POLITIKOM - VERSO IL BERLUSCONI-BIS: NESSUNO, NEMMENO LA SINISTRA, VUOLE LE ELEZIONI ANTICIPATE - DOVREBBERO CAMBIARE TRE/QUATTRO MINISTRI CON DICASTERI "PESANTI" - FOLLINI VUOLE GIANCARLO LEONE ALLA DIREZIONE GENERALE DELLA RAI.

Pur tra mille difficoltà, la crisi politica (perché di vera crisi si tratta, con buona pace del Cavalier Bellachioma) dovrebbe chiudersi entro la metà della settimana con il Berlusconi-bis. Il motivo principe è che, in realtà, le elezioni anticipate non le vuole nessuno. Berlusconi, in primis, perché elezioni a giugno significherebbe una campagna elettorale troppo breve che finirebbe per castrare le sue attitudini migliori: quelle di venditore/imbonitore porta a porta.

Non le vuole Fini perché ha un partito sbandato e Storace a pezzi, e lui stesso è stato surclassato mediaticamente dalla testa d'uovo di Follini. Non le vuole il capo dello Stato perché la maggioranza parlamentare comunque esiste (e comunque non sono vere le voci che dipingono Ciampi in lite con Silviuccio).

Infine, il centro-sinistra non le vuole perché spera, a differenza di quanto affermano i Prodi sui giornali, perché non sono affatto sicuri di vincere e sperano molto che un anno di guerriglia interno al Polo indebolisca ancor più il Reuccio di Arcore. Quindi, volenti o nolenti, beccatevi un Berlusconi-bis.



Dovrebbero cambiare tre/quattro ministri con dicasteri "pesanti", di spesa, cioè con portafoglio. Quasi sicuramente se ne andranno Sirchia, Lunardi e Calderoli (che potrebbe traslocare agli Affari Regionali). A uno di questi ministeri andrà sicuramente un esponente Udc. Ma in questo contesto c'è un elemento di difficoltà in più ed è la ferma determinazione di Follini di portare Giancarlo Leone alla direzione generale della Rai. Ma da questo orecchio, finora, il Cavaliere non ci vuole proprio sentire, anche se è disponibile a fare concessioni sul presidente e il resto del CdA di viale Mazzini.

Anche per Casini Pier Pio le ostilità potrebbero concludersi con il Berlusconi-bis perché il suo vero obiettivo non è mai stato quello (ad oggi irrealistico) di abbattere Berlusconi ma soltanto di indebolirlo come primo ministro puntando tutte le energie al 2006 per far sì che il Cavaliere prenda la strada del Quirinale lasciando spazio ad altri candidati premier, cioè Casini.


Dagospia 17 Aprile 2005