chiara appendino roberto fico giuseppe conte vincenzo de luca elly schlein

DAGOREPORT - GENTILE CHIARA APPENDINO, È CONSAPEVOLE CHE IN POLITICA, COME NELLA VITA, ‘’NON SI PUÒ AVERE LA SIRINGA PIENA E LA MOGLIE IN OVERDOSE”? MA E' DAVVERO CONVINTA CHE, CON UN M5S “PIÙ AUTONOMO DAL PD”, IL PARTITO DI CONTE SAREBBE RIUSCITO A SVENTOLARE LE CANDIDATURE DI TRIDICO IN CALABRIA E DI FICO IN CAMPANIA, DOVE NEL 2020 M5S HA PRESO IL 9,9% MENTRE DE LUCA INTASCÒ IL 69,4%? – OGGI LA VITTORIA DI FICO, FINO A IERI DATA PER SICURA, STA TROVANDO UNA STRADA ACCIDENTATA - A SALVARE LA BARACCA CI DOVRÀ PENSARE LO SCERIFFO DI SALERNO – COME ELLY, CHE DOPO AVERLO DISPREZZATO, E' SCESA A MITI CONSIGLI, ANCHE FICO DEVE ACCETTARE LE “PRIORITÀ” DI DE LUCA OPPURE VERRÀ ABBANDONATO AL SUO DESTINO DI PERDENTE, FACENDO FELICE IL CANDIDATO DI FRATELLI D’ITALIA, EDMONDO CIRIELLI...

CHIARA APPENDINO - NOVA - ASSEMBLEA COSTITUENTE M5S

DAGOREPORT

La lungochiomata vicepresidente del M5S Chiara Appendino va in assemblea e minaccia le dimissioni se il tenorino Giuseppino Conte non la finisce di duettare con l’ugola ingolfata di Elly Schlein: “Il Movimento 5 Stelle sia più autonomo dal Pd”, tuona l'ex sindaca di Torino.

 

Dopo aver lanciato il sassolino, l'Appendino si è ingolfata in una supercazzola di totale ipocrisia: "Si può restare pure alleati ma con una identità politica diversa, capace come in passato a rappresentare un pezzo di rabbia sociale e andando a pescare voti nell'astensionismo" e via bla-blando.

giuseppe conte chiara appendino

 

 

La replica di Peppiniello Conte non c’è stata, perché ‘’la riunione è stata rimandata alla settimana prossima, martedì’’. Nell’attesa dell’ex Avvocato del Popolo, ma anche di un bravo dottore, ci prova Dagospia a rispondere ai neuroni in fibrillazione dell’Appendino.

 

Intanto, diamo una sbirciata ai risultati ad oggi delle regionali d'autunno raccolti dai pentastellati: dopo il 5% delle Marche, è arrivato il misero 6,4 della Calabria (dove il candidato presidente era nientemeno che il “padre” del Reddito di cittadinanza, l’europarlamentare Pasquale Tridico), e infine in Toscana il partito guidato da Conte è sceso dal 6,4% del 2020 al 4,35% di oggi, perdendo circa 2 punti. 

pasquale tridico giuseppe conte

 

Fra quaranta giorni si apriranno le urne in Campania dove il candidato si chiama Roberto Fico, grillino rimasto senza una poltrona sotto il sederino dopo aver ricoperto il ruolo di presidente della Camera, per cui Conte è stato costretto a togliere di mezzo il suo candidato alla Regione Campania, Sergio Costa, già ministro del suo governo e in buoni rapporti con il boss del Pd campano, Vincenzo De Luca, che, a differenza di Fico, un posto già lo riscalda, quello di deputato.

 

giuseppe conte e roberto fico

 

A questo punto, gentile signora Appendino, lei è consapevole che, come si motteggia nei salotti degli aristocratici romani, ‘’non si può avere la siringa piena e la moglie in overdose”? Lo sa che Conte ha letteralmente strappato la candidatura di Fico a una Elly Schlein che si è inventata di tutto per convincere gli esponenti apicali del Nazareno ad ingoiare il Fico secco, al fine di riuscire a dar vita a un cazzo di “campolargo” con il M5s?

 

Risultato ottenuto malgrado il risultato ottenuto dai grillini alle Regionali in Campania nel 2020 dove il movimento ha preso il 9,9% con 233.975 voti e 7 seggi conquistati mentre De Luca intascò il 69,48% con 1.789.017 voti. E in barba ai numeri, oggi "Il Fatto" considera la Campania "storico fortino del Movimento"...

LA STANZA DEL FICO - VIGNETTA BY CARLI - IL GIORNALONE LA STAMPA

 

Quindi, cara Appendino, ci faccia sapere, evitando se possibile supercazzole in politichese, se con un M5s “più autonomo dal Pd”, il suo partito sarebbe riuscito ad sventolare la candidatura di Tridico in Calabria e quella di Fico in Campania, dove la vittoria del centrosinistra, fino a ieri sicura, sta trovando una strada accidentata.

 

Se in Toscana Elly e Conte non ci avevano capito una mazza, tentando di defenestrare il cavallo vincente Giani, considerato spregiativamente un “cacicco” in salsa riformista, in Campania potrebbe succedere di tutto, essendosi intestarditi sul cavallo sbagliato, Roberto Fico, che nei sondaggi non brilla.

elly schlein vincenzo de luca

 

A salvare la baracca ci dovrà pensare un altro “cacicco” del Pd, lo Sceriffo di Salerno, Vincenzo De Luca, con cui Elly, dopo averlo disprezzato e commissariato, è stata costretta a scendere a miti consigli accettando di affidare la segreteria regionale del Pd al figlio del governatore uscente, Piero.

 

Ma non basta. De Luca, come Zaia in Veneto, dopo 10 lunghi anni di amministrazione, non ci sta a sparire in silenzio: legittimamente, chiede una continuità e un riconoscimento per il bacino di voti che porta in dote a Fico. Che non è arrivato. In compenso Fico e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, anche lui ex ministro del governo Conte, li trovi spaparanzati con la tazzulella di caffè in mano, che vanno d'amore e d'accordo.

 

elly schlein e vincenzo de luca - vignetta by osho

Secondo l’Ansa, per lo Sceriffo di Salerno l’incontro di due giorni fa con Fico è stato "corretto e positivo" e "dovrebbe garantire alla Regione Campania di andare avanti senza che nessuno si perda". De Luca ha anche ribadito le sue "priorità":

 

"Abbiamo discusso del programma per il prossimo governo regionale, partendo ovviamente dal lavoro immenso che è stato fatto dalla Regione Campania in questi anni e che va riconosciuto, va completato - ha sottolineato De Luca - Ci sono cose che devono essere portate a compimento, pensiamo alla rete dei dieci ospedali della Campania, per il resto bisogna completare solo dei programmi che sono ormai all'80%. Chi verrà sarà pure fortunato perché deve solo vedere il completamento delle cose messe in campo”. 

GAETANO MANFREDI VINCENZO DE LUCA

 

Qual è stata la risposta di Fico? La solita arrampicata sugli specchi dell’ipocrisia: premesso che è stato "un incontro di prospettiva. Abbiamo confermato che il nostro avversario è la destra, avversario che dobbiamo battere, ribadendo che la nostra alleanza costruisce un modello alternativo alla destra e al centrodestra anche per il 2027". 

 

"La Regione ha lavorato su tante tematiche - ha proseguito l'ex presidente della Camera - Tanti aspetti di questo lavoro saranno presi in considerazione e, quando lo si riterrà giusto, saranno valorizzati. Non c'è nessun problema sotto quest'aspetto”.

elly schlein giuseppe conte roberto fico - manifestazione piazza del popolo

Fate attenzione al passaggio sui progetti messi in opera e non conclusi di De Luca: “saranno presi in considerazione e, quando lo si riterrà giusto, saranno valorizzati”.

 

Insomma, sarà il prossimo presidente della Regione, cioè io, Roberto Fico in persona, a decidere o meno la continuità dei tanti lavori messi in opera dal governatore uscente De Luca: ‘’Vedremo un pezzo alla volta. Non voglio entrare nello specifico di ogni cosa”, ha svicolato con tocco blasè il grillino disoccupato.

vincenzo de luca con i figli piero e roberto

 

E quando i cronisti gli hanno chiesto se accanto alla sua lista, "Fico presidente" possa esistere l'altra con scritto "con De Luca", o "Per De Luca", ha gettato la palla in tribuna, scocciato di tali piccinerie: "Non parlerò di simboli in questo momento...".

 

Alla fine, il poverino ha ammesso che "su alcune tematiche siamo in disaccordo", dimenticando che senza le dovute garanzie di potere all'interno del prossimo consiglio regionale, il “cacicco” De Luca lo abbandonerà al suo destino di perdente, facendo felice il candidato di centrodestra, il fratellino d'Italia, Edmondo Cirielli.

 

chiara appendino - processo piazza san carlo

Per farla breve: o il candidato Fico, dall'alto della miseria di consensi che ha nei sondaggi. si mette in testa di dichiarare, subito e pubblicamente, di voler proseguire la politica e le “priorità” di De Luca oppure rischia seriamente di non avere al fianco una attiva partecipazione dello Sceriffo di Salerno alla sua campagna elettorale per il voto in programma il 23 e 24 novembre.

vincenzo de luca prova a entrare a palazzo chigi - 1vincenzo de luca prova a entrare a palazzo chigi - 2VINCENZO DE LUCA CONTRO GIORGIA MELONI: LAVORA TU, STRONZA vincenzo de luca roberto dagostino roma santa e dannata a napoli (4)gaetano manfredi vincenzo de luca roberto dagostino roma santa e dannata a napoli (9)VINCENZO DE LUCA CONTRO ELLY SCHLEIN SU FACEBOOKchiara appendino 2006 berlino

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)