanno deciso di non confermarla, noi abbiamo fatto il nostro dovere” […]

 

LETTERA DI GINO ZAVALANI A DAGOSPIA

Caro Dago,

con affetto e stima da lettore affezionato, mi tocca smentire l’indiscrezione, ripresa anche da te, che mi vorrebbe a Palazzo Chigi. È semplicemente falsa e infondata.

 

Del resto, quello non è il mio mestiere. Per cui sarebbe piuttosto curioso che qualcuno possa pensare di chiamarmi a farlo. Il mio mestiere è dirigere Esperia.

 

gino zavalani - esperia

In appena un anno, quella che era una scommessa editoriale si è trasformata in un media capace di generare ogni mese decine di milioni di interazioni, realizzare interviste esclusive, produrre inchieste, imporre temi nel dibattito pubblico e finire sempre più spesso sulle pagine della stampa nazionale.

 

Il caso Ranucci, per citarne uno, dimostra anche un’altra cosa: oggi un media nato sui social può fare informazione, trovare notizie e costringere persino i media tradizionali a occuparsene. È questo il lavoro che mi interessa.

 

La politica, invece, non è il mio obiettivo. Mi appassiona – come penso anche a te – raccontare la politica, non farne parte. Fare informazione, intervistare, cercare storie e, quando capita, mettere il naso dove qualcuno preferirebbe che restasse fuori.

Esperia continua. E pure io.

 

il video di gino zavalani sulle amanti di sigfrido ranucci 8

Proprio adesso che il progetto cresce e acquista sempre più rilievo, sarebbe davvero un peccato fermarsi. Con affetto, anche per chi sperava il contrario.

 

Gino Zavalani

Direttore editoriale di Esperia Italia

la lettera di giorgia meloni a tommaso longobardimarcello foa tommaso longobardi (2)Giovanbattista Fazzolari - Mario Sechi marcello foa tommaso longobardi giovanni donzellitommaso longobardi giovanni donzelli (3)TOMMASO LONGOBARDI - SENZA MASCHERA

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