DAGOREPORT: BYE BYE TRUMP, SE VEDEMO! - IL “NO” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE USA DI SIGONELLA, IN SICILIA, È UN ULTERIORE TASSELLO DELLA SUA STRATEGIA DI ALLONTANAMENTO DALL'INFERNALE TRUMP - PER L’EX COCCA DI "THE DONALD", LIBERARSI DELL'ABBRACCIO TOSSICO CON IL PAZZO DELLA CASA BIANCA È ORMAI UNA SCELTA OBBLIGATA: LA SCELLERATA GUERRA IN IRAN E LE SUE CONSEGUENZE CATASTROFICHE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA ITALIANA: BENZINA A 2 EURO AL LITRO MENTRE LA GUERRA RUSSO-UCRAINA VA AVANTI DA 4 ANNI) È DIVENTATA UN CAMPO MINATO CHE RISCHIA DI FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO DELLA DUCETTA, VEDI LA BATOSTA AL REFERENDUM – LE BASI AMERICANE IN ITALIA NON POSSONO ESSERE USATE A PIACEMENTO DEL PENTAGONO MA SOLO PER OPERAZIONI NON CINETICHE, CIOÈ DI ADDESTRAMENTO O LOGISTICHE, IN QUANTO VICINE AGLI OBIETTIVI - ALLORA COS’È SUCCESSO QUALCHE GIORNO FA NEI CIELI DELLA SICILIA? CI SONO DUE IPOTESI E MEZZO…
DAGOREPORT
Bye Bye Trump! Sevedemo... Il “no” di Giorgia Meloni all’atterraggio degli aerei statunitensi alla base Usa di Sigonella, in Sicilia, è un ulteriore tassello della sua strategia di allontanamento da Donald Trump.
Per la fu cocca del tycoon è quasi una scelta obbligata: la scellerata guerra scatenata dal Nerone di Mar-a-Lago contro l’Iran, complice Benjamin Netanyahu e qualche file Epstein tirato fuori dai cassetti del Mossad, ha contribuito a mobilitare una fetta di elettorato che si è sfogata votando “no” al referendum.
La benzina a 2 euro al litro, la paura per il futuro sempre più precario dell’economia italiana e le violazioni del diritto internazionale messe in atto dal dinamico duo Trump-Netanyahu non possono essere più ignorate nemmeno dalla ''Giorgia dei Due Mondi", che da leader di un paese dell’Unione europea si ritrova giocoforza a doversi accucciare ai piedi ai partner dell’Ue.
Cos’è successo, dunque, qualche giorno fa nei cieli della Sicilia? Venerdì scorso alcuni bombardieri statunitensi hanno chiesto all’Aeronautica italiana di poter atterrare alla base di Sigonella. L’hanno fatto, dettaglio di primaria importanza, solo quando erano già in volo, e non preventivamente, come invece prevedono i trattati.
Il capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, ha informato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha negato l’atterraggio.
Come ha spiegato già in Parlamento Crosetto il 5 marzo scorso, infatti, le basi americane in Italia possono essere usate solo per operazioni non cinetiche, cioè non di combattimento ma di addestramento o logistiche, come invece, evidentemente, non erano le operazioni di venerdì scorso.
Per aggirare i trattati e permettere l’atterraggio occorreva dunque il semaforo verde immediato del Governo. Nel caso fosse arrivato il via libera, a quel punto sarebbe stato necessario un passaggio in Parlamento (avendo il governo negato l’autorizzazione, non ce n’è stato bisogno).
A chi, come Tommaso Ciriaco su “Repubblica”, si chiede “quando e quanto è stato coinvolto Palazzo Chigi?”, la risposta è “Molto”. Il no di Guido Crosetto è stato probabilmente concordato con Giorgia Meloni, che ha deciso di iniziare a cambiare strategia con Trump, smarcandosi dall’abbraccio tossico del tycoon.
generale Luciano Antonio Portolano
La domanda a questo punto è: perché gli americani non hanno chiesto il consenso preventivo dell’Italia?
Ci sono due ipotesi e mezzo: la prima è che Trump consideri le basi americane all’estero roba sua, e quindi pensi di poterne disporre a piacimento. Una visione poco realistica: innanzitutto perché vietata dai trattati, e poi perché le basi, pur essendo americane, sono su territorio sovrano di altri Paesi.
Da giorni la Spagna di Pedro Sanchez annuncia pubblicamente la sua contrarietà all’utilizzo statunitense delle basi in terra iberica, rendendo evidente a tutti che uno stato non può essere trattato dallo zio Sam come una sguattera del Guatemala.
La seconda ipotesi è che gli Usa non abbiano chiesto l’autorizzazione perché convinti che Giorgia Meloni dicesse loro: “Accomodatevi, come foste a casa vostra”.
C’è una mezza variabile più velenosa: la “forzatura” americana potrebbe essere stata solo uno stress test alla fedeltà (leggi “obbedienza”) della “Lady de fero” della Garbatella, un tempo considerata una leale vassalla, ultimamente un po’ freddina verso Washington
PS. Quando Guido Crosetto parla di “errore umano”, lo fa per “giustificare” l’aviazione americana e discolparla almeno in parte, scongiurando la "narrazione" dell'incidente diplomatico...
pedro sanchez giorgia meloni conferenza per la ricostruzione in ucraina foto lapresse
guido crosetto giorgia meloni
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guido crosetto e giorgia meloni alla camera foto lapresse


