IMPRESENTABILI - CARUSO, FERRANDO, TILGHER, SAYA: COME DIVENTARE UNA STAR SPARANDO CAZZATE - VUOI FINIRE IN PRIMA PAGINA? BUTTA LÌ, CHE "MORIRONO PIÙ PERSONE SUI SEDILI POSTERIORI DELL'AUTO DI TED KENNEDY CHE NELLE CAMERE A GAS DI AUSCHWITZ" E CI ANDRAI.


Gian Antonio Stella per il "Corriere della Sera"



Sorpresi come fossero sotto una nevicata a Zanzibar, Fausto Bertinotti e Silvio Berlusconi sono lì ad allargar la braccia ostentando stupore: ma come, i fanatici parlano da fanatici? E giù a spiegare agli alleati che per carità, se dicono certe cose no, se fanno simili sparate no, se sono indigeste no, quelle teste calde certo non le possono candidare... Proprio una bella scoperta.

Al segretario di Rifondazione, per risparmiarsi le polemiche di questi giorni sulle candidature del trotzkista-surfista Marco Ferrando o di Francesco Caruso, il no-global che ha subito ficcato nei guai l'Unione con le sue teorie da Bar Kefiah intorno ai kamikaze islamici, sarebbe bastato rileggere quanto questi aveva detto a "Sette" un paio di anni fa sbuffando sull'accusa di avere un linguaggio violento: «Insomma, se tu dici educatamente che contesti la presenza di chi non ha votato contro la nostra missione in Iraq mica finisci sulle agenzie!»

Due anni prima, alla vigilia del G8 a Genova, un altro gigante del pensiero rosso, Luca Casarini, aveva spiegato: «Abbiamo degli analisti esperti di comunicazione. Sappiamo che cosa dobbiamo fare perché si parli di noi. Quando un giornalista del "Giornale" mi telefona e mi chiede, implicitamente, di dargli qualcosa da prima pagina, io rispondo: "A Genova dichiariamo guerra ai grandi del mondo". E quelli lo mettono in prima pagina. Oppure tiriamo fuori la storia degli "uomini topo", che sono già al lavoro, sempre a Genova, a scavar nei sotterranei. E loro abboccano».

Esatto. Tranne un punto: non occorrono "esperti di comunicazione" per capire una cosa così ovvia. I meccanismi sono lì, alla portata di tutti. E non c'è giornale o telegiornale che, in questo contesto, possa sottrarsi più di tanto. Vuoi finire in prima pagina? Attraversa nudo il campo di Wimbledon durante la finale e ci andrai. Tira un cavalletto in testa al Cavaliere e ci andrai. Inventati un figlio con la Lecciso e ci andrai. Fai la pipì in diretta a Domenica In e ci andrai. Sfilati il reggiseno al Grande Fratello e ci andrai. Oppure butta lì, come lo storico David Irving, che «morirono più persone sui sedili posteriori dell'auto di Ted Kennedy che nelle camere a gas di Auschwitz» e ci andrai. Nulla è più facile, se hai il pelo sullo stomaco, che andare in prima pagina.

Gli unici che fanno finta di non saperlo sono loro, quelli che per un pugno di voti ammiccano alle frange estreme. E che "strabuzzano le orecchie" e sbarrano gli occhi e scuotono la testa come se le sortite dei loro potenziali candidati, così folli e autolesionistiche per i rispettivi schieramenti, li cogliessero impreparati e sbigottiti quanto una bestemmia in bocca a un chierico.



Davvero Bertinotti vuol farci credere che lui non sapeva che Ferrando, prima di difendere gli attentatori di Nassiriya, aveva accusato il "traditore" Cofferati di essere «un oggettivo alleato della Confindustria e di Berlusconi», invocato «la rottura con Prodi, Rutelli e Letta», teorizzato l'inutilità d'una vittoria ulivista auspicando il rovesciamento di Berlusconi «con i metodi della lotta di classe» e chiesto la «nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo dei lavoratori delle compagnie di assicurazione»?

Davvero non sapeva che Francesco Caruso, prima di dare scandalo sui kamikaze, aveva già accusato la sinistra di «ipocrisia e ambiguità» perché si era dissociata dal corteo romano in cui erano sfilati dei fanatici vestiti da attentatori suicidi e aveva detto che «il fondamentalismo» di Bin Laden e quello di Berlusconi «è lo stesso» e salutato le irruzioni in supermarket e librerie come «riappropriazioni dal basso di beni primari» (tra i quali i cd musicali) dicendo che il vero furto «è il ricatto del carovita e del copyright» o «l'impossibilità di leggere e sentire musica»?

E sul fronte opposto, Berlusconi vuol davvero farci credere che non sapeva che Gaetano Saya (il presidente del Nuovo Msi che ha minacciato Furio Colombo: «ti piglio a calci in culo latrina tu con tutto il tuo giornale») era stato denunciato tre anni fa non dai «rossi» ma da una deputata lombarda di An perché sul suo sito c'erano «frasi folli e deliranti e di foto con messaggi agghiaccianti di esplicita propaganda nazista»? Che Roberto Fiore, latitante per anni a Londra dopo esser stato condannato in Italia, non è nuovo a frasi come quella detta l'altra sera a «Controcorrente» di Sky su Adolf Hitler giudicato come «sicuramente uno statista che ha commesso sicuramente dei crimini» o sui kamikaze islamici dove distingue (come i rifondaroli citati) tra quelli che uccidono civili e quelli che uccidono militari?

Che per Adriano Tilgher «Hitler è stato un uomo che ha lottato per il suo Popolo, incorrendo, secondo la storiografia ufficiale, in alcune storture» e che al suo convegno di Forza Nuova a Trieste Ugo Fabbri spiegò che «la Risiera di San Saba non è mai stata un lager: il processo fu illegittimo perché i giudici erano tutti slavi, comunisti o ebrei»?

Il fatto è che, proprio come dice Luca Casarini, più grossa la spari e più spazio ti vai a prendere. Quando mai Ferrando, con la sua lillipuziana frazione trotzskista, si sarebbe guadagnato altrimenti tutta una pagina del «Giornale»? E quando mai il fascista lillipuziano Saya sarebbe finito in prima sull'«Unità»? Quando mai Tilgher sarebbe stato invitato in tivù? Il guaio è che, via via che in questi anni è cresciuta la violenza e l'aggressività dello scontro politico, dall'una e dall'altra parte, gli estremisti delle due fazioni per farsi sentire nel baccano di fuochi artificiali sono passati dai petardi alle farfalle, dai razzi ai bengala e su su fino ai missili. E qual è la cosa più fastidiosa? Che gli uni e gli altri sembrano imbarazzati non per quello che i loro possibili candidati pensano, ma solo del fatto che non sanno stare zitti.


Dagospia 17 Febbraio 2006