AFFARI & PASSIONI
FAZIO SPOSERA' SAN PAOLO E GERONZI
PER PIER IL BELLO, IL CIELO DA AZZURRA TENDE AL NERO
FAZIO SPOSERA' SAN PAOLO E GERONZI
PER PIER IL BELLO, IL CIELO DA AZZURRA TENDE AL NERO
Mercoledì 11 aprile (S.Stanislao).
Ieri mi hanno raccontato che a trasmettere a Gustave Flaubert una grande "ebbrezza da lavoro" fu quando restò chiuso due mesi in una stanza. Dopo il mio viaggio all'interno del buio anch'io provo una gran voglia di riabbracciare con forza le fatiche. Ma non sarà il mese di aprile a ridisegnare la geografia del potere economico. Come accadeva ai miei tempi, nel silenzio. Nelle guerre ingaggiate dai generali stanchi e avvizziti dagli anni, Peppiniello Turani ha ragione: non avremo alcun vincitore, soltanto dei vinti.
Giovedì 12 aprile (S.Zenone).
Al termine della sua visita improvvisa e rumorosa, Cesare Merzagora, scultore mediocre ma buon esperto di botanica (aveva trasformato la terrazza della sua casa romana in un orto delle meraviglie) mi ricorda che la più giovane delle Pantere grigie impegnate a conquistare il Leone triestino delle Generali nonché a menare le mani sul ring affollato di Mediobanca, è il suo allievo prediletto Alfonso Desiata. Ha soltanto sessantotto anni. Ahimè anche i potenti invecchiano al gioco del Risiko. Il francese ribaldo, Antoine Bernheim, ne ha 77. Gianni Agnelli ha festeggiato da poco gli 80. Cesare Romiti, 78. Il bresciano di ferro, Luigi Lucchini, 82. Il banchiere bianco Giovanni Bazoli 69. Il taciturno compare di Maranghi, Franco Cingano, 79. Faccio notare al signor Merzagora, abituato a fare l'alba in allegria, che con i suoi sessantaquattro primavere, Cipresso Maranghi ha buone possibilità di prendere per stanchezza i suoi assedianti, romani e torinesi.
Venerdì 13 aprile (S.Martino).
Leggo con ritardo l'articolo di Arthur Schlesinger jr apparso sulla "Repubblica". Dall'ex consigliere di John F.Kennedy vengo a conoscenza che si tengono dei seminari di "storia orale critica". Questa tecnica, sviluppata dal professor Jamee Blight della Brown University, consiste nel mettere a confronto i protagonisti ancora in vita su fatti del passato e alla luce di nuovi documenti. L'idea mi affascina e intriga. Penso a quali risultati porterebbe una sessione di "storia orale critica" in cui Paolino Mieli, e altri, finalmente spieghino come nel 1994 il "Corriere della Sera" riuscì a costruire lo scoop (rimosso) sull'avviso di garanzia al presidente del Consiglio in carica, Silvio Berlusconi. Notizia che tagliò le gambe al governo del Cavaliere.
Sabato 14 aprile (SS.Abbondo e Procolo).
Colazione con Giovannone Spadolini. Lui mangia vorace. Io ascolto quel che dice tra un boccone e l'altro. E' ghiotto delle mozzarelle una volta servitegli in abbondanza da "Fortunato" al Pantheon. Quando era un giovane studioso ogni settimana scendeva da Firenze a Roma. Qui prendeva alloggio all'Hotel Moderno. Una delle sue tante civetterie. Quell'albergo era il preferito anche da Giovanni Giolitti. Giovannone ha saputo che il suo amico Gaetano Gifuni, potentissimo segretario generale del Quirinale, è irritato con un certo Paolo Peluffo, che dovrebbe occuparsi di stampa e informazione. Al contrario, il giovanotto passerebbe tutto il suo tempo a piazzare, mattone su mattone, i suoi giornalisti-amici nelle direzioni dei giornali. Tant'è che già viene chiamato il "piccolo muratore" di casa Ciampi.
Domenica 15 aprile (Pasqua).
Lettura della "Confessione di Gutemberg" del giovane poeta e memorialista inglese Blake Morrison, per i tipi della Longanesi. Mi riconoscono in queste parole del protagonista, l'inventore della stampa: "Ho passato anni e anni della mia vita di lavoro in mezzo ai debiti, e adesso gli uomini vogliono la ricchezza del mio riposo".
Lunedì 16 aprile (dell'Angelo).
Per capire le fortune del ragazzo Marco Tronchetti Provera, che dà una mano generosa anche a Francesco Micheli, qualcuno mi suggerisce di rileggere i romanzi di Francis Scott Fitzgerald. Degli "straricchi" lo scrittore del "Grande Gatsby" dice: "Sono diversi da voi e di me. Cominciano presto a possedere e a godere, e questo lascia una traccia, li rende teneri là dove noi siano duri, cinici là dove noi siamo fiduciosi, in un modo difficile da capire se non si è nati ricchi. Nel profondo del cuore sono convinti di essere migliori di noi perché a noi è toccato scoprire da soli le ricompense e i rifugi dell'esistenza".
Martedì 17 aprile (S.Aniceto).
In una lettera alla Marchesa du Deffand del 12 settembre 1760 Voltaire scrive: " Se la natura non ci avesse fatti un po' frivoli saremmo troppo infelici; per frivolezza la maggior parte della gente non s'impicca". La frivolezza rende leggera anche la mezzabusta del Tg5 Cesara Buonamici. Nella sua rubrica Gotha (Lo Specchio della Stampa del 31 marzo) la Sora Cesira stavolta è fulminata dalla bravura del nuovo amministratore delegato di Telemontecarlo, Ernesto Mauri, che invece del nandrolone si tiene su con le testate: "...Una lunga storia di successi editoriali. Come direttore generale della Rusconi è entrato in società con 6 testate e ne è uscito lasciandone 26. Stessa carica alla Mondadori e quando l'ha lasciata aveva portato il numero delle testate a 50...".
Mercoledì 18 aprile (S.Galdino).
Il giornalista culturale del Corsera, Dario Fertilio, non è padrone della propria intelligenza. Altrimenti non avrebbe iniziato un suo articolo così: "Chissà se mentre sprofondava il Muro di Berlino, qualcuno si è mai soffermato a meditare sul fallimento teorico del marxismo".
Giovedì 19 aprile (S.Ermogene).
La notizia che Mario D'Urso non sarà candidato alle elezioni ha fatto felice l'Avvocato. Il senatore del Golfo è stato bidonato da Lamberto Dini. Già, promesse da marinaio. Le stesse che il giovane D'Urso fece al pittore Andy Warhol. Al quale assicurò, mentendo, un incontro privato in San Pietro con Giovanni Paolo II.
Venerdì 20 aprile (S.Adalgisa).
Soltanto Bruno Vespa vanterebbe un numero di collaborazioni superiori alle sue. Di Enrico Cisnetto, stakanovista della penna e del calamaio, mi fece cenno una volta Florio Fiorini - mente fine della finanza negli anni rampanti dell'Eni prima di essere rinchiuso in un carcere della Svizzera. Fu lui a presentare Cisnetto al ruggente Giancarlo Parretti - l'ex cameriere di Orvieto, ferito mortalmente dal leone americano dell'Mgm. Oggi, vengo a sapere, Cisnetto è il giornalista economico più conteso (e pagato) dagli editori-padroni. Dal generoso Romiti al buon Francesco G. Caltagirone. Neppure la direzione del "Messaggero" sembra preclusa al Cisnetto. Anche Antonio D'Amato, il presidente dell'associazione dei padroncini (del vaporetto), lo tiene in gran conto. E lui lo ricambia sparando bordate pesanti sul presidente della Confcommercio, il pasticciere siciliano Sergio Billè. Reo di fare la fronda al suo amico, Antonio D'Amato.
Sabato 21 aprile (S.Anselmo).
Di cosa fosse il "mielismo" ebbi conoscenza per primo da Cesare Romiti. Quando il figlio di Renato Mieli dirigeva il "Corriere della Sera". Il Dottore paragonò la "filosofia" giornalistica di Paolino ad una saponetta da bagno. Cioè i suoi pensieri e le sue opere erano leggeri quanto sfuggevoli e ingannevoli. Tant'è che non ha lasciato tracce visibili nella redazione di via Solferino, ma soltanto ombre nel boudoir della direttora di "Sette", Maria Luisa Agnese.
Ps. Se l'agiografa di casa Mastella tornerà a specchiarsi nelle acque del laghetto di Segrate (da lì si vede un ottimo Panorama), Ferruccio de Bortoli brinderà insieme al suo amico Felice Confalonieri.
Domenica 22 aprile (in Albis).
Dopo la prima colazione, lettura della corrispondenza.
- Da Oliviero Toscani (via Messaggero): "Vecchio imbroglione, nessun consiglio d'amministrazione potrà mai capire l'importanza della fotografia. La memoria storica umana comincia proprio con la fotografia. Se ci fosse stata la macchina fotografica, Gesù avrebbe un volto certo, Napoleone e Garibaldi non avrebbero avuto un solo monumento. E' con la fotografia che la storia è diventata una cosa seria, si metta in posa. Oliviero Toscani".
- Da Cesare Garboli (via Repubblica): "Amabile lettore di Frederick S.Oliver e del suo "Elogio dell'uomo politico" e per conoscenza a Paolo Mieli presso il "Circolo dei neorevisionisti", era mio desiderio, passata la Pasqua, di raccontare (.) la storia di un Watteau sconosciuto (.) Ma altre cure più gravi di questa mi costringono a parlar d'altro. Nell'editoriale del Corriere della Sera firmato da Angelo Panebianco, si prende spunto dal mio libretto per scaricare una raffica di proiettili sopra una galleria di fantasmi e bersagli indiscriminati, ignoti o innominati (.) Risulta a Panebianco che io abbia mai disprezzato il mio Paese? Dove l'ho scritto e pensato? Questo Silvio Berlusconi deve essere veramente un vino inebriante, capace di dare alla testa (.) Riscuotendosi da Berlusconi come uno che, toccata terra, si risvegli dal vapore che l'ha incantato, Panebianco trova il modo di segnalare, con encomiabile scrupolo che il mio divorzio dall'Italia pubblica risale all'omicidio di Moro (.) All'anima della preveggenza! Italianissimo, fingerei di non esserlo per via di Berlusconi, ormai lo si è visto, staziona nella testa di Panebianco in permanenza, e vi spadroneggia più ancora nella Fininvest (o in Mediaset, non sono molto preparato in materia). Suo Cesare Garboli".
Lunedì 23 aprile (S.Giorgio).
Visita del grande scrittore praghese, Franz Kafka. E' lui a ricordarmi di aver lavorato alle assicurazioni Generali di Trieste dall'ottobre 1907 all'agosto 1908. Appena 9 mesi. Alfonso Desiata è riuscito a fare di meglio. E' rimasto al suo posto di presidente per un anno. Cipresso Maranghi, coprendosi dietro lo scudo della mummia Bernheim, alla fine riuscirà ad imporre il flessibile Franco Giunco Gutty a cavalcioni del leone assicurativo. La finanza bianca esce sconfitta dal duello con i laici di via Filodrammatici. Ma il governatore di Bankitalia, il cattolico Antonio Fazio, azionista delle Generali, dopo aver incassato lo schiaffone non è detto che stavolta porga l'altra guancia. E in fretta potrebbe benedire le nozze, fin qui proibite, tra il San Paolo di Torino e la Banca di Roma di Cesare Geronzi. Il tutto nel segno del To-Ro (Torino-Roma).
Martedì 24 aprile (S.Fedele).
Nessuno sa dirmi perché l'ex ambasciatore Renato Ruggero abbia preferito le stanze polverose di via Turati, sede milanese dell'Hdp, ai saloni in restauro della Farnesina, sede del ministero degli Esteri.
Mercoledì 25 aprile (S.Marco).
Il gossip, diceva George Eliot, non è nient'altro che l'odore acre del fumo propalato da una pipa caricata con cattivo tabacco. Sarà. A Roma, assicurano i soliti bene informati, si sussurra che alla maniera di Re Giorgio Pierferdinando Casini avrebbe una spiccata debolezza per le donne dei quartieri alti. Ma la principessina Azzurra (Caltagirone) non sembra intenzionata a chiudere gli occhi sulle infedeltà di Pier il bello. Del resto, avverte Arthur Schnitzler: "La fedeltà, quando non è una contropartita, è il più stolido degli sprechi". Intanto, suo padre Franco è passato a Meliorbanca.
(a cura di Tina.A.Commotrix)
(Dagospia.com 2 Maggio 2001)
Ieri mi hanno raccontato che a trasmettere a Gustave Flaubert una grande "ebbrezza da lavoro" fu quando restò chiuso due mesi in una stanza. Dopo il mio viaggio all'interno del buio anch'io provo una gran voglia di riabbracciare con forza le fatiche. Ma non sarà il mese di aprile a ridisegnare la geografia del potere economico. Come accadeva ai miei tempi, nel silenzio. Nelle guerre ingaggiate dai generali stanchi e avvizziti dagli anni, Peppiniello Turani ha ragione: non avremo alcun vincitore, soltanto dei vinti.
Giovedì 12 aprile (S.Zenone).
Al termine della sua visita improvvisa e rumorosa, Cesare Merzagora, scultore mediocre ma buon esperto di botanica (aveva trasformato la terrazza della sua casa romana in un orto delle meraviglie) mi ricorda che la più giovane delle Pantere grigie impegnate a conquistare il Leone triestino delle Generali nonché a menare le mani sul ring affollato di Mediobanca, è il suo allievo prediletto Alfonso Desiata. Ha soltanto sessantotto anni. Ahimè anche i potenti invecchiano al gioco del Risiko. Il francese ribaldo, Antoine Bernheim, ne ha 77. Gianni Agnelli ha festeggiato da poco gli 80. Cesare Romiti, 78. Il bresciano di ferro, Luigi Lucchini, 82. Il banchiere bianco Giovanni Bazoli 69. Il taciturno compare di Maranghi, Franco Cingano, 79. Faccio notare al signor Merzagora, abituato a fare l'alba in allegria, che con i suoi sessantaquattro primavere, Cipresso Maranghi ha buone possibilità di prendere per stanchezza i suoi assedianti, romani e torinesi.
Venerdì 13 aprile (S.Martino).
Leggo con ritardo l'articolo di Arthur Schlesinger jr apparso sulla "Repubblica". Dall'ex consigliere di John F.Kennedy vengo a conoscenza che si tengono dei seminari di "storia orale critica". Questa tecnica, sviluppata dal professor Jamee Blight della Brown University, consiste nel mettere a confronto i protagonisti ancora in vita su fatti del passato e alla luce di nuovi documenti. L'idea mi affascina e intriga. Penso a quali risultati porterebbe una sessione di "storia orale critica" in cui Paolino Mieli, e altri, finalmente spieghino come nel 1994 il "Corriere della Sera" riuscì a costruire lo scoop (rimosso) sull'avviso di garanzia al presidente del Consiglio in carica, Silvio Berlusconi. Notizia che tagliò le gambe al governo del Cavaliere.
Sabato 14 aprile (SS.Abbondo e Procolo).
Colazione con Giovannone Spadolini. Lui mangia vorace. Io ascolto quel che dice tra un boccone e l'altro. E' ghiotto delle mozzarelle una volta servitegli in abbondanza da "Fortunato" al Pantheon. Quando era un giovane studioso ogni settimana scendeva da Firenze a Roma. Qui prendeva alloggio all'Hotel Moderno. Una delle sue tante civetterie. Quell'albergo era il preferito anche da Giovanni Giolitti. Giovannone ha saputo che il suo amico Gaetano Gifuni, potentissimo segretario generale del Quirinale, è irritato con un certo Paolo Peluffo, che dovrebbe occuparsi di stampa e informazione. Al contrario, il giovanotto passerebbe tutto il suo tempo a piazzare, mattone su mattone, i suoi giornalisti-amici nelle direzioni dei giornali. Tant'è che già viene chiamato il "piccolo muratore" di casa Ciampi.
Domenica 15 aprile (Pasqua).
Lettura della "Confessione di Gutemberg" del giovane poeta e memorialista inglese Blake Morrison, per i tipi della Longanesi. Mi riconoscono in queste parole del protagonista, l'inventore della stampa: "Ho passato anni e anni della mia vita di lavoro in mezzo ai debiti, e adesso gli uomini vogliono la ricchezza del mio riposo".
Lunedì 16 aprile (dell'Angelo).
Per capire le fortune del ragazzo Marco Tronchetti Provera, che dà una mano generosa anche a Francesco Micheli, qualcuno mi suggerisce di rileggere i romanzi di Francis Scott Fitzgerald. Degli "straricchi" lo scrittore del "Grande Gatsby" dice: "Sono diversi da voi e di me. Cominciano presto a possedere e a godere, e questo lascia una traccia, li rende teneri là dove noi siano duri, cinici là dove noi siamo fiduciosi, in un modo difficile da capire se non si è nati ricchi. Nel profondo del cuore sono convinti di essere migliori di noi perché a noi è toccato scoprire da soli le ricompense e i rifugi dell'esistenza".
Martedì 17 aprile (S.Aniceto).
In una lettera alla Marchesa du Deffand del 12 settembre 1760 Voltaire scrive: " Se la natura non ci avesse fatti un po' frivoli saremmo troppo infelici; per frivolezza la maggior parte della gente non s'impicca". La frivolezza rende leggera anche la mezzabusta del Tg5 Cesara Buonamici. Nella sua rubrica Gotha (Lo Specchio della Stampa del 31 marzo) la Sora Cesira stavolta è fulminata dalla bravura del nuovo amministratore delegato di Telemontecarlo, Ernesto Mauri, che invece del nandrolone si tiene su con le testate: "...Una lunga storia di successi editoriali. Come direttore generale della Rusconi è entrato in società con 6 testate e ne è uscito lasciandone 26. Stessa carica alla Mondadori e quando l'ha lasciata aveva portato il numero delle testate a 50...".
Mercoledì 18 aprile (S.Galdino).
Il giornalista culturale del Corsera, Dario Fertilio, non è padrone della propria intelligenza. Altrimenti non avrebbe iniziato un suo articolo così: "Chissà se mentre sprofondava il Muro di Berlino, qualcuno si è mai soffermato a meditare sul fallimento teorico del marxismo".
Giovedì 19 aprile (S.Ermogene).
La notizia che Mario D'Urso non sarà candidato alle elezioni ha fatto felice l'Avvocato. Il senatore del Golfo è stato bidonato da Lamberto Dini. Già, promesse da marinaio. Le stesse che il giovane D'Urso fece al pittore Andy Warhol. Al quale assicurò, mentendo, un incontro privato in San Pietro con Giovanni Paolo II.
Venerdì 20 aprile (S.Adalgisa).
Soltanto Bruno Vespa vanterebbe un numero di collaborazioni superiori alle sue. Di Enrico Cisnetto, stakanovista della penna e del calamaio, mi fece cenno una volta Florio Fiorini - mente fine della finanza negli anni rampanti dell'Eni prima di essere rinchiuso in un carcere della Svizzera. Fu lui a presentare Cisnetto al ruggente Giancarlo Parretti - l'ex cameriere di Orvieto, ferito mortalmente dal leone americano dell'Mgm. Oggi, vengo a sapere, Cisnetto è il giornalista economico più conteso (e pagato) dagli editori-padroni. Dal generoso Romiti al buon Francesco G. Caltagirone. Neppure la direzione del "Messaggero" sembra preclusa al Cisnetto. Anche Antonio D'Amato, il presidente dell'associazione dei padroncini (del vaporetto), lo tiene in gran conto. E lui lo ricambia sparando bordate pesanti sul presidente della Confcommercio, il pasticciere siciliano Sergio Billè. Reo di fare la fronda al suo amico, Antonio D'Amato.
Sabato 21 aprile (S.Anselmo).
Di cosa fosse il "mielismo" ebbi conoscenza per primo da Cesare Romiti. Quando il figlio di Renato Mieli dirigeva il "Corriere della Sera". Il Dottore paragonò la "filosofia" giornalistica di Paolino ad una saponetta da bagno. Cioè i suoi pensieri e le sue opere erano leggeri quanto sfuggevoli e ingannevoli. Tant'è che non ha lasciato tracce visibili nella redazione di via Solferino, ma soltanto ombre nel boudoir della direttora di "Sette", Maria Luisa Agnese.
Ps. Se l'agiografa di casa Mastella tornerà a specchiarsi nelle acque del laghetto di Segrate (da lì si vede un ottimo Panorama), Ferruccio de Bortoli brinderà insieme al suo amico Felice Confalonieri.
Domenica 22 aprile (in Albis).
Dopo la prima colazione, lettura della corrispondenza.
- Da Oliviero Toscani (via Messaggero): "Vecchio imbroglione, nessun consiglio d'amministrazione potrà mai capire l'importanza della fotografia. La memoria storica umana comincia proprio con la fotografia. Se ci fosse stata la macchina fotografica, Gesù avrebbe un volto certo, Napoleone e Garibaldi non avrebbero avuto un solo monumento. E' con la fotografia che la storia è diventata una cosa seria, si metta in posa. Oliviero Toscani".
- Da Cesare Garboli (via Repubblica): "Amabile lettore di Frederick S.Oliver e del suo "Elogio dell'uomo politico" e per conoscenza a Paolo Mieli presso il "Circolo dei neorevisionisti", era mio desiderio, passata la Pasqua, di raccontare (.) la storia di un Watteau sconosciuto (.) Ma altre cure più gravi di questa mi costringono a parlar d'altro. Nell'editoriale del Corriere della Sera firmato da Angelo Panebianco, si prende spunto dal mio libretto per scaricare una raffica di proiettili sopra una galleria di fantasmi e bersagli indiscriminati, ignoti o innominati (.) Risulta a Panebianco che io abbia mai disprezzato il mio Paese? Dove l'ho scritto e pensato? Questo Silvio Berlusconi deve essere veramente un vino inebriante, capace di dare alla testa (.) Riscuotendosi da Berlusconi come uno che, toccata terra, si risvegli dal vapore che l'ha incantato, Panebianco trova il modo di segnalare, con encomiabile scrupolo che il mio divorzio dall'Italia pubblica risale all'omicidio di Moro (.) All'anima della preveggenza! Italianissimo, fingerei di non esserlo per via di Berlusconi, ormai lo si è visto, staziona nella testa di Panebianco in permanenza, e vi spadroneggia più ancora nella Fininvest (o in Mediaset, non sono molto preparato in materia). Suo Cesare Garboli".
Lunedì 23 aprile (S.Giorgio).
Visita del grande scrittore praghese, Franz Kafka. E' lui a ricordarmi di aver lavorato alle assicurazioni Generali di Trieste dall'ottobre 1907 all'agosto 1908. Appena 9 mesi. Alfonso Desiata è riuscito a fare di meglio. E' rimasto al suo posto di presidente per un anno. Cipresso Maranghi, coprendosi dietro lo scudo della mummia Bernheim, alla fine riuscirà ad imporre il flessibile Franco Giunco Gutty a cavalcioni del leone assicurativo. La finanza bianca esce sconfitta dal duello con i laici di via Filodrammatici. Ma il governatore di Bankitalia, il cattolico Antonio Fazio, azionista delle Generali, dopo aver incassato lo schiaffone non è detto che stavolta porga l'altra guancia. E in fretta potrebbe benedire le nozze, fin qui proibite, tra il San Paolo di Torino e la Banca di Roma di Cesare Geronzi. Il tutto nel segno del To-Ro (Torino-Roma).
Martedì 24 aprile (S.Fedele).
Nessuno sa dirmi perché l'ex ambasciatore Renato Ruggero abbia preferito le stanze polverose di via Turati, sede milanese dell'Hdp, ai saloni in restauro della Farnesina, sede del ministero degli Esteri.
Mercoledì 25 aprile (S.Marco).
Il gossip, diceva George Eliot, non è nient'altro che l'odore acre del fumo propalato da una pipa caricata con cattivo tabacco. Sarà. A Roma, assicurano i soliti bene informati, si sussurra che alla maniera di Re Giorgio Pierferdinando Casini avrebbe una spiccata debolezza per le donne dei quartieri alti. Ma la principessina Azzurra (Caltagirone) non sembra intenzionata a chiudere gli occhi sulle infedeltà di Pier il bello. Del resto, avverte Arthur Schnitzler: "La fedeltà, quando non è una contropartita, è il più stolido degli sprechi". Intanto, suo padre Franco è passato a Meliorbanca.
(a cura di Tina.A.Commotrix)
(Dagospia.com 2 Maggio 2001)