CASETTA BIANCA - OCCHIO AI BROGLI: 25 MILA VOLONTARI PRO-KERRY IN AZIONE - CARDIO CLINTON ANCORA TROPPO DEBOLE PER SOSTENERE KERRY - SI INFIAMMA LA POLEMICA SUL FILM CHE DISONORA KERRY TRASMESSO IN TV.
1 - OCCHIO AI BROGLI - 25 MILA VOLONTARI PRO-KERRY IN AZIONE.
Dopo il disastroso esito delle elezioni del 2000, con la vittoria di Bush assegnata dalla Corte Suprema, erano in molti a pensare che per la successiva tornata elettorale alcuni meccanismi sarebbero stati messi a punto, per evitare che problemi del genere potessero ripetersi.
Invece a quindici giorni dal 2 novembre e mentre alcuni cittadini americani hanno già iniziato a votare (all'estero o in altre situazioni disagiate), tutto sembra essere rimasto uguale, e i democratici si preparano a dare battaglia in ogni singolo seggio per evitare che Bush possa di nuovo aggiudicarsi le elezioni "a tavolino".
Sono già partite le accuse del comitato elettorale di Kerry in Florida secondo il quale in questo stato chiave (governato da Jeb Bush, fratello del presidente) sarebbe assai facile falsificare voti di elettori impossibilitati a raggiungere il seggio, una possibilità smentita dalle autorità dello stato.
Ma è talmente poca la fiducia che gli attivisti del partito democratico hanno nelle organizzazioni elettorali di molti stati in mano ai repubblicani, che ben 25 mila volontari, inclusi avvocati e esperti di computer, vigileranno sulla regolarità del voto; pronti, al primo segnale di broglio, a far scattare la denuncia e l'offensiva mediatica.
Lo sforzo maggiore l'ha messo in piedi una coalizione di 60 organizzazioni liberal e indipendenti che includono chiese, società civile, sindacati, gruppi per la tutela delle minoranze, creando un gigantesco sistema computerizzato, creato per seguire ogni possibile falla informatica nel giorno delle elezioni.
2 - CLINTON ANCORA DEBOLE - MA KERRY HA BISOGNO DI LUI.
Al contrario di quanto aveva fatto Al Gore quattro anni fa, Kerry aveva deciso di sfruttare l'appeal dell'ex presidente Bill Clinton per dare uno scossone alla sua campagna elettorale.
Dopo il disastroso mese di agosto, molti dei membri dello staff dell'ex presidente avevano cominciato a lavorare per il senatore e lo stesso Bubba si era detto pronto a mettere il suo bel faccione al servizio della causa.
Ma l'improvvisa operazione cardiaca ha fermato il progetto. E ora Kerry si ritrova senza un importante aiuto proprio nell'incandescente finale della campagna.
Il "Washington Post" conferma oggi che il recupero di Clinton è troppo lento per consentirgli di partecipare a qualche evento pubblico a fianco di Kerry. Dopo la terapia resta molto affaticato e i dolori alla ferita al petto sarebbero ancora forti.
La speranza per lo staff di Kerry è che Bill possa se non altro intervenire in qualche stato chiave, magari semplicemente facendosi vedere insieme a braccetto a bordo dell'aereo che porta il candidato democratico in giro per il paese.
3 - FILM ANTI-KERRY? I DEMOCRATICI VOGLIONO UGUALE SPAZIO, MA LA COMMISSIONE FEDERALE PRENDE TEMPO.
Nel frattempo sale la polemica (segnalata anche da Michael Moore nell'intervista a Jay Leno ripresa da Dagospia) per la decisione del Sinclair Broadcast Group di trasmettere "Stolen Honor", un documentario contro Kerry che descriverebbe tutte le ipocrisie del candidato veterano del Vietnam: dal suo eroismo sul campo di battaglia, fino alle posizioni tenute una volta tornato in patria.
I responsabili del gruppo televisivo hanno offerto a Kerry di partecipare ad un dibattito subito dopo il film, ma non avrebbero accettato la richiesta fatta dal candidato di concedere ai sostenitori del senatore lo stesso tempo offerto al film per smontarne la tesi.
La Commissione Federale delle Telecomunicazioni (FCC) ha ritenuto di non poter intervenire per bloccare la messa in onda del documentario. Allo stesso tempo, la Sinclair ha sostenuto che non essendo il film un programma d'informazione o simili, concedere un spazio uguale ai democratici, li costringerebbe a garantire altrettanto ai repubblicani.
Ma una ulteriore presa di posizione della FCC è attesa dopo che 18 senatori democratici hanno invitato il presidente Michael Powell ad aprire un'inchiesta sulla vicenda.
Dagospia 18 Ottobre 2004
Dopo il disastroso esito delle elezioni del 2000, con la vittoria di Bush assegnata dalla Corte Suprema, erano in molti a pensare che per la successiva tornata elettorale alcuni meccanismi sarebbero stati messi a punto, per evitare che problemi del genere potessero ripetersi.
Invece a quindici giorni dal 2 novembre e mentre alcuni cittadini americani hanno già iniziato a votare (all'estero o in altre situazioni disagiate), tutto sembra essere rimasto uguale, e i democratici si preparano a dare battaglia in ogni singolo seggio per evitare che Bush possa di nuovo aggiudicarsi le elezioni "a tavolino".
Sono già partite le accuse del comitato elettorale di Kerry in Florida secondo il quale in questo stato chiave (governato da Jeb Bush, fratello del presidente) sarebbe assai facile falsificare voti di elettori impossibilitati a raggiungere il seggio, una possibilità smentita dalle autorità dello stato.
Ma è talmente poca la fiducia che gli attivisti del partito democratico hanno nelle organizzazioni elettorali di molti stati in mano ai repubblicani, che ben 25 mila volontari, inclusi avvocati e esperti di computer, vigileranno sulla regolarità del voto; pronti, al primo segnale di broglio, a far scattare la denuncia e l'offensiva mediatica.
Lo sforzo maggiore l'ha messo in piedi una coalizione di 60 organizzazioni liberal e indipendenti che includono chiese, società civile, sindacati, gruppi per la tutela delle minoranze, creando un gigantesco sistema computerizzato, creato per seguire ogni possibile falla informatica nel giorno delle elezioni.
2 - CLINTON ANCORA DEBOLE - MA KERRY HA BISOGNO DI LUI.
Al contrario di quanto aveva fatto Al Gore quattro anni fa, Kerry aveva deciso di sfruttare l'appeal dell'ex presidente Bill Clinton per dare uno scossone alla sua campagna elettorale.
Dopo il disastroso mese di agosto, molti dei membri dello staff dell'ex presidente avevano cominciato a lavorare per il senatore e lo stesso Bubba si era detto pronto a mettere il suo bel faccione al servizio della causa.
Ma l'improvvisa operazione cardiaca ha fermato il progetto. E ora Kerry si ritrova senza un importante aiuto proprio nell'incandescente finale della campagna.
Il "Washington Post" conferma oggi che il recupero di Clinton è troppo lento per consentirgli di partecipare a qualche evento pubblico a fianco di Kerry. Dopo la terapia resta molto affaticato e i dolori alla ferita al petto sarebbero ancora forti.
La speranza per lo staff di Kerry è che Bill possa se non altro intervenire in qualche stato chiave, magari semplicemente facendosi vedere insieme a braccetto a bordo dell'aereo che porta il candidato democratico in giro per il paese.
3 - FILM ANTI-KERRY? I DEMOCRATICI VOGLIONO UGUALE SPAZIO, MA LA COMMISSIONE FEDERALE PRENDE TEMPO.
Nel frattempo sale la polemica (segnalata anche da Michael Moore nell'intervista a Jay Leno ripresa da Dagospia) per la decisione del Sinclair Broadcast Group di trasmettere "Stolen Honor", un documentario contro Kerry che descriverebbe tutte le ipocrisie del candidato veterano del Vietnam: dal suo eroismo sul campo di battaglia, fino alle posizioni tenute una volta tornato in patria.
I responsabili del gruppo televisivo hanno offerto a Kerry di partecipare ad un dibattito subito dopo il film, ma non avrebbero accettato la richiesta fatta dal candidato di concedere ai sostenitori del senatore lo stesso tempo offerto al film per smontarne la tesi.
La Commissione Federale delle Telecomunicazioni (FCC) ha ritenuto di non poter intervenire per bloccare la messa in onda del documentario. Allo stesso tempo, la Sinclair ha sostenuto che non essendo il film un programma d'informazione o simili, concedere un spazio uguale ai democratici, li costringerebbe a garantire altrettanto ai repubblicani.
Ma una ulteriore presa di posizione della FCC è attesa dopo che 18 senatori democratici hanno invitato il presidente Michael Powell ad aprire un'inchiesta sulla vicenda.
Dagospia 18 Ottobre 2004