TIM! TIM! A PALAZZO VENEZIA, TRIONFA LA FACEZIA
GASPARRI & LA RUSSA PRONTI PER "STRISCIA": TAORMINA ALL'ISOLA DEI FAMOSI
DRAMMATICO SAFARI DI ANNUZZA LA ROSA A CACCIA DI KIT CAT: CATTURA E SCAZZO

Reportage di Umberto Pizzi




Tra il lungo e il corto, Annuzza La Rosa ha preferito il largo: un abitone nero con giravolte bianche che celava il suo esuberante stato tettonico ma lasciava scoperte completamente le possenti braccia. Due "gran biscotti". Con tono da zuzzurelloni che non hanno superato il liceo classico, le abbiamo fatto notare che proprio lì, sopra il gomito brillava il marchio Rovagnati. "Che dici, non c'è scritto niente.".

E' cominciata così, con una battutaccia andata a vuoto, la nostra disavventura a Palazzo Venezia, per la gran serata della telefonica Tim di Marco De Benedetti, scortato dalla Ferrari 90esimo Minuto in completo dark-lady. Si apparecchiava il progetto di recupero multi-museale dello splendido palazzone che visse, dal balcone, le trombanti ciance del Duce (che all'epoca non aveva sponsor).

Ci siamo consolati della nostra débacle battutara osservando come Annuzza nostra era in tutt'altri pensieri affaccendata. Mentre affermava che era a caccia dell'Amore, con la A maiuscola, e ripeteva che la sua taglia era 42 (sì, per gamba), Anna tutta panna scrutava tra i 200 invitati che ciondolavano nel giardino e sotto i portici del Palazzo a caccia della silhouette zazzeruta di Orzobimbo Cattaneo. Phonatissimo, la mejo permanente della serata, ciabattava il badante notturno Marzullo (la badante diurna è Angela Riccio), ma di Kit Cat nessuna traccia.

Arriverà a cena iniziata, risotto con radicchio e noci già spazzolato. Un posto lo attende nell'unico tavolo placé della sala regia del Palazzo. Un tavola da dieci che colpiva per l'assoluta mancanza di rispetto dell'etichetta. Tutti i maschietti appiccicati a chiacchierare di lavoro, politica e sponsor. Senza la classica alternanza, uomo-donna-uomo.

Marco De Benedetti era così assediato da superattak Alain Ekann, a seguire Francesco Micheli (che sbolognava la solita sbobba snob che alle 23 e 30 lo attendeva il suo aereo privé per Milano), da una parte; dall'altra da Cattaneo. Quattro uomini in fila: un combriccola di "culattoni", direbbe lo stilnovista Mirko Tremaglia, osservandoli inciuciare come scimmie. Il tavolo era poi affollato dall'unica presenza d'opposizione, alias Rutelli & Palombelli, in mezzo a Gasparri & La Russa. Che sono un duo di spiritosoni da mandare subito a Mediaset per qualche programma salva-auditel al posto di "Striscia".

Il filetto di manzo al rosmarino e bacche di ginepro con contorno di funghi porcini e verdurine si è accompagnato al chiacchiericcio sull'autunno rosso di Canale 5. E Gasparri ha sepolto il tonfo del Biscione con una saettante battuta: "Ieri Berlusconi aveva il conflitto di interessi. Oggi è uno sconfitto di interessi.". Allora 'Gnazio si è ingarellato e ha scopiazzato una battuta pronunciata da Paolo Hendel a "Mai dire Iene" domenica scorsa: "L'avvocato Taormina ha preso la difesa di Saddam Hussein. E seguirà la stessa linea difensiva di Cogne. E' stato il vicino di casa.". Voce dal tavolo: "Come lo vedete Taormina sull'Isola dei Famosi?...". Dibattito. Anche perché a due passi trionfava la tavolata di Barbara D'Urso con i suoi "gieffe" da sbarco. Commento: dal generone romano ai generici di Cinecittà.

Il clima di cazzeggio è stato interrotto dall'approdo del principe Lillio Ruspoli. Si è piegato all'indirizzo di Kit Cat e gli ha proposto "un programma tv contro gli sprechi: così aiutiamo i poveri.". Cattaneo, poverino, non aveva nessuna idea chi fosse quel signore con l'occhio dardeggiante e voce stentorea, elegantissimo e rigidissimo come un manganello. E ha girato uno sguardo interrogativo verso gli altri commensali. Allora il sangue blu di Ruspoli ha preso la via del cervello. Ha alzato il ditone al cielo e ha proferito il pensiero stupendo: "State tranquilli, il meglio è passato!". E ha girati i tacchi verso il suo tavolo dove lo attendevano, preoccupati di niente, Ferdinando Brachetti Peretti, Carlo Giovanelli, Laura Laurenzi.

Sempre diplomatico, Gasparri ha ricordato alla Palombelli, seduta accanto alla di lui moglie Amina, di averla citata in una intervista su un settimanale popolare tra le donne da portare su un'isola deserta. Per parlare. Mentre, per intrigare, aveva scelto Afef. Che aveva mostrato di non gradire le scelte viriloidi del ministro delle Comunicazioni.

E Annuzza, la Rosa purpurea di Telecamere, che fine ha fatto? Seduta a un tavolo defilato, distante dal tovagliolo di re ragù Cattaneo, agitava i boccoli suicidi. La Santadeché, che aveva in testa un serpentino monumento di chignon, si dava da fare come go-between tra i due tavoli chiedendo a Kit Cat, inutilmente, il "passi" per Annuzza. Che si è rifatta una volta che Lor Signori hanno alzato i tacchi, colla salsa di fichi freschi nello stomaco.

Con i suoi possenti biscotti Rovagnati, è riuscita finalmente a intercettare il direttore generale della Rai che - e qui sta il punto dolens - non la vuole come conduttrice dell'approfondimento politico di Rai2 (quello andato a puttane con Moncalvo). La Rosa è partita a petalo basso con una grandinata di parole. Non la finiva più. Kit Cat ripeteva come un disco rotto "Ci vediamo domani mattina alle 9". Lei niente, continuava a rimbambirlo. Alla fine, il poverino si è girato e ha espresso il suo pensiero a riguardo: "Mi sono proprio rotto i.!"


Dagospia 14 Ottobre 2004