giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTA "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

DAGOREPORT 

 

giorgia meloni foto lapresse 8

Giorgia Meloni si vanta per il record di longevità del suo governo ma ha una paura fottuta di tornare alle urne. A destra la "volontà popolare" viene tirata in ballo quando fa comodo ma dopo più di quattro anni di vuoto cosmico, zero riforme e promesse mancate i cittadini potrebbero mandare un bel "vaffa" ai Fratellini d'Italia.  

 

Da qui l’urgenza per la Ducetta di far approvare una legge elettorale che, in nome della "stabilità", serve a fregare gli avversari come l’emendamento “ammazza-cespugli” sulla raccolta delle firme. La proposta, presentata da Fratelli d'Italia e approvata dal Senato, e’ una bella inculata per i partiti ora assenti dal Parlamento: chi non ha un gruppo dovrà raccogliere 6 mila sottoscrizioni in ogni collegio, chi ha una componente invece ne dovrà rimediare solo 1.500.  

 

Con l’emendamento, la statista della Sgarbatella prende due piccioni con una fava. 

Il blitz della maggioranza andato in scena in Senato serve innanzitutto a creare difficoltà al generale Vannacci, che cavalca nei sondaggi rubando voti al centrodestra.

Roberto Vannacci

 

I meloniani stanno anche cercando di capire se la “sporca dozzina” di Futuro nazionale si possa sabotare, depotenziare o scardinare, mettendo nel mirino i suoi membri. Il generale ha raccattato peones in Parlamento, tra pistoleri alla Pozzolo, erinni alla Ravetto e tanti ex leghisti in cerca di ricandidature facili. Personalità così "controverse" qualche scheletro nell'armadio se lo ritrovano sempre. E, scava scava, qualcosa verrà fuori.

 

L’ex parà ha arruolato otto deputati ma non ha nessun soldato a Palazzo Madama, dove si esamina la legge elettorale. Vannacci, che ama mostrare i muscoli e atteggiarsi a Dictator dell'Antica Roma, tramite l’intelligenza artificiale, si e’ tappato la boccuccia sull’emendamento e finora non ha detto nulla. Non vuole dare segnali di debolezza né mostrarsi lagnoso.  

 

antonio tajani maurizio lupi assemblea nazionale noi moderati foto lapresse

L’emendamento sull'aumento della raccolta firme, sostenuto soprattutto da Forza Italia, Udc e Noi moderati, serve a "proteggere" i centristi al traino della Meloni. Quel merluzzone di Tajani, Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi temono che Alessandro Onorato gli porti via voti con il suo Progetto Civico Italia. L’assessore di Roma ai Grandi eventi insiste su un elettorato centrista, pragmatico, liberal e de-ideologizzato: puo' rosicchiare consensi anche a destra. 

 

Il 46enne Onorato, però, ha altri guai, oltre alle firme da raccogliere: l’endorsement di Giuseppe Conte in suo favore sembra un "bacio della morte". Peppiniello, in stretto raccordo con Goffredo Bettini, sta brigando in Parlamento per sostenere la causa dell’assessore: sarebbe pronto a "prestare" qualche parlamentare del M5s per permettere a Onorato di creare una componente di Progetto Civico in Parlamento, così da facilitare la raccolta firme per la presentazione della lista alle politiche. 

ALESSANDRO ONORATO

 

Perché tanta premura da parte del camaleontico Giuseppi? Semplice: Onorato e’ pronto a sostenerlo nella corsa alle primarie contro Elly Schlein. Ma questa "corrispondenza di amorosi sensi" rischia di minare la "terzietà" dell'iniziativa dell'assessore nato a Ostia: da Progetto Civico Italia a “Progetto Conte” il passo e’ breve.

 

Ad avvicinare i due vaporosi ciuffi è anche l'antipatia verso Renzi. Nessuno dei due vuole Matteonzo tra le palle: Conte non gli ha mai perdonato la "congiura" con cui il leader di Italia Viva lo sfrattò da palazzo Chigi per sostituirlo con Mario Draghi; Onorato non tollera l'abilità manovriera del senatore di Rignano, a cui contende la leadership della "gamba centrista" del Campo largo. 

 

matteo renzi al senato foto lapresse

Matteonzo se ne impipa e gode come un riccio per l’emendamento "ammazza cespugli", approvato anche grazie alla "manina" di Ignazio la Russa (che non ha dimenticato di essere stato eletto presidente del Senato anche con i voti dei renziani...). 

 

La mossa di Giorgia Meloni sulle firme ha indignato le anime pie del Campo largo. Conte addirittura ha chiesto a Mattarella di non firmare la legge elettorale. Ma a sinistra  dimenticano le regole: il Melonellum non e’ stato ancora approvato dal Parlamento, puo' ancora essere modificato e il capo dello Stato, sic stantibus rebus, non può fare (ancora) nulla. 

Domenico Giannetta Roberto Vannacci Domenico Furgiuele

 

L’ultima speranza dei sinistrati è il voto segreto finale della Camera sulla legge elettorale. L’auspicio delle opposizioni e’ che si ripeta quanto accaduto a luglio, quando i franchi tiratori della maggioranza hanno affossato le preferenze. Ma i sogni si scontrano con la realtà: i parlamentari non hanno voglia di infiocinare il governo, far zompare le legislatura e andare a casa, visto che i loro vitalizi matureranno il 14 aprile. Campa cavallo!

 

fabio roscioli

L’unica cosa che può riportare allegria a Schlein e soci e’ un voto che riguarda 300 mila cittadini. 

 

Il 27 e 28 settembre si terranno le elezioni suppletive a Reggio Calabria per il seggio alla Camera. Futuro nazionale ha candidato Domenico Giannetta (ex capogruppo in Regione di Forza Italia) contro Fabio Roscioli, tesoriere degli azzurri vicino a Marina Berlusconi. Se il candidato di Vannacci finisse per agevolare la vittoria del candidato del Pd, il medico Erik Benedetto, a palazzo Chigi scatterebbe l'allarme rosso... 

 

2. RACCOLTA DELLE FIRME, MURO DEL CENTRODESTRA: NON È PUNITIVA LO SPRINT AL SENATO

Estratto dall’articolo di Adriana Logroscino per il "Corriere della Sera"

 

Si torna in Aula, oggi, per il rush finale della legge elettorale che il Senato dovrebbe licenziare domani. La maggioranza si presenterà determinata a portare al voto lo Stabilicum senza incidenti né ripensamenti: «È chiusa, nessuna norma — nemmeno quella che quadruplica le firme per presentare le liste — è punitiva o incostituzionale», dicono dopo l’ultimo brevissimo confronto a distanza gli sherpa.

 

ignazio la russa - cerimonia del ventaglio in senato - foto lapresse

Le obiezioni delle opposizioni, invece, prenderanno forma dentro e fuori dal Palazzo: con due emendamenti «contro la spudorata manipolazione delle norme per danneggiare l’avversario», avvertono i deputati, e con una protesta organizzata da Alessandro Onorato e la sua Progetto civico nazionale per il pomeriggio davanti a Palazzo Madama.

 

«Meloni nel 2014 per entrare in Parlamento con la sua FdI raccolse appena 40 mila firme, a noi vogliono imporre di raccoglierne 400 mila», protesta l’assessore romano. [...]

 

I tecnici dei quattro partiti di maggioranza ieri hanno definito alcuni ulteriori modifiche che arriveranno in Aula: la soglia per ottenere il seggio dove risiedono le minoranze linguistiche, cioè l’Alto Adige scenderebbe dal 20 al 15 per cento. «Un regalo a Svp che governa con loro a Bolzano e Trento», sibilano gli avversari. [...]

nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli

 

Non diversi da quello con cui sono state quadruplicate le firme necessarie per presentare le liste da un momento all’altro».

 

La norma approvata venerdì, che impone la raccolta di 6.000 firme (non più 1.500) per ogni collegio in cui si voglia presentare una lista non già rappresentata in Parlamento, è infatti quella che fa ancora discutere. 

 

Ma in attesa che gli organi preposti ne valutino la costituzionalità, gli oppositori concentrano le loro critiche sulla legge elettorale in toto. Roberto Vannacci, che aveva pungolato Meloni sulle preferenze, ribadisce: «Così come reintrodotte, sono farlocche, un inciucio». E la dem Elly Schlein suona la carica: «Facciamo muro contro la legge elettorale».

 

Chiusa in Senato, a ottobre lo Stabilicum tornerà alla Camera. E a Montecitorio le opposizioni tenteranno di far leva sul voto segreto, quello in particolare delle donne, penalizzate dalla mancanza di tutele di genere sui capilista bloccati, per farla saltare. [...]

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3elly schlein (3)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI...

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTA "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")