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DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

DAGOREPORT 

 

giorgia meloni foto lapresse 8

Giorgia Meloni si vanta per il record di longevità del suo governo ma ha una paura fottuta di tornare alle urne. A destra la "volontà popolare" viene tirata in ballo quando fa comodo ma dopo più di quattro anni di vuoto cosmico, zero riforme e promesse mancate i cittadini potrebbero mandare un bel "vaffa" ai Fratellini d'Italia.  

 

Da qui l’urgenza per la Ducetta di far approvare una legge elettorale che, in nome della "stabilità", serve a fregare gli avversari come l’emendamento “ammazza-cespugli” sulla raccolta delle firme. La proposta, presentata da Fratelli d'Italia e approvata dal Senato, e’ una bella inculata per i partiti ora assenti dal Parlamento: chi non ha un gruppo dovrà raccogliere 6 mila sottoscrizioni in ogni collegio, chi ha una componente invece ne dovrà rimediare solo 1.500.  

 

Con l’emendamento, la statista della Sgarbatella prende due piccioni con una fava. 

Il blitz della maggioranza andato in scena in Senato serve innanzitutto a creare difficoltà al generale Vannacci, che cavalca nei sondaggi rubando voti al centrodestra.

Roberto Vannacci

 

I meloniani stanno anche cercando di capire se la “sporca dozzina” di Futuro nazionale si possa sabotare, depotenziare o scardinare, mettendo nel mirino i suoi membri. Il generale ha raccattato peones in Parlamento, tra pistoleri alla Pozzolo, erinni alla Ravetto e tanti ex leghisti in cerca di ricandidature facili. Personalità così "controverse" qualche scheletro nell'armadio se lo ritrovano sempre. E, scava scava, qualcosa verrà fuori.

 

L’ex parà ha arruolato otto deputati ma non ha nessun soldato a Palazzo Madama, dove si esamina la legge elettorale. Vannacci, che ama mostrare i muscoli e atteggiarsi a Dictator dell'Antica Roma, tramite l’intelligenza artificiale, si e’ tappato la boccuccia sull’emendamento e finora non ha detto nulla. Non vuole dare segnali di debolezza né mostrarsi lagnoso.  

 

antonio tajani maurizio lupi assemblea nazionale noi moderati foto lapresse

L’emendamento sull'aumento della raccolta firme, sostenuto soprattutto da Forza Italia, Udc e Noi moderati, serve a "proteggere" i centristi al traino della Meloni. Quel merluzzone di Tajani, Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi temono che Alessandro Onorato gli porti via voti con il suo Progetto Civico Italia. L’assessore di Roma ai Grandi eventi insiste su un elettorato centrista, pragmatico, liberal e de-ideologizzato: puo' rosicchiare consensi anche a destra. 

 

Il 46enne Onorato, però, ha altri guai, oltre alle firme da raccogliere: l’endorsement di Giuseppe Conte in suo favore sembra un "bacio della morte". Peppiniello, in stretto raccordo con Goffredo Bettini, sta brigando in Parlamento per sostenere la causa dell’assessore: sarebbe pronto a "prestare" qualche parlamentare del M5s per permettere a Onorato di creare una componente di Progetto Civico in Parlamento, così da facilitare la raccolta firme per la presentazione della lista alle politiche. 

ALESSANDRO ONORATO

 

Perché tanta premura da parte del camaleontico Giuseppi? Semplice: Onorato e’ pronto a sostenerlo nella corsa alle primarie contro Elly Schlein. Ma questa "corrispondenza di amorosi sensi" rischia di minare la "terzietà" dell'iniziativa dell'assessore nato a Ostia: da Progetto Civico Italia a “Progetto Conte” il passo e’ breve.

 

Ad avvicinare i due vaporosi ciuffi è anche l'antipatia verso Renzi. Nessuno dei due vuole Matteonzo tra le palle: Conte non gli ha mai perdonato la "congiura" con cui il leader di Italia Viva lo sfrattò da palazzo Chigi per sostituirlo con Mario Draghi; Onorato non tollera l'abilità manovriera del senatore di Rignano, a cui contende la leadership della "gamba centrista" del Campo largo. 

 

matteo renzi al senato foto lapresse

Matteonzo se ne impipa e gode come un riccio per l’emendamento "ammazza cespugli", approvato anche grazie alla "manina" di Ignazio la Russa (che non ha dimenticato di essere stato eletto presidente del Senato anche con i voti dei renziani...). 

 

La mossa di Giorgia Meloni sulle firme ha indignato le anime pie del Campo largo. Conte addirittura ha chiesto a Mattarella di non firmare la legge elettorale. Ma a sinistra  dimenticano le regole: il Melonellum non e’ stato ancora approvato dal Parlamento, puo' ancora essere modificato e il capo dello Stato, sic stantibus rebus, non può fare (ancora) nulla. 

Domenico Giannetta Roberto Vannacci Domenico Furgiuele

 

L’ultima speranza dei sinistrati è il voto segreto finale della Camera sulla legge elettorale. L’auspicio delle opposizioni e’ che si ripeta quanto accaduto a luglio, quando i franchi tiratori della maggioranza hanno affossato le preferenze. Ma i sogni si scontrano con la realtà: i parlamentari non hanno voglia di infiocinare il governo, far zompare le legislatura e andare a casa, visto che i loro vitalizi matureranno il 14 aprile. Campa cavallo!

 

fabio roscioli

L’unica cosa che può riportare allegria a Schlein e soci e’ un voto che riguarda 300 mila cittadini. 

 

Il 27 e 28 settembre si terranno le elezioni suppletive a Reggio Calabria per il seggio alla Camera. Futuro nazionale ha candidato Domenico Giannetta (ex capogruppo in Regione di Forza Italia) contro Fabio Roscioli, tesoriere degli azzurri vicino a Marina Berlusconi. Se il candidato di Vannacci finisse per agevolare la vittoria del candidato del Pd, il medico Erik Benedetto, a palazzo Chigi scatterebbe l'allarme rosso... 

 

2. RACCOLTA DELLE FIRME, MURO DEL CENTRODESTRA: NON È PUNITIVA LO SPRINT AL SENATO

Estratto dall’articolo di Adriana Logroscino per il "Corriere della Sera"

 

Si torna in Aula, oggi, per il rush finale della legge elettorale che il Senato dovrebbe licenziare domani. La maggioranza si presenterà determinata a portare al voto lo Stabilicum senza incidenti né ripensamenti: «È chiusa, nessuna norma — nemmeno quella che quadruplica le firme per presentare le liste — è punitiva o incostituzionale», dicono dopo l’ultimo brevissimo confronto a distanza gli sherpa.

 

ignazio la russa - cerimonia del ventaglio in senato - foto lapresse

Le obiezioni delle opposizioni, invece, prenderanno forma dentro e fuori dal Palazzo: con due emendamenti «contro la spudorata manipolazione delle norme per danneggiare l’avversario», avvertono i deputati, e con una protesta organizzata da Alessandro Onorato e la sua Progetto civico nazionale per il pomeriggio davanti a Palazzo Madama.

 

«Meloni nel 2014 per entrare in Parlamento con la sua FdI raccolse appena 40 mila firme, a noi vogliono imporre di raccoglierne 400 mila», protesta l’assessore romano. [...]

 

I tecnici dei quattro partiti di maggioranza ieri hanno definito alcuni ulteriori modifiche che arriveranno in Aula: la soglia per ottenere il seggio dove risiedono le minoranze linguistiche, cioè l’Alto Adige scenderebbe dal 20 al 15 per cento. «Un regalo a Svp che governa con loro a Bolzano e Trento», sibilano gli avversari. [...]

nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli

 

Non diversi da quello con cui sono state quadruplicate le firme necessarie per presentare le liste da un momento all’altro».

 

La norma approvata venerdì, che impone la raccolta di 6.000 firme (non più 1.500) per ogni collegio in cui si voglia presentare una lista non già rappresentata in Parlamento, è infatti quella che fa ancora discutere. 

 

Ma in attesa che gli organi preposti ne valutino la costituzionalità, gli oppositori concentrano le loro critiche sulla legge elettorale in toto. Roberto Vannacci, che aveva pungolato Meloni sulle preferenze, ribadisce: «Così come reintrodotte, sono farlocche, un inciucio». E la dem Elly Schlein suona la carica: «Facciamo muro contro la legge elettorale».

 

Chiusa in Senato, a ottobre lo Stabilicum tornerà alla Camera. E a Montecitorio le opposizioni tenteranno di far leva sul voto segreto, quello in particolare delle donne, penalizzate dalla mancanza di tutele di genere sui capilista bloccati, per farla saltare. [...]

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3elly schlein (3)

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